Da piccoli i vostri genitori vi costringevano a frequentare il catechismo nella parrocchia di Paese per poter prendere tutti i Sacramenti? Crescendo forse alcuni (o molti?) di voi avrete ritenuto che quella imposizione religiosa era troppo e così avete smesso di frequentare la Chiesa. Bene, ora pensate che finanche la scuola pubblica è arrivata a sponosrizzare una determinata religione.

Guardacaso la cattolica. E così, molti studenti di una scuola di Bologna hanno visto imposta la benedizione pasquale nei locali pubblici, per portare la pace di Cristo – o forse una gran rottura di uova! Alcuni docenti, genitori, comitato scuola e costituzione hanno presentato ricorso al TAR di Bologna, dopo la delibera illegittima del Consiglio di Istituto.

Gli articoli 7 e 8 della Costituzione, alla base del principio di laicità, implicano la neutralità degli spazi pubblici e quindi non consenteno di ospitare nei locali scolastici atti di culto e/o riti religiosi, né in orario scolastico, né fuori dell’orario.

La benedizione pasquale trasmette illegittimamente un orientamento religioso, ledendo così il principio di libertà di religione, intesa anche come libertà in senso negativo, quindi libertà dalla religione. Inoltre, ostacola la neutralità degli spazi pubblici, che non consente di ospitare atti di culto e/o religiosi nei locali scolastici.

Dopo tante polemiche e senza attendere il responso del TAR, alle benedizioni pasquali del 20 e 21 marzo hanno partecipato solo 10 persone tra genitori e alunni.

Francesca Zuccarà

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