Piccola guida allo slang bolognese – (BL-BOL)

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bolo slang
bolo slang

Terza puntata della “Piccola guida allo slang bolognese” dedicata alla lettera “b”

slang bolognese
       Inoki ha spesso usato le parole “bolo” o “b.o.” nelle sue canzoni. foto: discogs

B (BL-BOL)

blé /a/ agg., s.m. f. colore blu. Desueto. N.V.P.

bleso /n/ agg. fesso, rimbambito. Il contrario di biondo; “ma quanto è  il tipo di Lucia?”. Vedi anche bazurlone, bagonghi, baggiano, caviglio, cavédano, giandone, geppo

bling-bling /n/ s.m. sostantivo onomatopeico proveniente dal mondo dell’Hip Hop che significa soldi in contanti, moneta sonante. Se se ne vuole immaginare una possibile genesi, si pensi al rumore del registratore di cassa in Money dei Pink Floyd; “…dalla strada al club, dalla piazza al pub, c’è chi mostra , c’è chi è pronto a andare sopra al ring”. Cit. Inoki, Bolo By Night. Vedi anche baiocchi, cash, copeco, dindi, fleuri, ghelli, pilla, pleuri, sacchi

blister /n/ s.m. involucro di plastica trasparente in cui si ripone il fumo o l’erba; “vez passami il

boa(z)za /a/ s.m. 1 sensazione di grande stanchezza; “ho una gran addosso” 2 grosso escremento di vacca, ma più in generale di qualsiasi animale; “ho pestato una ∼!”. Per 1 vedi anche fiacca, flemma, stufisia

bocca s.f. fellatio. Da sempre le donne di Bologna, ma anche le Emiliane in generale, sono famose per eccellere in questa antica pratica; “non me l’ha data, però m’ha fatto una ∼”. Vedi anche bòfilo, soffocotto, soffione, suflone

boccheggiare v. scoprire, smascherare; “inutile che continui, t’ho già“. Raro. Vedi anche brozzare, sgamare

boccia /n/ s.f. 1 palla da calcio o da basket; “oh ma la ∼ l’hai portata?” 2 bottiglia; “prendiamo una ∼ di Lambrusco” ◊ dal dialetto bòcia s. m. vaso di cristallo bianco per il vino o l’acqua. Al plurale significa seno di grosse dimensioni

bocciare v. 1 mentire; “vez smettila di ∼” 2 non approvare, l’opposto di appoggiare; “no vez, questa te la devo ∼”

bocciatore s.m. chi boccia, bugiardo. Vedi anche cioccapiatti

boffiare /n/ v. mangiare con gusto grandi quantità di cibo; “a Natale si è ∼ mezzo cotechino”. Forse contrazione dell’italiano abbuffarsi. Vedi anche taffiare

bòfilo /a/ s.m. fellatio. Rarissimo. Vedi la voce bocca

bois s.m. brufolo. Vedi anche bugno

boldra s.f. puttana, più di fatto che di professione. Dim. di baldracca. Molto volgare; “ma che è la Jessica?” Vedi anche busona, zorra 

bolla (essere in) loc. v. significa essere a posto, pronti, in forma; “griglia, birra, fumello e siamo in ∼” Cit. uno a caso a parco Cavaioni. Deriva probabilmente dalla livella (appunto, la bolla) che si usa per controllare la corretta pendenza di un muro

bollenza s.f. situazione movimentata, ad alta temperatura; “c’è della ∼ ai gardens

bolo/bolotown/b.o. /n/ s.m. dim. di Bologna. Il Bolognese, Felsineo vero usa tali espressioni raramente, con orgoglio ma estrema autoironia, spesso in un contesto scherzoso. Chi le usa seriamente o è un fuorisede montato o le utilizza all’interno di un gergo specifico, come ad esempio quello HipHop, in cui i toponimi sono spesso abbreviati per ragioni di metrica o per enfatizzare l’appartenenza a un determinato luogo (Mil., m.l. per Milano, Va. per Varese, ecc.); “ehi batti un colpo se mi stai ascoltando, sei l’ultimo tango a Bolo Gold-One Brando” cit. Claver Gold in Soffio di lucidità. Recentemente la track di Rischio Bolo State of Mind, pensata sulla falsa riga di Empire State of Mind di Jay-Z, ha lanciato la moda di una omonima linea di abbigliamento. Vedi anche Bossida

Elenco simboli e abbreviazioni

agg. ………………….aggettivo/aggettivale
avv. ………………….avverbio/avverbiale
cong. ………………..congiunzione
f. ……………………… femminile
inter. ………………..interiezione
inter. impr. ………interiezione impropria
loc. ……..……………locuzione
m. ..………………….maschile
pl. ………..………….plurale
prep. ………………..preposizione/preposizionale
pron. ………………..pronominale
s. ……………………..sostantivo
top. ………………….toponimo
v. ……………………..verbo/verbale
(=) ……………………di uguale significato

/n/ sta per nipoti e indica i lemmi coniati o utilizzati prevalentemente dai nati nel decennio’90-2000.
/a/ sta per antenati e indica i lemmi in dialetto o più vicini al dialetto, usati dai nonni e a volte dai nipoti.
Non è stato possibile iscrivere i lemmi non seguiti dai simboli /n/ e /a/ in una categoria ben definita, per mancanza di dati certi sulle loro origini, o per il loro uso trasversale da parte degli appartenenti a tutte le generazioni, compresa quella di mezzo, cioè quella dei nostri genitori. La sigla N.V.P. (non verificato personalmente) identifica i lemmi per cui non abbiamo riscontro diretto, in uso in tempi o ambienti diversi dai nostri.

Per quanto riguarda l’ortografia dei lemmi è stato utilizzato l’OLM (Ortografia Lessicografica Moderna) del dizionario Bolognese – Italiano di Luigi Lepri e Daniele Vitali. All’occorrenza, abbiamo consultato il Dizionario Slang di Fernando Pellerano, il Vocabolario del Dialetto Bolognese di Gaspare Ungarelli e il volume edito dalla CARISBO Benéssum, alla ricerca dello stupore perduto errando fra dialetto e gergo a Bologna e dintorni di Andrea Mingardi. La fonte principe resta comunque l’esperienza personale.

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