• LA NUOVA FRONTIERA DIGITALE DELL’INFORMAZIONE UNIVERSITARIA

Bologna Blog University, per gli amici BBU, è un vero e proprio progetto giornalistico che i ragazzi dell’associazione UniversiBO hanno deciso di far nascere circa un anno fa. Con il contributo dell’Alma Mater Studiorum, l’8 dicembre del 2014 il blog ha aperto le porte a tutti gli studenti bolognesi che sentissero il bisogno di scrivere per i propri colleghi. BBU è una piattaforma digitale, un blog sul web organizzato in rubriche ed aperto anche, soprattutto, a tutte le realtà associative dell’universo studentesco di Bologna. Le fondamenta di questo progetto sono poggiate su un concetto di libertà di scrittura puro e vincolante. Puro perché l’estro artistico di ogni ragazzo non deve in nessun modo essere condizionato, censurato, modificato o rinnovato. Vincolante perché non è stata condotta una campagna di selezione per i membri della redazione: alla libertà di scrittura corrisponde uno scrittore libero.

Oggi il presidente dell’associazione UniversiBO, Domenico Spalluto, colui che da dietro le quinte alimenta con passione e dedizione il motore di BBU, risponderà a qualche domanda.

Ciao Domenico. Qual è il rapporto che intercorre tra l’associazione UniversiBO e la redazione di BBU?
I due progetti vanno di pari passo, con indipendenza. BBU è una parte di una più grande visione che UniversiBO ha dell’università. In BBU non ci sono tutti i collaboratori di UniversiBO e viceversa. Abbiamo voluto creare un progetto che mantenesse una sua indipendenza, per far sì che si dessero informazioni imparziali.

In modo più dettagliato ci spieghi che cos’è BBU e in seguito a cosa è nato il progetto?
BBU è l’acronimo di Bologna Blog University, il progetto nato dall’associazione universitaria UniversiBO, per dare voce e spazio alle idee, ai sentimenti e alle azioni degli studenti bolognesi ed alle rispettive associazioni.
Il progetto nasceva dall’idea di creare una sorta di Huffington Post: un flusso centrale di articoli a cui si affiancano le rubriche di politici, esperti, associazioni.

Com’è organizzata la piattaforma? E’ stato semplice crearla?
Tecnicamente è  stato semplice, ci sono riuscito persino io che sono un giurista (anche se atipico). La piattaforma online si avvale del software open source WordPress.

Chi c’è dietro BBU? Una schiera di esperti informatici o studenti?
Dietro BBU ci sono persone. Il lato tecnico è limitatissimo. C’è più umanità che non lavoro redazionale. Quando abbiamo creato il progetto, non avemi mai pensato che i blogger ci avrebbero scritto per prendere una birra insieme, rispetto ad un discorso relativo a BBU. Si son creati bei rapporti, soprattutto di stima, alle volte di amicizia.

Inizialmente l’obiettivo era quello di poter dare spazio a tutte le associazioni studentesche presenti nel mondo universitario bolognese, ma non c’è stata grande partecipazione. Secondo te è un problema di incompatibilità con il progetto o è una semplice mancanza di interesse?
Ognuno coltiva il proprio orto, questo è l’errore di noi associazioni. Cento blog diversi, cento giornalini, cento associazioni ecc… ognuno con la propria idea, orgogliosamente deciso ad affermare che i propri progetti siano i migliori. La mancanza di collaborazione tra le associazioni è una cosa che si riversa sugli studenti ed io ho sempre cercato quella strada, in pochi mi han seguito.

La redazione è formata da persone che condividono la passione della scrittura. Quale consiglio daresti a coloro che scrivono perché sia semplice la lettura del blog?
Consiglierei di non utilizzare periodi molto lunghi, di scrivere con un linguaggio adatto al proprio pubblico e di offrire qualcosa in più degli altri.

