Fare sesso con i robot? tra poco sarà possibile

 

Dalla rivoluzione industriale in avanti l’uomo si è trovato in competizione con il lavoro svolto dalle macchine, sempre più capaci di sostituire i compiti dell’uomo il più delle volte ottimizzandoli. Senza dubbio, ancora oggi, i lavori più a rischio sono quelli a bassa specializzazione intellettuale basati sul lavoro manuale. Tuttavia, possiamo affermare che nessuna professione è ormai al sicuro e insostituibile.

Tramite sofisticati algoritmi, infatti, i robot e le macchine sono potenzialmente in grado di svolgere mansioni un tempo unicamente attuabili dagli essere umani, come scrivere romanzi, vendere prodotti, conversare, comprendere e reagire alle emozioni e molto altro ancora. La svolta decisiva è arrivata quando questi algoritmi sono stati programmati in maniera tale da essere in grado di apprendere e migliorare con il tempo, imparando dagli errori e specializzandosi per offrire un servizio sempre più efficiente.

Pepper Robot

Per esempio, alla fine del 2016 la Nestlé ha introdotto in un negozio di Tokyo un robot che ha il compito di vendere le macchinette del caffè prodotte dal colosso svizzero, scrive la Neue Zürcher Zeitung. Il modello di robot in questione, creato dalla Softbank Robotics, è chiamato “pepper robot”. Il social robot (o family robot) è quindi in grado di interagire con l’essere umano nei modi di cui sopra, conversando, reagendo alle emozioni, muovendosi in modo autonomo e riconoscendo le voci.

Ancora, stando ad un articolo scritto da Oliver Holmes per il Guardian, la città-stato di Singapore introdurrà dei robot-personal trainer all’ interno di case di riposo per aiutare gli anziani a restare in forma. Se è vero che i robot sono in grado di sostituire la maggior parte delle professioni svolte dall’ uomo, è anche vero, però, che da sempre l’uomo si è specializzato adattandosi al progredire incessante della tecnologia. A questo proposito, l’istituto di ricerca Fast Future ha individuato le venti professioni che emergeranno e che saranno maggiormente richieste dal mercato del lavoro nelle prossime decadi, come specialisti della nanomedicina e costruttori di parti del corpo, avvocati virtuali (specializzati in controversie online), sviluppatori di mezzi di trasporto alternativi, responsabili dello smaltimento dei dati personali presenti nei database, assistenti sociali incaricati di aiutare le persone traumatizzate o marginalizzate dai social network, sviluppatori di avatar, architetti digitali e molti altri ancora.

Ma davvero tutti i lavori possono essere sostituiti?

Le prestazioni di sesso a pagamento, per esempio, rientrano sicuramente nell’insieme di quelle attività difficili da essere rimpiazzate da una macchina o da un algoritmo. La cosa più vicina fatta in questo senso è stata l’invenzione di bambole hi-tech create per essere usate a scopi sessuali. Il mercato giapponese e quello americano sono quelli più sviluppati in questo senso.

Sophia, prodotto di punta dell’istituto Hanson Robotics

La RealDoll, un colosso del mercato dei sex-toys e sex-dolls nel mondo, ha riscontrato che le bambole erano completamente statiche e non interagivano. Da questa esigenza è nata la decisione di sviluppare una testa con intelligenza artificiale per “suscitare negli utenti un coinvolgimento a livello emotivo e intellettuale “ alla quale sta lavorando, sotto loro commissione, la Hanson Robotics, l’istituto più all ’avanguardia nella produzione di robot umanoidi.

Vorrei che gli utenti provassero una sorta di amore per questo essere”. Secondo McMullen, il CEO della RealDoll, le teste con intelligenza artificiale saranno disponibili sul mercato tra due anni. I corpi delle bambole possono essere completamente personalizzati dagli utenti, dal colore della pelle a capelli e occhi, senza dimenticare piccoli dettagli come la forma delle dita dei piedi. Il cliente è a tutti gli effetti abilitato a creare la sua bambola personalizzata che rispecchia i suoi desideri erotici. Nonostante coloro che si trovano a sostegno di questo progetto ritengano che l’avvento di queste bambole hitech rappresenta un modo per combattere e porre fine alla prostituzione, non mancano le opposizioni a questa visione. La ricercatrice Richardson ha avviato una campagna anti-sexbot e considera i robot sessuali una grave minaccia nei confronti del modo in cui noi esseri umani viviamo e intendiamo le nostre relazioni interpersonali, degradando il nostro modo di rapportarci con un partner o un possibile tale.

A questo proposito è utile una considerazione sul significato del termine robot, che deriva dalla parola ceca “robota” che significa “lavoro pesante”. Riportare l’idea che il partner sessuale sia un mero oggetto e che l’intraprendere relazione interpersonali sia un “lavoro pesante” evitabile e da delegare ad automi rappresenta senza ombra di dubbio un’insidia enorme per le relazioni umane.

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