Piano Freddo: per restituire la dignità anche ai meno fortunati.

Bologna è stata definita più volte una città metropolitana, con il disappunto di una grossa fetta della popolazione cittadina. Una città come Bologna vanta una straordinaria varietà di concittadini, residenti e non. Una varietà costituita da varie parti, non tutte fortunate e ben volute. Una grande città che, nonostante si sia macchiata in precedenza di diverse operazioni antisociali, è riuscita ad ovviare ad una piaga sociale di non piccole proporzioni. Ci sono diverse persone (barboni, senzatetto, clochard) che, non avendo “per definizione” una dimora, sono costrette a vivere per strada e ad utilizzare gli angoli più infimi e freddi della città come improbabili camere da letto di passaggio. Durante la stagione invernale, con le temperature che si abbassano vertiginosamente in una Bologna umida e nebbiosa, diversi tra loro non superano la notte e muoiono di ipotermia. Il Comune, sollecitato da diverse cooperative che lavorano nel settore, ha deciso di aprire delle strutture adibite a dormitori per adulti in condizione di disagio, completamente gratuite. Vi allego l’elenco dei dormitori presenti sul suolo bolognese.

Strutture alloggiative per persone adulte in condizione di disagio sociale

Anche i ragazzi del Làbas hanno deciso di mettere a disposizione alcuni posti letto ed altri servizi attinenti per coloro che ne hanno bisogno, sempre gratuiti. Sono volontari che lavorano al progetto e ho deciso di fare loro qualche domanda per chiarire le dinamiche, il valore e l’importanza di questo tipo di aiuto.

accoglienza-degna
PIANO FREDDO: Accoglienza Degna, Làbas

In cosa consiste il progetto sui 12 posti letto? Si trovano nella sede operativa di Làbas?
Il dormitorio sociale, inaugurato il 6 dicembre all’interno degli spazi occupati dell’ex caserma Masini (Làbas occupato), prevede un’area notte con 17 posti letto (attualmente abbiamo 10 ospiti), una cucina comune, un’area giorno e diversi bagni e docce. Il dormitorio sociale fa parte del Progetto Accoglienza Degna, nato da un paio di mesi e che ha visto la partecipazione di centinaia di persone che hanno deciso di mettersi in gioco, autorganizzandosi e provando così a rispondere a bisogni primari ed urgenti come quelli di chi è costretto a dormire in strada. Oltre al dormitorio, il progetto ha l’ambizione di crescere e sono già in cantiere uno sportello sanitario ed un Refugees Welcome Point (punto “accogliente” per migranti in transito).

So che in sede avete ospitato alcune persone dopo lo sgombero dello stabile in via Solferino, non vi ritroverete sovraffollati? In che modo “selezionate” le persone che hanno diritto al posto letto?  Sono sempre le stesse oppure cambiano regolarmente?
Dopo lo sgombero di via Solferino diverse delle persone sgomberate sono state accolte nelle case di via Borgolocchi che fanno parte dello stabile dell’ex caserma Masini. Per il dormitorio invece sono stati fatti dei colloqui conoscitivi, con il coinvolgimento dello sportello casa ADL Cobas e lo sportello migranti del TPO e con la partecipazione di alcuni dei volontari. L’obiettivo è quello di consentire un reciproco scambio tra persone accolte e volontari in modo da agevolare la convivenza e garantire la realizzazione di percorsi di crescita e conquista di autonomia. Anche per questo l’idea è quella di accogliere le persone senza darsi un limite di tempo massimo.

Offrite altri comfort oltre il posto letto? Essendo volontari, come gestite i posti letto? Tramite dei turni?
Tutto il Progetto Accoglienza Degna si basa sulla partecipazione dei volontari nelle varie attività: assemblee di gestione (sia generali che divise in gruppi tematici), momenti di formazione, giornate di lavoro e turni di gestione dello spazio si susseguono cercando di combinare massima partecipazione e suddivisione dei compiti. Per i turni (che sono tre al giorno durante l’orario di apertura del dormitorio che va dalle 18 di sera alle 10 di mattina del giorno successivo) utilizziamo una piattaforma online alla quale hanno accesso i volontari e sulla quale ognuno “prenota” il proprio turno per il mese successivo anche sulla base delle proprie disponibilità. Oltre al dormitorio ed ai progetti in divenire si sta costituendo un “gruppo diritti” che, oltre ad una mappatura dei servizi presenti in città, ha l’obiettivo di costruire percorsi specifici per ognuno degli ospiti della struttura (supporto nel rinnovo del permesso di soggiorno, orientamento etc.)

accoglienza-degna-cucina
PIANO FREDDO: Accoglienza Degna, Làbas

Il quartiere Santo Stefano come ha accolto il vostro lavoro?
Abbiamo avuto grandissimi attestati di stima da moltissime persone non solo del quartiere ma da tutta la città. Làbas è storicamente uno spazio attraversato e vissuto da tutto il quartiere: il laboratorio per bambini (Làbimbi), il mercato di campi aperti del mercoledì, la falegnameria sociale, l’orto sociale e gli altri progetti di eco-socialità (bio-pizzeria, bio-birrificio, corso di impasti, etc.) fanno da sempre di Làbas un vero e proprio polmone sociale. La novità piacevole, ed in parte inaspettata per le grandi dimensioni che ha avuto, è stata l’enorme solidarietà attiva che abbiamo ricevuto dall’apertura del dormitorio. Oltre al grandissimo numero di volontari che sta dando anima e corpo per questo progetto, rendendo possibile l’apertura di un dormitorio totalmente autogestito mentre quelli pubblici chiudono per mancanza di fondi, un dato da segnalare è che non passa giorno senza che qualche persona si presenti durante l’orario di apertura per portare cibo, coperte, stoviglie o anche semplicemente per cucinare e dare la propria disponibilità. E forse è stato proprio questo il grande merito di questo progetto: il riuscire, nel suo piccolo, a far esprimere una parte di quell’immenso potenziale di umanità e di solidarietà che caratterizza questa fantastica città che è Bologna.

Un’ultima domanda: come vi comporterete a fronte dello sgombero del quale, secondo un nuovo progetto edilizio comunale (POC), sarete vittime?
Purtroppo, sempre in questa città, c’è chi al posto di Làbas, dei suoi progetti e del dormitorio di Accoglienza Degna, vorrebbe un albergo a 5 stelle, degli appartamenti di lusso e dei negozi perché è questo quello che è previsto nel POC approvato dal Comune di Bologna; c’è chi per interessi politici, economici e di carriera personale vorrebbe chiudere l’esperienza di Làbas e disperdere tutto il valore sociale che essa produce (ed i responsabili vanno ricercati in chi governa questa città, in Cassa Depositi e Prestiti, in Procura e Questura). Da parte nostra continueremo a rimboccarci le maniche e portare avanti i nostri progetti con la forza di chi sa di avere la parte migliore della città e del quartiere al proprio fianco.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.