C’è qualcosa che modificheresti al livello attuale? Le aspettative del progetto iniziale sono state assecondate o manca qualcosa?
A livello attuale sono tante le modifiche che apporterei e se avessimo una sede fisica dove far riunire l’associazione sarebbe tutto più facile. Ho tante idee nella mia mente, alcune la redazione le conosce già, ma ci servono molte energie per ripartire (dopo queste vacanze e dopo la sessione di settembre). Le aspettative sono state superate. A giugno siamo arrivati ad oltre 30 000 pagine visualizzate, risultati inaspettati e soddisfacenti. Abbiamo ricevuto diverse proposte commerciali, abbiamo realizzato un aperitivo promozionale, che è andato molto bene. Dopo soli 6 mesi di attività, partecipando come media partner al Comitato per l’elezione del rettore, abbiamo intervistato i 4 candidati al rettorato ed abbiamo fatto informazione sul tema. Altri avrebbero scritto 4-5 articoli copia-incolla, noi ci abbiamo messo la faccia. Infine, come dico a qualcuno dei nostri blogger, stiamo dando fastidio a qualche “agglomerato politico”, questo significa che stiamo procedendo nella giusta direzione.

Sappiamo che BBU è una piattaforma digitale facilmente reperibile e semplice da usare sia per chi scrive che per chi legge. Oltre al mondo del web, ci sono progetti in cantiere?
BBU è un progetto che nasce online, in modo tale che sia accessibile a tutti gli studenti Unibo. Proseguiremo online, ma avremo anche degli sbocchi nella real life, un esempio è dato dall’aperitivo promozionale di maggio. Tanti progetti abbiamo in cantiere, soprattutto di formazione per i nostri blogger. Per questo, tra le tante idee, c’è quella di visitare il festival del giornalismo di Perugia, quest’anno vi hanno partecipato solo alcuni di noi. Per il resto continuerà UniversiBO ad occuparsi di eventi culturali.

  • UNA NUOVA COLLABORAZIONE: IL PILOTA

Da poco formatasi, BBU collabora con una nuova frontiera del giornalismo, questa volta cartacea, gestita da studenti dell’Alma Mater Studiorum indipendenti. Indipendenti perché è un progetto personale non affiliato all’università e tanto meno finanziato da essa.

Il Pilota, il nuovo giornale bimensile diffuso su carta riciclata e megabyte, è una vetrina espositiva per l’offerta della città a livello di vita culturale, di associazioni e facoltà universitarie, locali, collettivi studenteschi ed eventi. Gli articoli sono dedicati ai vari protagonisti della città, sia come singoli che come gruppi, difatti lo scopo è quello di creare uno spazio in cui tutti possano pubblicizzare i propri progetti e lanciare idee.

L’idea nasce da una serata comune in Piazza Verdi in compagnia di una birra e di estranei intorno: sarebbe stato bello riuscire a unire tutta la forza creativa della città. Così i ragazzi del Pilota hanno immaginato di creare un giornale che fosse come una pagina bianca in cui tutti gli studenti potessero scrivere liberamente. Il Pilota, benché gestito da studenti, guarda al di là della sola realtà universitaria e vuole coinvolgere tutti i gruppi del panorama cittadino.

BBU e il Pilota, tramite una sana e sincera collaborazione, si augurano che gli studenti possano capire il potenziale di avere un giornale che funge da spazio pubblicitario per chiunque voglia lanciare un’idea o un’iniziativa. Un microfono aperto per chi vuole farsi sentire.

Trattandosi di un giornale autofinanziato, i ragazzi de il Pilota hanno organizzato una serata di promozione e di musica presso la Vereda (via De Poeti, 2, Bologna), una serata durante la quale sarà possibile bere a poco prezzo e divertirsi gratis! Tramite delle donazioni completamente libere, i ragazzi si impegneranno a stampare e a distribuire le prime 500 copie del loro giornale.

Akira Kurosawa, un regista giapponese, dice che “l’uomo è un genio quando sta sognando”. Credo valga la pensa far diventare questo sogno realtà. Non mancate!

Qui di seguito il link dell’evento facebook nel quale potrete trovare tutte le info che vi occorrono: https://www.facebook.com/events/988990851122303/

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