Essere asociali dovrebbe essere un diritto

asocialità

Quante volte ti è capitato di essere in giro con la colonna sonora della tua vita, di quelle che ti riempiono di emozioni (un Jeff Buckley che canta Hallelujah), di essere immerso tra i tuoi mille pensieri, di non desiderar altro che essere lasciato in pace, ed è proprio in quel momento che arriva il solito scassa***.

Ti sommergerà di domande.

Interagirà con te.

Ti costringerà a socializzare.

Socializzare. Per molti questo termine è un must, qualcosa di imprescindibile. Altri prediligono la solitudine, il proprio mondo a quello di tutti gli altri.

Da piccolo avrai sicuramente pensato che il solo mondo esistente fosse il tuo.

Esisteva solo ciò che vedevi.

Esisteva solo chi interagiva con te.

La società, da sempre, ti ha costretto a socializzare. Scuola, famiglia, sport e chi più ne ha più ne metta. Così il tuo piccolo mondo si è sgretolato ed hai dovuto fare i conti con “gli altri”.

Crescendo hai incontrato numerose persone che ti hanno coinvolto nelle più svariate attività, ma in te è sempre stata presente quella voglia di solitudine e di isolazionismo che un po’ accomuna tutti quanti. La voglia di interagire con il solo “io” e di tirare le somme di quelle che sono state le tue attività quotidiane.

Con il trascorrere del tempo, ti sei accorto che i tuoi momenti di riflessione, in una società in cui i rapporti personali hanno lasciato il posto ai social network, ti hanno permesso di capirti. Grazie ad essi, ti senti una persona migliore.

Ti sei accorto che chi pensa continuamente a socializzare, spesso non ha il tempo per guardarsi dentro, per conoscersi. Le emozioni si appiattiscono e tutto è legato alla continua necessità di interazione che conduce ad una estrema ipocrisia.

Tutti pronti ad essere altri.

Tutti pronti a divenire nuove persone, per la collettiva accettazione.

Tutti pronti a puntare il dito contro chi si isola volontariamente, sempre pronti a catalogare con il termine “sfigato” chi vive in un mondo proprio, fatto di credenze differenti.

É tanto difficile immaginare che, alle volte, si possa preferire la propria compagnia a quella altrui?

É tanto difficile immaginare che per diverse persone, la solitudine sia una scelta?

É tanto difficile immaginare che per alcune persone, una serata passata ad ascoltar musica e guardare un film possa essere più appagante di una serata alcolica?

Essere asociali dovrebbe essere un diritto.

Leggi il primo numero della rubrica, dedicato ai promoter seriali.

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