La Bologna del fumetto – Stefano Giovannini

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L’autore bolognese simbolo di necessità che aguzza l’ingegno

Stefano Giovannini è un muratore, un fumettista ma soprattutto un “auto”. Autodidatta, si autoedita, autopubblica e si autodistribuisce persino.

Con rare eccezioni, l’unico intervento esterno nelle sue pubblicazioni è quello della tipografia a cui si rivolge di volta in volta, a seconda del tipo di lavoro da far uscire. E in effetti il materiale è variegato.

Tre racconti illustrati, un libro solo scritto, due fumetti solo illustrati, un cortometraggio d’animazione, una raccolta di spille e un comic book completo sono la testimonianza della creatività attiva di questo autore.

Ecco, la creatività. La stessa che ha permesso a Giovannini di forgiarsi il proprio mercato. E lo ha fatto, come si diceva.

Principalmente iniziando a distribuirsi da solo, agganciandosi ad eventi come il Rimini Comix o Crack! Fumetti Dirompenti e andando lui stesso da ogni fumetteria o centro sociale interessati al suo materiale per consegnarlo. Punta sulla cessione diretta, mentre la pratica del conto vendita è ormai sporadica.

Ha incontrato molte fumetterie e librerie indipendenti in Italia, e ha visto demotivazione per i costi lievitati che portano i negozi a non vendere quello che vorrebbero. Una criticità, questa, che avevamo già incontrato testimoniata da Ratigher, durante “Fruit Exhibition”.

A Bologna, Giovannini lo si può trovare con il suo banchetto all’Xm, al Circolo Anarchico Berneri, al Labas, o qualche suo lavoro è presente a da Modo Infoshop o a Casalecchio da Mondi Nuovi.

È sempre pronto ad accogliere, a spiegare cosa significano le sue produzioni. Che vertono su due tematiche cardine: la dicotomia infanzia-maturità e il conflitto tra la società e l’individuo. Nel complesso, racconta, il tema emerge in corso d’opera.

Stefano Giovannini nei suoi fumetti è uno che si esprime per metafore ma anche in modo esplicito, uno che cerca di esprimere più concetti con meno parole possibili, uno che tratta temi tristi in maniera leggera, uno che per concludere un’opera deve sentirsi pienamente realizzato e soddisfatto di avere fatto le cose con amore.

Stefano Giovannini è uno, purtroppo perché è poco, per fortuna perché almeno è uno.