San Luca Winterfell

Autunno in Playlist

Autunno e Inverno sono compagni insidiosi. L’uno apre le porte all’altro. Due incantatori che provano un naturale piacere nell’assopirci, poco a poco, mentre assistiamo al loro spettacolo, avvolti nel piumone del letto o nella trapunta del divano. Così, sotto il loro influsso, fin dalle prime luci dell’alba, tentiamo e ritentiamo di svegliarci, o più spesso, ci immaginiamo di farlo. In questa atmosfera, ho deciso di proporvi dieci brani musicali in accompagnamento a qualsiasi viaggio giornaliero abbiate scelto.

1-Tutto ha inizio con “Just So” di Agnes Obel, musicista danese dalle corde di platino, portata all’altare del successo da suadenti note di pianoforte, che ho avuto il privilegio di ammirare, qualche anno fa, nella chiesa di Sant’Ambrogio a Villanova alle porte di Bologna.
2-Segue “Run” dei Daughter, gruppo inglese guidato dai sussurri onirici della voce di Elena Tonra, entrato nelle menti dei quattro continenti, grazie anche all’esibizione a fianco di artisti come i Sigur Ròs e The National.
3-Si procede alla volta di Ruby Friedman, bomba di New Orleans, con una forte tempra
country-blues; risulta superlativa anche nell’arrangiamento finale di “You’ll never leave Harlan alive” della serie tv Justified, western moderno ambientato nel Kentucky dell’Ultimo Cavaliere Ryland Givens.
4-Inserisco con grande piacere alla quarta posizione Lisa Hannigan, la purezza romantica irlandese, cresciuta all’ombra dell’anima errante Damien Rice, che ha finalmente spiccato il volo alla volta di una grande carriera solista con “A Sail” nell’album “Passenger”.
5-A metà del percorso, la scena è della malinconica Lera Lynn della seconda stagione di
True Detective, la cui voce fa da sfondo al fantasma di David Lynch e alle conversazioni di Ray Velcoro e Frank Semyon. Accartocciata su stessa su un palco dimenticato di un tetro locale della città di Vinci, la cantante texana ci porge un messaggio su di un foglio di carta stroppicciata: “Abbiamo il Mondo che ci meritiamo”.
6-La Sia Furler, qui caldeggiata, è la creatura devastata che, prima di passare alla ribalta commerciale, nel 2004, intonava “Breathe Me”. Pezzo utilizzato magistralmente da Alan Ball nella stagione conclusiva di Six Feet Under nell’estremo saluto alla Famiglia Fisher.
7-“Heaven” è uno dei prodotti migliori del duo folk-elettronico Lamb, un canto sognante scosso da fremiti elettrici e ripetuto ossessivamente dalla cantante Lou Rhodes.
8-Giovanissima è la bulla neozelandese Lorde la quale, con “Pure Heroine”, ha immediatamente conquistato le classifiche americane ed europee. Notevole è il suo sound pop d’avanguardia che le consente di brillare di luce propria, evitando, in tal modo, di uniformarsi ai volti delle nuove pseudo-reginette di MTv.
9-Sebbene sia conosciuta ai più grazie al remix del singolo “I Follow Rivers”, la cantautrice svedese Lykke Li presenta un brillante quanto drammatico album “I Never Learn”. E “No Rest for the Wicked” ne è la conferma.
10-In conclusione, non potevo non inserire Lei: Florence Welch + The Machine. Con una voce del genere, altro non si può fare altro che arrendersi e lasciarsi travolgere dalle onde di “What the Water Gave Me”.

La suddetta playlist d’Autunno, in conclusione, costituisce nient’altro che un suggerimento, magari un’opportunità per incontrare o rincontrare artisti persi durante il Cammino; oppure, e ritengo che questa sia l’ipotesi più probabile, a creare un “sogno condiviso”, dentro a cui si muove un professionista in grado di “estrarre” segreti dalle menti delle persone mentre queste dormono. L’idea, d’altronde, è semplice: nessuno ricorda quando in Autunno inizia un sogno.
Buon ascolto.

Playlist

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