Ed eccoci qui, ancora una volta. Ancora io e te. Come tutti gli anni inizio con le migliori intenzioni e poi ci ritroviamo io e te a parlare. Posso darti del tu? Ma sì dai, ormai ci conosciamo bene.
Tu continui a dirmi dove ho sbagliato, mi fai notare i miei difetti e mi ricordi di quella volta che avrei potuto, ma non ho voluto. Oppure quando avrei voluto e non ho potuto. Insomma, quel genere di discorsi lì, da osteria.
Ti verso un po’ di vino, magari ti ammorbidisci e decidi di darmi una mano. Ci sarà un girone infernale per chi fa ubriacare i santi? Chissà, nel dubbio bevi.vino
Che poi lo so, adesso sei qui con me, ma ci sono tanti altri nelle stesse condizioni. E tanti ti chiedono perché diamine ogni anno, puntuale come una cambiale, arrivi tu. Così a tradimento, con le giornate che iniziano a farsi più calde, con le prime foglie sugli alberi, con un sottile velo di ottimismo sulle nostre vite… Arrivi tu. Metà febbraio, San Valentino. La festa degli innamorati.
Su, bevi ancora un bicchiere. Mi devi spiegare un’altra cosa, cioè come hai fatto da vescovo, martire, decapitato a diventare il patrono degli innamorati. Io una teoria ce l’ho, a rischio della blasfemia, ma ce l’ho.
Perché effettivamente, l’amore fa perdere la testa. E da come mi guardi capisco di aver ragione.
Quanti bicchieri si riempiono per dimenticare le cose belle e le cose brutte fatte e ricevute in suo nome? Cercando nei fondi il volto di qualcuno andato via, nascondendo le lacrime in risate etiliche e ricordi sbiaditi.
Ecco, lo sapevo che sarebbe finita così. Anche lo scorso anno è successo lo stesso, ricordi? A mente lucida lo so che è una festa commerciale, che tante coppie in realtà sono dei terzetti e via così di cinismo. Però quando ci ritroviamo qui io e te e continui a guardarmi con quel sorrisetto di uno che la sa lunga, non ce la faccio a far finta di niente.
Quindi finiamo questa bottiglia insieme e brindiamo.
A tutti quelli che stanno insieme, ai single, a tutti gli innamorati non ricambiati, a chi non lascerà mai il suo amore impossibile. A chi non riesce ad innamorarsi, a chi non si lascia andare, a chi ha troppa paura, a chi fa l’indifferente. E ancora, a chi vorrebbe sposarsi, chi divorziare, a chi vorrebbe un figlio, a chi ha un ritardo imprevisto. A lei che ama lui, ma lui vuole l’altra. A lui che ama lei, ma lei vuole l’altra. Con tutte le varianti del caso di lui, lei e altri. A chi si ama a distanza e anche a chi si odia da vicino. A quelli col cuore a pezzi e che continuano a metterlo in gioco.
Un brindisi a tutti loro e poi a te e a me.
Anche l’anno prossimo saremo qui, insieme? Chissà, ma per sicurezza metto da parte qualche bottiglia. Perché il cuore ha ragioni che la ragione non conosce e che il fegato smaltisce.
Cin cin!

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.