Come combattere la crisi della lettura

Nell’Italia in cui i dati sulla lettura media sono imbarazzanti (aggettivo spesso usato a sproposito, ma che qui indica imbarazzo autentica), in cui domina la crisi dell’editoria e in cui viene declinato in ambiti negativi il significato della parola cultura, capita che dal basso, dai piccoli, parta una rivolta.

Un “Io non ci sto” molto simile a quello, famoso, di Oscar Luigi Scalfaro. Aula Magna, il Macondo. Portavoce (è proprio il caso di dirlo) Sabrina Monno: ventiduenne, a smentire la leggenda metropolitana che i giovani non abbiano iniziativa, poetessa, cineasta.

Ciao Sabrina. Parlaci dell’attività a cui avete dato il via: il binge watching.

L’ideatore è Luca Cerretti, che aveva iniziato a fare delle serate al Macondo accompagnato da Federico Aicardi, un nome che a Bologna non ha bisogno di presentazioni. Da principio erano serate musicali inframezzate da letture di piéce teatrali, racconti brevi comici o sarcastici. Una specie di cabaret.

Cerretti viene dal DAMS, dunque una formazione letteraria, e aveva sempre avuto questo sogno di poter coinvolgere più persone nel mondo della lettura. Verso gennaio, perciò, io sono salita sul palco del Macondo e ho iniziato a leggere le mie poesie e i suoi racconti, alcuni dialoghi di film di Woody Allen, in cui io ero Diane Keaton, Mia Farrow o Evan Rachel Wood e lui era lo stesso Woody Allen.

Abbiamo notato che il pubblico era ricettivo, così nella serata del 19 marzo abbiamo chiesto a persone se erano disposte a leggere dei testi pubblicati sul palco del Macondo, in una specie di staffetta. Si potevano leggere o libri propri, quindi era un’occasione per farsi pubblicità, oppure di autori più noti.

È durato due ore, e in quelle due ore nessuno si è distratto. Speriamo di poter ripetere l’esperimento in futuro.

Avete mutuato l’idea da qualche parte o è vostra?

Luca ha detto di aver visto questi eventi oltreoceano. Penso che si ispiri molto alla slam poetry, l’idea di andare sul palco e leggere velocemente poesie o testi teatrali.

Però un’idea di staffetta regolare non era stata provata, per quanto ne sappiamo. È proprio da lì che prende origine il termine binge reading, come il binge watching, la visione di serie tv in serie.

Quale è stato il fattore che ha fatto riscontrare tanto successo?

Per quanto i mezzi di informazione ci dicono che non si legge, e c’è sicuramente un fondo di verità ma solo perché non viene proposto di leggere, si crea una sorta di empatia tra chi legge e chi ascolta che non può far altro che invogliare a leggere, o a scrivere in futuro, chissà.

Nella scelta dei testi letti, secondo te cosa vuole trasmettere chi legge?

Penso voglia trasmettere un’emozione, perché molti sono saliti dicendo “Questo è il mio libro preferito perché mi ha fatto provare quella determinata emozione”. È un viaggio nella mente e nelle emozioni delle persone.

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