Vi presentiamo un pezzo inviatoci dai ragazzi del CUSB, scritto in particolare da Fulvio Gandini, che ci presentano un nuovo sport divertente, sicuro e alla portata di tutti. Finito di leggere, correte a provare e non ve ne pentirete! 

Oltre l’articolo, potete trovare il trailer su youtube cliccando qui

Vi segnaliamo, ancora, la Pagina Facebook e il sito di Uguale ed Opposto.

Uguale Od Opposto, non certo un nome evocativo al primo impatto: privo degli inglesismi tanto cari alla nostra generazione e non supportato da alcun grande sponsor sembra non essere destinato a diventare un mainstream sport. Come nella vita, nel mondo sportivo è possibile conoscere realtà splendide e ricche di sfaccettature inedite non appena si decide di approfondire, scavare, incuriosirsi riguardo a cosa si possa scoprire oltre a quei muri rappresentati dalle tendenze del momento. È il caso di Uguale od Opposto, dietro al cui ambizioso progetto vi è la professionalità e la dedizione di un gruppo di ragazzi dotati non solo di un’inventiva geniale, ma anche di quella dose di arroganza di chi non si dà per vinto in una realtà economicamente difficile, non solo continuando a credere nei propri sogni, ma anche mantenendosi legato alle proprie radici: il nome è italiano non per un fatto di mercato, ma semplicemente perché Uguale od Opposto è italiano.

Tutto ha avuto inizio quando, nel 1989, Mattia Micai, fondatore e Gran Maestro della disciplina, ebbe l’intuizione di unire le doti duellistiche tipiche della scherma all’abilità di giocoliere facendo roteare nell’aria un bastone. Quel bastone, unico ed essenziale strumento della disciplina, prese il nome di “bacchio” e, posto un metro come sua lunghezza standard, fu colorato per una metà in rosso e per l’altra metà in bianco. Nel duello i partecipanti, entrambi muniti di bacchio, prendono il nome rispettivamente di “Uguale” e di “Opposto”, il primo ottiene il punto quando al momento del contatto (che può essere fra bacchio e bacchio o fra bacchio e corpo) le punte non impugnate hanno uguale colorazione, il secondo quando le loro colorazioni sono differenti. Dal momento che per regolamento il bastone non può essere afferrato nei suoi 20 centimetri centrali, pena punto a vantaggio dell’avversario, i duellanti sono costretti a farlo roteare lanciandolo in aria e riafferrandolo al volo per trovarsi in situazione di punta favorevole.

Grande è stato il lavoro degli sviluppatori per quanto riguarda l’ambito della sicurezza: di legno il bacchio ha solo la sottile anima interna la quale, grazie ad un rivestimento a più strati in guaina e nastro isolante, non crea alcun danno all’impatto con la mano dei bacchiatori. I bastoni, il cui peso previsto dal regolamento della disciplina è fra i 190 e i 280 grammi, sono inoltre progettati per ridurre al minimo i danni derivanti da un eventuale impatto violento contro una persona: oltre ad una certa violenza di impatto saranno questi a rompersi, lasciando al massimo un livido sul corpo dell’avversario.

Il fatto di utilizzare uno strumento sicuro, leggero e con certe doti elastiche permette ai bacchiatori di raffinare tecniche ed evoluzioni acrobatiche proibitive per un semplice bastone in legno massiccio. Questo conferisce ad Uguale od Opposto una spettacolarità unica nel suo genere. Il fascino di questa disciplina ne ha poi consentito in tempi decisamente brevi, visto il marketing budget pari a zero, la diffusione in città come Milano, Roma, Ferrara, Padova e, in particolare, Bologna, dove il Centro Universitario Sportivo CUSB ha appoggiato il progetto del Maestro Luca Casini di aprire un corso dedicato a tale sport. Quella della Città delle Torri non è semplicemente un’opportunità di divulgazione sportiva, si tratta soprattutto di una significativa apertura delle istituzioni verso uno sport nato in Italia e che viene dai giovani.

Provare l’esperienza di Uguale od Opposto è un’ottima opportunità per venire a contatto con uno sport inedito, spettacolare ed estremamente divertente; in grado di stimolare non solo una manualità da giocoliere e la reattività da schermidore, ma anche di far apprendere la disciplina del rispetto dell’avversario: uno degli aspetti più travolgenti, a detta di chi si sia trovato a guardare i duelli, è il rispetto reciproco fra i duellanti. Il fairplay diventa tangibile in questo originale ed affascinante sport tutto italiano.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.