“Da Bologna, per Bologna” questo il motto dell’ormai sempre più reale festival bolognese organizzato dal Collettivo HMCF.

Negli ultimi mesi se n’era sentito tantissimo parlare e l’avevamo tutti conosciuto, grazie alla pubblicità su Facebook, come Boachella, ma da ormai un paio di settimane chiamarlo così è quasi proibitivo. Difatti il team legale del Coachella, il festival californiano a cui si ispira la versione italiana, ha presentato un reclamo ufficiale sia al celeberrimo social network che allo staff organizzativo affinchè sia il nome sia il logo vengano soppressi in quanto marchi registrati. Motivo per il quale l’evento del festival è stato eliminato dai social, non prima però di riscuotere un enorme successo. Infatti ha raccolto circa 18 mila partecipazioni e nel frattempo ha raggiunto 2 milioni di persone da quando è stato creato nel novembre scorso. Ma non temete, il Collettivo afferma che sta già lavorando per trovare un altro nome, un nuovo nome.

E’ vero che il festival non ha ancora avuto luogo, ma già si può parlare della sua storia, perchè tra idee, vicissitudini e permessi c’è molto di cui raccontare.

Come prima detto l’idea viene dal Collettivo HMCF, un gruppo di ragazzi che ha iniziato durante il liceo facendo web radio dal proprio garage, invitando amici a suonare. Da 6 anni, invece, collaborano con locali di Bologna, quali Covo Club, Arteria o Locomotiv per organizzare eventi e sono già due anni che hanno messo questo progetto in cantiere.

Lo scopo che il Collettivo si è prefisso è quello di riuscire ad allestire un festival di 3 giornate, in altrettante zone nevralgiche della città (si pensava Piazza Maggiore, Piazza dell’Unità e Giardini Margherita), con entrata gratuita, che possa inoltre essere ripetuto ogni anno, ovvero che prenda il posto che gli spetta nella fitta rete di eventi culturali e sociali che questa bellissima città ha da offrire. E infine, come punto fondamentale e indiscutibile: riempirlo di artisti bolognesi, in linea con il motto dell’evento.

Per adesso, per quanto concerne la line-up ci sono solo moltissimi pettegolezzi e desideri da parte di tutti i ragazzi che da novembre sognano che l’evento possa riportare nella città rossa I Lunapop, Luca Carboni, Lo Stato Sociale, Godblesscomputers o addirittura Gianni “Mani Grandi” Morandi.

Ovviamente per organizzare un evento di tale spessore, occorre l’appoggio della città e magari anche di qualche facoltoso sponsor. Ebbene lo scorso 18 gennaio, il Collettivo si è mobilitato per presentare il progetto ufficiale al Comune di Bologna e con velocità eccezionale, oserei dire, proprio 2 settimane fa tale iniziativa è stata approvata e in più contornata dall’impegno concreto del Comune di occuparsi della burocrazia e dei vari permessi per rendere questo sogno un progetto tangibile. Sono state difatti approvate 2 location delle 3 inizialmente proposte, sulle quali però non si sa ancora nulla.

Ciò che magari non tutti sanno, è che il festival non vuole proporsi come semplice evento musicale, ma spera di presentarsi come qualcosa di più, non intende infatti concentrarsi sulla sola musica. In progetto c’è quello di costruire un vero e proprio villaggio che possa ospitare tutte le attività rigorosamente bolognesi di nascita, in modo da offrire un festival più profondo e capace di raggiungere magari ancora più persone in questo modo. Attività parallele alla musica che possono spaziare dall’enogastronomia all’artigianato, agli artisti per strada e chissà cos’altro.

Dal punto di vista organizzativo, l’ultimo punto su cui rimane del lavoro da fare è quello economico. Attualmente il Comitato è impegnato nel trovare degli sponsor che permettano la realizzazione del Coachella emiliano così come è stato ideato: con artisti della città, in location storiche e/o suggestive e senza che vi siano prezzi d’ingresso.

Aspettiamo quindi la metà di marzo per un primo sguardo alla line-up e per conoscere i luoghi approvati dal Comune, mentre ci si rivedrà tutti intorno la seconda metà di maggio per prendere parte a questa fantastica iniziativa.

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