Piazza Maggiore 3

Ore 12:00, Piazza Maggiore. Si vocifera la presenza di circa diecimila persona all’interno della piazza, tra il palco, i portici e gli stand del consueto cioccoshow. Bandiere, bandane, sciarpe, spille, magliette, paillettes, mimetica, striscioni, fotografie. I partecipanti al comizio di Matteo Salvini, arrivati da tutta Italia, sono ben equipaggiati.

La discussione comincia in seguito ad uno slogan: “viva i pensionati, viva la lega, viva Salvini!”. In piazza era presente un gruppo poco numeroso di signori di una certa età, pensionati appunto, sotto il loro stendardo blu e bianco che citava la loro “categoria”.

La conversazione continua sul fronte “forze dell’ordine”, le quali sono vittime di scarsi fondi e, per questo, incapaci di svolgere il loro lavoro al meglio. Secondo uno degli oratori, la conseguenza di questo deficit è un popolo di timorati rinchiusi dentro le loro case, legittimati perciò alla difesa personale. Giorgia Meloni, che sentiremo in seguito, invoca più fondi e più rispetto nei confronti delle forze dell’ordine. Elisabetta Brunelli, consigliera del comune di Bologna, avvalora la tesi sottolineando come la legge non sia uguale per tutti, rivolgendosi a quegli stranieri accusati di non rispettare le regole.

Da qui, un breve discorso sull’economia italiana che rotola in discesa: sembra che Salvini riscuota un discreto favore popolare per rimettere in sesto la produzione e il commercio italiani.

Più volte, durante i cambi tra gli interlocutori, i ragazzi che militano nei centri sociali, i quali durante la giornata hanno mosso diversi cortei per l’arrivo della Lega (l’hashtag più digitato, infatti, è stato #BolognaNonSiLega), vengono definiti “zecche”, poiché figli di papà che gestiscono, come Salvini scrive anche sulla sua pagina facebook, “centri a-sociali”.

Più volte, a tal proposito, sono state ringraziate le forze dell’ordine per il lavoro odierno.

Diversi interventi di giovani leghisti sono fondati sul motto “Renzi bugiardo”. Puntano il dito contro una sinistra che, a pari titoli di studi, opera attraverso due pesi e due misure.

Un breve annuncio di Salvini, per introdurre l’arrivo di Giorgia Meloni: “su questo palco stiamo cercando soluzioni reali”.

La Meloni porge i suoi ringraziamenti ai tanti italiani accorsi da diverse regioni, ringrazia Salvini per aver organizzato un evento di tale portata e ringrazia il suo partito, Fratelli d’Italia, presente in piazza.

Per la Meloni si tratta di un evento che testimonia l’esistenza di un’Italia che vuole tornare ad essere libera: “basta con il duo comico Renzi-Alfano”. Accusa il PD di vantarsi di “norme ridicole” da essi stessi prima introdotte e poi ritratte, citando l’ultimo episodio di cui quest’ultimo si è macchiato: “ti piazzano Ignazio Marino a fare il sindaco e poi lo sfiduciano”. Intimando ai rivali di “andare a casa”, sostiene che per questa nuova destra gli italiani vengono prima di tutto e di tutti. La sinistra, occupandosi degli immigrati, non ha pietà per i pensionati. Istiga alla violenza uno Stato che non è in grado di difendersi.

Continua sostenendo che la sinistra riconosce l’immigrazione come un diritto, non considerando che “scappano dal fondamentalismo, ma se avessero coraggio rimarrebbero a casa loro a combattere l’isis”. Gli immigrati, quindi, sono causa della povertà degli ultimi anni: Renzi sostiene di aver coperto questa piaga attraverso l’investimento di un’ingente somma di denaro. La Meloni replica: “600000 euro per 4 milioni di poveri, 30 centesimi al giorno per ogni individuo”. Bisogna sostenere ed incentivare le famiglie, nel rispetto della legalità.

Conclusosi il discorso di Giorgia Meloni, sul palco si schiera Silvio Berlusconi che, dopo aver ricordato di essere scomparso dalla vita pubblica e televisiva per 6 anni, tornerà a candidarsi, poiché il suo partito detiene sempre una percentuale di votanti molto alta (circa il 25%).

Con quest’alleanza ritrovata, Berlusconi sostiene che, unendo le forze, i 3 leader della destra (FI, FdI, Lega Nord) riusciranno ad ottenere grandi consensi, superando addirittura il 40%.

Piazza Maggiore 5

Omaggiando l’invito di Salvini, definendo la Lega come un partito in crescita in grado di risollevare le sorti del nostro Paese, passa a lui la parola, per concludere il comizio.

L’attesissimo Salvini, con il microfono in mano, elabora il suo discorso. Non si tratta di un ritorno al passato, ma “qua comincia qualcosa di nuovo che è guidato dalla Lega, ma che è aperto a tutti gli italiani che oggi sono lontani dalla politica”. Perciò, “oggi siamo qui per dire che insieme si vince e se qualcuno è in cerca di poltrone questa è la piazza sbagliata”.

Il vaso di Pandora è stato ormai scoperchiato e il leader della Lega questa volta si scaglia contro Alfano, definendolo “un personaggio inutile e incapace”. Intima al leader del Nuovo Centrodestra (ex ministro della Giustizia durante il governo Berlusconi) di tornare ad occuparsi di poliziotti perché “la politica non fa per te”.

Il discorso di Salvini si conclude con un ringraziamento speciale alle forze dell’ordine “ferite dai centri sociali”, aggiungendo che questi ultimi verranno sgomberati “col sorriso” uno per uno, dopo i campi rom.

Si conclude l’evento con l’inno del Partito della Lega Nord, in sottofondo ai partecipanti (simpatizzanti e non) scortati dalle guardie verso vie di fuga sicure.

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