GUIDA ALLO SLANG BOLOGNESE – (BL-BOL)

PICCOLA GUIDA RAGIONATA ALLO SLANG BOLOGNESE

Elenco simboli e abbreviazioni

agg.                    aggettivo/aggettivale

avv.                    avverbio/avverbiale

f.                          femminile

inter.                   interiezione

inter. impr.         interiezione impropria

loc.                      locuzione

m.                        maschile

prep.                   preposizione/preposizionale

pron.                   pronominale

s.                         sostantivo

v.                         verbo/verbale

/n/                      sta per nipoti e indica i lemmi coniati o utilizzati prevalentemente dai nati nel decennio ’99-2000.

/a/                      sta per antenati e indica i lemmi in dialetto o vicini al dialetto, usati dai nonni e a volte dai nipoti.

 

I lemmi non seguiti dai simboli /n/ e /a/ non siamo riusciti a iscriverli in una categoria ben definita, per mancanza di dati certi sulle loro origini, o per il loro uso trasversale da parte degli appartenenti a tutte le generazioni, compresa quella di mezzo, cioè quella dei nostri genitori.

Per quanto riguarda l’ortografia dei lemmi abbiamo fatto uso dell’OLM (Ortografia Lessicografica Moderna) del dizionario Bolognese – Italiano di Luigi Lepri e Daniele Vitali. All’occorrenza abbiamo consultato il Dizionario Slang di Fernando Pellerano e il Vocabolario del Dialetto Bolognese di Gaspare Ungarelli, ma più che altro, ci siamo basati sulla nostra esperienza personale.

B

blé /a/ agg., s. m. f. colore blu. Desueto, esempio non pervenuto.

bleso /n/ agg. fesso, rimbambito. Il contrario di biondo; “ma quanto è bleso il tipo di Lucia?”. Vedi anche bazurlone, bagonghi, baggiano, caviglio, cavédano, giandone, geppo.

bling-bling /n/ s. m. sostantivo onomatopeico proveniente dal mondo dell’Hip Hop che significa soldi in contanti, moneta sonante. Se se ne vuole immaginare una possibile genesi, si pensi al rumore del registratore di cassa in Money dei Pink Floyd; “…dalla strada al club, dalla piazza al pub, c’è chi mostra bling-bling, c’è chi è pronto a andare sopra al ring”. Cit. Inoki, Bolo By Night. Vedi anche baiocchi, cash, copeco, dindi, fleuri, ghelli, pilla, pleuri, sacchi.

blister /n/ s. m. involucro di plastica trasparente in cui si ripone il fumo o l’erba; “vez passami il blister“.

boa(z)za /a/ s. m. 1 sensazione di grande stanchezza; “ho una gran boazza addosso” 2 grosso escremento di vacca, ma più in generale di qualsiasi animale; “ho pestato una boazza!”. Per 1 vedi anche fiacca, flemma, stufisia.

bocca s. f. fellatio. Da sempre le donne di Bologna, ma anche le Emiliane in generale, sono famose per eccellere in questa antica pratica; “non me l’ha data, però m’ha fatto una bocca“. Vedi anche bòfilo, soffocotto, soffione, suflone.

boccheggiare v. scoprire, smascherare; “inutile che continui, t’ho già boccheggiato“. Raro. Vedi anche brozzare, sgamare.

boccia /n/ s. f. 1 palla da calcio o da basket; “oh ma la boccia l’hai portata?” 2 bottiglia; “prendiamo una boccia di Lambrusco” ◊ dal dialetto bòcia s. m. vaso di cristallo bianco per il vino o l’acqua. Al plurale significa seno di grosse dimensioni.

bocciare v. 1 mentire; “vez smettila di bocciare 2 non approvare, l’opposto di appoggiare; “no vez, questa te la boccio“.

bocciatore s. m. chi boccia, bugiardo. Vedi anche cioccapiatti.

boffiare /n/ v. mangiare con gusto grandi quantità di cibo; “a Natale si è boffiato mezzo cotechino”. Forse contrazione dell’italiano abbuffarsi.

bòfilo /a/ s. m. fellatio. lemma B.O.C. (Bolognesità d’Origine Controllata). Rarissimo. Esempio non pervenuto. vedi anche bocca, soffocotto, suflone.

bois s. m. brufolo. Vedi anche bugno.

boldra s. f. puttana, più di fatto che di professione. Dim. di baldracca. Molto volgare; “ma che boldra è la jessica?” Vedi anche busona, zorra.

bolla (essere in) loc. v. significa essere a posto, pronti, in forma; “griglia, birra, fumello e siamo in bolla” Cit. uno a caso a parco Cavaioni. Deriva probabilmente dalla livella (appunto, la bolla) che si usa per controllare la corretta pendenza di un muro.

bollenza s. f. situazione movimentata, ad alta temperatura; “c’è della bollenza ai gardens”.

bolo/bolotown/b.o. /n/ s. m. dim. di Bologna. Il Bolognese, Felsineo vero usa tali espressioni raramente, con orgoglio ma estrema autoironia, spesso in un contesto scherzoso. Chi le usa seriamente o è un fuorisede montato o le utilizza all’interno di un gergo specifico, come ad esempio quello HipHop, in cui i toponimi sono spesso abbreviati per ragioni di metrica o per enfatizzare l’appartenenza a un determinato luogo (Mil., m.l. per Milano, Va. per Varese, ecc.); “ehi batti un colpo se mi stai ascoltando, sei l’ultimo tango a Bolo Gold-One Brando”. Recentemente la track di Rischio “Bolo State of Mind”, pensata sulla falsa riga di “Empire State of Mind” di Jay-Z, ha lanciato la moda di una omonima linea di abbigliamento. Vedi anche Bossida.

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3 Risposte

  1. 17 luglio 2016

    […] carte pl. f. soldi. Molto usato ai tempi della lira, oggi un poco meno. Si procede, minimo, in base cinque; “hai dieci carte da prestarmi (diecimila lire o dieci euro N.d.A.)?”. Vedi la voce bling-bling. […]

  2. 18 luglio 2016

    […] cash /n/ s. m. soldi “hai del cash per la pizza?”. Vedi la voce bling-bling. […]

  3. 29 luglio 2017

    […] cash /n/ s. m. soldi “hai del cash per la pizza?”. Vedi la voce bling-bling. […]

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