Dopo poco più di un anno, il cantautore calabrese ritorna a Bologna e questa volta sbarca a teatro, portando in scena dubbi e incertezze incastonate tra monologhi arguti ed esecuzioni perfette, in uno spettacolo sincero, originale ed estremamente coinvolgente

 

 

 

 

Un anno passato all’ insegna del plauso di pubblico e di critica, un 2018 che segna il suo ritorno nei teatri dopo tre anni e un percorso artistico che si fa più spazio e sa farsi rispettare. Il tutto riassunto nella figura di Dario Brunori (o Brunori Sas che dir si voglia), un cantautore che non ha ormai più bisogno di troppe presentazioni.

Dario arriva di nuovo a Bologna, insieme alla sua band, dopo poco più di un anno dalla doppietta di concerti all’Estragon Club dell’ ‘A casa tutto bene tour’, che gli ha fatto mietere numerosi sold out tappa dopo tappa in tutto lo stivale. Il tour che lo fa ritornare in città si svolge su un palco d’eccezione come quello del Teatro Europauditorium, uno dei più grandi dell’Emilia-Romagna, ma stavolta quello che propone il cantautore è uno spettacolo che mischia elementi di standup comedy e di teatro-canzone incentrati sul tema dell’incertezza, creando quasi un one-man show musicale in un cadenzare continuo di battute argute, giochi di parole e monologhi, muovendosi a metà fra serietà, riflessione e una squisita quanto pungente ironia. Il filo conduttore e motore di tutto è quindi Dario Brunori insieme alle sue incertezze e ai suoi paradossi, che sfilano uno dopo l’altro e si abbracciano fino a fondersi con i brani e arrivare dritti al pubblico.

L’apertura è affidata a una breve e triplice intro-dialogo tra l’istinto, l’intelletto e l’emozione di Brunori, che hanno la silhouette e la voce dello stesso, in uno scambio di battute e di citazioni che mettono in piedi un dialogo studiato appositamente a intrattenere e far meditare, seppur col sorriso. Davanti a dei lunghi teli bianchi che coprono momentanemanete la band si materalizza presto il vero Dario Brunori, profilo inconfondibile ed eleganza mai troppo formale, che inizia con Secondo me e Vita liquida e mette in piedi uno spettacolo che si dipana e si snoda lentamente tra vecchi e recenti successi, come Lamezia Milano, Colpo di pistola e Come stai, misti a riflessioni e pensieri sempre al passo coi tempi. Dalla filosofia di Zygmunt Bauman alla vita in Calabria, qualche accenno alla politica attuale, fino alle esperienze del suo io interiore, il cantautore calabrese descrive la realtà a modo suo con la massima onestà e sincerità, in totale libertà come fa da sempre, prendendo spunti ed esempi dal suo passato e dal suo presente, tra bozzetti di vita vissuta e aneddoti semiseri estratti dal suo mondo con un tono limpido e scanzonato. La musa Realtà è sempre lì ferma a ispirarlo, mentre lui ne diventa sempre più un aedo prediletto.
Senza dimenticare il cavallo di battaglia La verità, a chiusura dello spettacolo Dario regala due perle estratte dal penultimo album, Kurt Cobain e Arrivederci tristezza, con le quali saluta il numeroso pubblico del teatro bolognese.

 

 


Brunori sa dominare palco e platea in qualsiasi forma, dal piccolo club al grande palazzetto, sa essere profondo e leggero al tempo stesso, senza mai scadere nel banale, sa far meditare senza appesantire ciò di cui parla con estrema lucidità e con ironica eleganza. E per questo, oltre che per gli splendidi testi di cui è autore, il pubblico cresce a dismisura e lo consacra sempre più come uno dei migliori artisti della scena musicale italiana.
Nonostante l’incertezza in scena, ieri sera è stata solo la riprova e la certezza del suo carisma e della capacità di artista.

Salute a te, Dario!

2 Commenti

  1. …quelli come te sono quelli messi peggio, tanto sbattersi per cercare di apparire arguto e l”unico risultato che raggiungi è di mostrare quanta frustrazione ti guasta le giornate… e l”ironia malriuscita nel citare Basaglia e il disagio esistenziale non ti fa sembrare nè figo nè arguto, rivela soltanto una stupida superficialità

    • Per curiosità, da quale elenco di grandiosi titoli e onori hai raccattato la presunzione di lasciare un commento del genere?

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