Gone Girl – L’amore bugiardo, di David Fincher

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Avete presente l’amore vero, quello che può capitarvi una sola volta nella vita? Questo è l’amore che vivrete all’inizio del film, ma ad un certo punto spariranno gli occhi a cuoricino e una sola domanda accompagnerà ogni singolo minuto della proiezione: perché?

Il film è tratto dall’omonimo bestseller di Gillian Flynn. Il thriller vede protagonista Nick Dunne, interpretato da Ben Affleck, uno scrittore che si innamora di Amy, Rosamund Pike. Vivono a New York per un paio d’anni, ma la malattia della mamma di Nick e la perdita del lavoro dello stesso li porteranno a trasferirsi.

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Tutto nella loro storia d’amore sembra perfetto; ma il giorno del loro quinto anniversario di matrimonio Amy scompare. Attorno a questo evento gira tutto il film.

Perché?

Come?

Chi?

Il miglior indiziato? Il marito.

La vicenda, per l’importanza e la fama dei due protagonisti, diviene di rilevanza nazionale. Lui, da marito, diventa prima indiziato della polizia e, in seguito, unico colpevole per i media e per l’intera nazione. Intorno a questa sparizione (o forse morte) il genio di Fincher, il regista di Seven, ma soprattutto di Fight club, viene fuori e non si smentisce. Per ognuno dei suoi 149 minuti il film riesce a tenerti incollato alla poltrona e un piccolo senso d’ansia ti assale sempre più, man mano che entri nella storia.

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Il film mette in luce due aspetti. Da un lato la forza prorompente e devastante del matrimonio, in cui l’amore perfetto si rivela un mix di menzogne. Dall’altro lato, forse quello più caro al regista, l’influenza che i media hanno sulle persone. É lo stesso tema che ritroviamo in Social Network, film alle prese con l’ascesa di Facebook, tramite il quale ci mostra la forza dei media e come possano riuscire a manipolare il nostro pensiero, convincendoci di una cosa e, un secondo dopo, dell’esatto contrario.
A questo punto non resta che vederlo per rispondere a qualche domanda e per scoprire/riscoprire il genio di Fincher.

Si ringrazia il cinema Galliera di Bologna, senza il cui contributo questa recensione non sarebbe stata realizzata.