Spider-Man: Homecoming- BBreviU

Esci dal cinema dopo aver visto Spider-Man:Homecoming e ti dici: “Ma era tanto difficile arrivarci? Erano proprio necessari quindici anni e, di fatto, cinque film toppati su sei?”.

Riflessione che però viene subito rintuzzata da un’altra, più concreta: il genere dei cinecomic, all’uscita del primo Spider-Man nel 2002, era appena all’inizio di quella che sarebbe stata la sua epopea.

Il bust di Batman&Robin del 1997 era stato talmente clamoroso e fragoroso che la Marvel, mentre la DC si medicava le ferite, non aveva caricato subito con il pezzo da novanta, X-Men (2000) sfruttando il momentaneo tilt della concorrenza.

Viceversa aveva, saggiamente, tastato il terreno prima con Blade (1999), personaggio secondario diventando cult un po’ a sorpresa.

Dunque, per arrivare a Spider-Man:Homecoming, e ancora prima al Marvel Cinematic Universe, è stato necessario passare attraverso diverse fasi di sbozzatura, di taglio e cucito, alcune riuscite e altre meno.

Ma veniamo al nostro ragnetto.

Tornando a casa (Marvel)-PARTE SENZA SPOILER

Quello che rende l’ultima avventura dell’Arrampicamuri la migliore complessivamente proposta finora è che si tratta, fondamentalmente, del VERO Spider-Man.

È un Peter Parker veramente adolescente, o almeno, più vicino all’età scolare di quanto lo fossero i predecessori.

È un adolescente di oggi con tecnologie di oggi, ma anche un adolescente di… sempre, e come tutti gli adolescenti di sempre sente di non essere capito dagli adulti, è iperattivo e interattivo, vuole fare di più e presto.

Il Peter Parker vicino all’originale convince perché ne riprende lo spirito entusiasta, e i drammi per una volta non prendono il sopravvento nella trama.

SONY e i Marvel Studios hanno perfettamente sintetizzato le atmosfere cittadine dei primi cinque Spider-Man con la grandezza dell’universo cinematografico.

Il risultato è stato il primo in cui si vedono “dal basso” gli effetti dell’invasione di New York, il sottobosco che si muove e che ispira sciacalli, o se preferite avvoltoi, a buttarsi sulle carcasse per trarne profitto.

Ok, forse non primo primo, perché in fondo anche Ant-Man era supportato dallo stesso tipo di ambientazione. Mettiamola così, allora: è il primo film in cui le conseguenze sono coinvolte e non tangenti.

Il riferimento all’Avvoltoio era ovviamente voluto e teso a spendere due parole sul villain.

Forse perché è stato dall’altra parte della barricata o forse perché è stato protagonista di un film che stigmatizzava il cinecomic come genere, o forse semplicemente perché è un bravissimo attore, Micheal Keaton è il primo villain che provoca qualche brivido lungo la schiena.

Qualche accenno lo aveva regalato Ultron, qualche altro Loki ma più per la sua tragicità che per altro.

Han citato l’Uomo Ragno-Parte CON SPOILER

Inaspettatamente, Spider-Man:Homecoming non è stato un “Adesso vi facciamo vedere come si fa un film con i NOSTRI personaggi” da parte dei Marvel Studios.

Anzi, verrebbe quasi da dire che è stato un connubio impeccabilmente equilibrato, nel rispetto delle storie reciproche.

Svariate le citazioni incrociate. Quelle dei fumetti più rilevanti sono il protagonista che solleva le macerie nel capannone e conferenza stampa piena di giornalisti, che richiama quella famosa di Civil War in cui Spider-Man si toglie la maschera in diretta e svela la sua identità.

Ma anche Spider-Man ha avuto i suoi riferimenti.

Il più lampante è la sequenza del ballo di fine scuola, quando il villain che capisce l’identità dell’eroe grazie a una serie casuale di indizi come era successo nel pranzo di Ringraziamento del primo episodio della trilogia di Raimi.

Il Tessiragnatele a testa in giù con il consiglio di Karen di baciare Liz in ascensore riprende… beh, lo sapete,  e il protagonista che tiene insieme il traghetto in procinto di aprirsi in due…beh, sapete anche questa.

Conclusione: Spider-Man:Homecoming è un film da vedere perché ci si diverte e perché fa tornare indietro all’età della non-ragione.

Quella che più di qualcuno vorrebbe rivivere per l’età, ma con la testa attuale.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *