Ermal Meta in concerto con il suo tour “Umano” al Cinema Teatro Galliera.

Eugenia Liberato

Ermal Meta
Ermal Meta

Niki La Rosa apre una serata all’insegna della buona musica. Tre sgabelli sul palco del Cinema Teatro Galliera. Ospiti Roberto Cardelli al piano, Marco Montanari alla chitarra e, protagonista indiscusso ed acclamato soprattutto dal parterre femminile, la voce e la chitarra: Ermal Meta.

Un ragazzo di origini albanesi, ma adottato dall’Italia all’età di 10 anni. A 16 è entrato nel mondo della musica ed è stato uno dei migliori acquisti degli ultimi anni. Lo ricorderete sicuramente come il frontman del gruppo La Fame di Camilla, con il quale partecipò al festival di Sanremo, ma dal 2012 continua come solista.

Ermal è un giovane cantautore sensibile, dalla voce intensa, un interprete fascinoso con il ciuffo ribelle. Tutto lo charme da cantante “maledetto”, molto sicuro della propria musica, viene fuori dalla prima canzone: Lettera a mio padre. “Poche rughe di espressione, più nient’altro di te sopravvive in me”.

Un concerto che ci svela l’intimità di Ermal, tra sonorità spigolose ed elettroniche ed interpretazioni semplici con voce e chitarra. “Quando la tua stessa anima ti sembra estranea” è il turno attesissimo della canzone che da il nome al disco e al tour: Umano. Anche il singolo Odio le favole viene condiviso con l’intero pubblico che non trattiene l’entusiasmo e si butta nell’interpretazione assieme al cantante.

Proprio perché si tratta di un viaggio profondo, “tra amici”, giungono sul palco anche Thom Yorke e i Radiohead, personalmente riarrangiati per il pubblico. Anche i Notwist, un gruppo tedesco di musica elettronica al quale Ermal ci racconta di essersi spesso ispirato, gode di una posizione nella scaletta della serata.

E poi sul palco rimangono in due: voce e chitarra. L’inedito Invecchio, dedicato alla nonna; Due lacrime, perché “dopo l’ultima foglia di fico sei realmente nudo”. Ma si spengono le luci, sul palco e sul pubblico, e l’atmosfera si inebria con un commovente tributo a Domenico Modugno: Amara terra mia. Noi presenti in sala, con gli occhi chiusi, siamo stati contagiati dall’emozione.

Ermal Meta si conferma per l’ottimo cantautore che sapevamo, ci ha stregati con la voce, i testi, i gesti. Si racconta al pubblico senza l’ausilio di filtri, attraverso la sua musica elogia anche il mondo femminile. Diverse infatti sono le collaborazioni con alcune cantanti, come Emma Marrone, Elodie, Chiara Gualazzi. Ed è proprio Occhi profondi, scritta per Emma, che infervora nuovamente il pubblico.

Il bis è un regalo ai nostalgici de La Fame di Camilla, ai ricordi, all’amore.

La musica è un momento magico che devi cogliere, altrimenti passa, e passerà un altro treno è vero, ma non sarà quello.

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