Emergenza Freddo, ora tocca a te.

 Piano freddo 2016/17 : Le iniziative promosse dal comune di Bologna in aiuto ai senzatetto, ecco come dare un contributo.

Il primo dicembre il comune di Bologna ha attivato il Piano Freddo 2016/2017”, il servizio di accoglienza notturna promosso dal Comune in collaborazione con ARPA e ASP, offerto e orientato alle persone costrette a dormire in strada nelle notti invernali. Quest’anno  sono stati resi disponibili 278 posti letto distribuiti in 12 strutture diverse, ma se le condizioni dovessero peggiorare e la domanda di aiuti diventare più corposa è previsto un aumento dei posti a disposizione. L’ondata di freddo che ha attanagliato l’Europa ha già causato quest’inverno almeno 73 morti, 8 dei quali in Italia. Questi dati preoccupanti e l’allerta della Protezione civile sui peggioramenti climatici in arrivo evidenziano il fatto che, per quanto sacrosanto, ciò che è stato fatto finora non è abbastanza, e che serve l’impegno di ognuno di noi per far sì che questi numeri non aumentino ancora.

Il rischio dello stare quotidianamente a contatto con clochard, senzatetto e vagabondi è quello di assuefarsi alla loro presenza ed essere indotti a considerare normale qualcosa che non lo è: sui bordi delle nostre strade, difronte al bar dove ci piace tanto prendere il caffè e fuori dalle nostre finestre, ci sono decine e decine di persone che lottano ogni giorno contro il freddo e contro la morte. Camminando per Bologna e passando di fianco a queste figure sotterrate dai loro rifugi improvvisati, ci si chiede come sia possibile dormire con due gradi sotto zero sui marciapiedi gelati, sotto i portici con correnti d’aria tanto ghiacciata da bruciarti la pelle, e fare tutto ciò armati solo di alcune coperte e qualche cartone.

foto di Anna Morana

Non so a voi, ma quando mi trovo a fare questi silenziosi incontri nella notte di Bologna, la prima cosa che mi viene in mente è casa mia. Penso a quando, tutte le mattine d’inverno, mi alzo dal letto e ancora assopito nel tepore della stanza penso terrorizzato all’infinita strada che mi porta alla biblioteca, al vento e al freddo, per poi essere bruscamente riportato sulla terra dalla tavoletta gelata del cesso. Ritrovata la mia lucidità, mi rendo conto che quella strada,  così lontana dal mio piumone, è una delle tante camere da letto di quell’individuo, quell’essere umano, sdraiato per terra vicino a me. Senza dubbio chiunque sia nascosto sotto le coperte nemmeno si accorge del mio passaggio, e con ogni probabilità non parleremo mai, ma magari per questa notte lui è sopravvissuto anche perché qualcuno di voi in mansarda aveva una vecchia coperta che non usava più e ha deciso di donarla.

Credo che sia dal concetto di casa, di luogo caldo e sicuro che si debba ripartire: questa città è di tutti, e siamo in un certo senso tutti compagni di stanza, coinquilini di questo sporco appartamento che in un modo o nell’altro amiamo.

E’ proprio la consapevolezza di questo fatto e la presa di coscienza di ognuno di noi che potrebbe fare la differenza, è necessario che ogni cittadino rispolveri il proprio senso civico e la proprio solidarietà aiutando, nel suo piccolo a salvare vite, perché è questo quello di cui stiamo parlando.

Chiunque voglia contribuire a fare la sua parte, può portare coperte, sacchi a pelo, giacche invernali e beni di conforto presso l’Help Center di Bologna situato all’interno della Stazione FS di Bologna Centrale, adiacente al binario 4 piazzale Est. Il centro è aperto tutti i giorni dalle 14.30 alle 18.00, il sabato e i festivi dalle 15.30 alle 18.00.

Bologna nei giorni scorsi ha dato una risposta massiccia e positiva all’appello di enti ed associazioni di volontariato, donando numerosi beni di prima necessità. Una coperta, una vecchia giacca da sci, un qualsiasi bene di conforto può fare la differenza, può salvare vite e aiutare a rendere il pavimento di un marciapiede un poco più accogliente e un po’ più caldo per coloro che non hanno trovato un tetto sotto il quale dormire. Si può, e si deve, fare molto di più, e questo dovere passa attraverso di noi. Se stai leggendo questo articolo non aspettare ancora, non mettere in stand-by il computer o il cellulare che hai in mano. Non per questa volta, c’è bisogno di te e lo sforzo da compiere è minimo.

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