Birdman

Questo weekend presso il Cinema Teatro Galliera avrete la possibilità di vedere ancora il film Birdman di Alejandro González Iñárritu. Un consiglio sentito: andate a vederlo. Qui di seguito cercherò di convincervi che non vi sto mentendo, che ci sono delle ottime ragioni per non rimanere a casa ed andare al cinema.

Basterebbe solo elencarvi tutti i premi che ha vinto questo film per convincervi. Vincitore di due Golden Globe 2015 e di 4 Oscar 2015 (miglior sceneggiatura, migliori film, miglior fotografia, miglior regia), ha cominciato aprendo nel 2014 la 71°Mosta Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia. Dopo la trilogia della morte di cui ricorderete sicuramente il film “21 grammi”, Iñárritu porta sullo schermo una storia fatta di piani di sequenza continui, quinte teatrali, corridoi e cuniculi. Un gruppo di attori teatrali si prepara a mettere in scena uno dei racconti di Raymond Carver, “What We Talk About When We Talk About Love”. Attori che recitano in un film nella parte di attori per una rappresentazione teatrale: una sorta di palcoscenico nel palcoscenico.

Birdman

E’ una storia di rivalsa, di redenzione e di crescita per un uomo, Riggan Thomson (Michael Keaton), che porta con se a fatica gli strascichi di una carriera passata, di un personaggio, Birdman, che gli ha regalato la fama di cui dispone, ma del quale a stenti tenta di liberarsi. Riggan è circondato da altri attori, problematici, indisciplinati, emotivamente instabili e un po’ incapaci. Alla compagnia si aggiunge la figlia (il frutto dell’amore di un matrimonio finito), Sam (Emma Stone), ex tossicodipendente, con la quale cerca di recuperare un rapporto fatto di assenteismo e di conflitto. Mike Shiner (Edward Norton, il miglior interprete di tutta la pellicola) rappresenta un paradosso eccezionale: un personaggio nella vita reale, ma un uomo vero quando recita. È ciò di cui ha bisogno Riggan per portare il suo spettacolo al livello desiderato, nonostante sia spocchioso, arrogante, egocentrico e fastidiosamente intelligente. Poi ci sono Lesley (Naomi Watts) e Laura (Andrea Riseborough), le due attrici protagoniste della scena teatrale, due donne che provano gli stessi sentimenti, ma che li esprimono in modo diverso, entrambe in modo teatrale (appunto); rispettivamente una lesbica (si, la stessa Naomi Watts di Mullholand Drive) e l’altra instabile, alla ricerca disperata di una dolce attesa dal suo compagno, Riggan.

I personaggi sono la vera storia di questo film, ma non sono le loro azioni a mandarla avanti, a fare del film un capolavoro geniale. L’introspezione, il flusso di coscienza, l’io che parla come se fosse fuori dalla persona stessa e la persona stessa che risponde al suo io. Riggan è l’emblema di un uomo frustrato, perseguitato da un passato che non accetta lo abbia reso famoso. Cerca di dimostrare al pubblico che è capace di fare molto di più, che sotto il costume di plastica di Birdman c’è un uomo vero. Ed è questo il momento in cui Tabitha Dickinson, la più importante critica letteraria del New York Times, conia un termine nuovo: il superealismo. Riggan è talmente ossessionato dalla rivalsa che mette in scena schizzi di sangue veri. Dietro il palco, però, dove avviene il lavoro più duro, dove il nostro protagonista si prepara meticolosamente per raggiungere il suo obiettivo, egli combatte con questo grosso uccello nero, Birdman appunto, che non è una fantasia, che non è un eroe passato, ma è una persona in carne d’ossa, un “problema” reale, uno scheletro uscito dall’armadio per perseguitare il suo alter ego. Il film comincia con una scena che rivela quella che poi, a mio parere, è la chiave di lettura per comprendere tutto: Riggan è in mezzo ad una stanza (il suo camerino) in piena meditazione, sospeso in aria, mentre Birdman lo insulta, cerca di riportarlo sulla strada che ha ripudiato. È, quindi, un film al limite dell’assurdo, della beffa, ma allo stesso tempo intriso di verità, di sentimenti che sono più reali delle persone stesse.

Birdman

Mike Shiner è un uomo affascinante, provocatorio, che finge di non aver paura di nulla, che nasconde un’insicurezza latitante sferrando battute, offese e pugni. L’unico luogo in cui non mente, in cui è sincero, in cui non ha paura è il palcoscenico. La sua natura è un po’ come quella di un predatore che vede in Riggan la sua preda: lo userà come trampolino di lancio per la sua carriera. Edward Norton, oltre ad essere un bell’uomo, è la rivelazione dell’intera pellicola, è il cuore pulsante dell’intera compagnia. “Grazie” a lui si scatenano le emozioni di tutti gli attori: emozioni forti, contrastanti, pianti, rabbia, persino amore.

Birdman è un film fatto bene, un film precisamente impreciso e sinceramente beffardo. Se dovessi scegliere una figura retorica per descrivere l’intero film, sceglierei sicuramente l’ossimoro: una forma di antitesi in cui vengono accostate due situazioni psicologiche diverse, opposte.

Si ringrazia il Cinema Teatro Galliera senza il quale questa recensione non sarebbe stata possibile.

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.