C’è chi di fronte agli ostacoli si arrende facilmente e chi nei momenti di difficoltà riscopre la propria forza e non si ferma per niente al mondo. Un po’ come Sofia Corradi, pedagogista e docente universitaria, che da una esperienza di vita ha saputo trarre una lezione unica e cambiato le vite di migliaia di studenti e cittadini europei. Studentessa in scambio negli Stati Uniti nel 1957, una volta in Italia Sofia non si è vista riconoscere gli esami sostenuti durante il master alla Columbia University. Così, si è rimboccata le maniche, ha sostenuto gli esami che le mancavano e anni dopo ha ottenuto un importante incarico politico nell’istruzione. Nel frattempo, non ha rinunciato ad un progetto grandioso, necessario ed estremamente formativo: quello dell’Erasmus, a cui ha dato vita nel 1987.

Gli ‘erasmiani’, come li chiama ‘Mamma Erasmus’, hanno potuto aderire al progetto e trascorrere all’estero un periodo di formazione o di tirocinio dai 3 ai 12 mesi. Nel 2014 sono cambiati il nome e in parte le finalità, ma gli attori del nuovo ‘Erasmus+’ sono gli stessi del vecchio Erasmus, e formano un esercito che conta ben 9 milioni di partecipanti dall’inizio degli accordi fino ad oggi. Un esercito di studenti ma anche insegnanti, giovani, lavoratori e sempre più persone che aderiscono al progetto per cambiare la propria vita, avere maggiore opportunità di lavoro o soltanto per espandere i propri orizzonti.

Sofia Corradi, nota anche come ‘Mamma Erasmus’


In questo panorama, l’Italia non è solo la terra in cui Erasmus ha mosso i primi passi, ma anche uno dei maggiori paesi partecipanti per studenti in uscita e in entrata. Secondo le statistiche della Commissione Europea, l’Italia si posiziona al quarto posto per numero di studenti outgoing (dietro Spagna, Germania e Francia), posizionandosi invece al quinto per studenti incoming (dopo Spagna, Germania, Francia e Regno Unito).

Sono dati che parlano da soli, ancora di più nel caso dell’Università di Bologna, che stabilisce un record nel territorio nazionale. L’Alma Mater è infatti al primo posto in Europa per numero di studenti in uscita: ben 2.068 nell’anno accademico 2015/2016. Ma Bologna è anche campione di accoglienza, vista la grande attrattività della prima università al mondo che la colloca al secondo posto in Italia per studenti in entrata, poco dopo la Sapienza di Roma.

Sono per la maggior parte Spagnoli, Francesi e Tedeschi, i giovani europei interessati a passare un periodo di studio nel Bel Paese, ma non solo. I progetti del nuovo Erasmus+, ampliati nel 2014, consentono infatti di realizzare un periodo di tirocinio all’Estero e coinvolgono anche paesi extra UE negli scambi. Anche in questo caso, l’Alma Mater ricopre un ruolo di prestigio, collocandosi al terzo posto in Italia per studenti in entrata e al primo per studenti in uscita. Tra le mete preferite ci sono la Russia, la Georgia, la Serbia e Israele.

Alcune statistiche sui partecipanti a progetti Erasmus dall’87 a oggi


Le opportunità sono variegate e in continua espansione, ma dietro i numeri e gli accordi che ci rendono europei e internazionali, c’è molto di più. Ci sono storie, persone, scelte di vita e racconti che ci ricordano l’importanza di non innalzare barriere e di favorire il contatto con l’altro. Storie che proveremo a raccontare intervistando chi ha partecipato o parteciperà al progetto Erasmus, per scoprire più da vicino quell’esperienza unica di “poter volare fuori dal nido”, come ama ricordare la sua fondatrice.

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