ITALIA-SPAGNA: una partita come le altre?

Italia-Spagna 2016

Italia-Spagna 2016

E’ chiaro sin da subito: Italia-Spagna non è una partita come le altre.

Nel calcio, per le differenti visioni che tra poche righe andremo a sviscerare; nella pallacanestro, dove gli azzurri hanno una tradizione positiva, ma nel recente passato abbiamo sempre visto gli iberici andare a medaglia e i nostri al palo. Nemmeno nella pallanuoto, specie quando il c.t. Sandro Campagna e i suoi ricordano che nel ’92 a Barcellona i padroni di casa cercavano di intimorire gli italiani già nel pregara.

Sarà che ci somigliamo: l’adrenalina nei momenti da spalle al muro, l’esaltazione della vittoria parallela alla depressione della sconfitta, una lo specchio dell’altra. Proprio per questo magari è una rivalità che entrambi non sentiamo, ma è una gara che entrambi temiamo in una sorta di “parenti serpenti” in versione sportiva. Ci conosciamo, in fondo, e l’un l’altro ci osserviamo guardinghi perché sappiamo che siamo simili. È come affrontare un nostro “io”. O meglio, il nostro alter ego, come in questo caso.

Dicevamo all’inizio delle differenti visioni, e qui si entra nello specifico della tecnica. È una costante in qualunque sport: Italia a trazione posteriore, Spagna a trazione anteriore. L’attacco che vende i biglietti contro la difesa che vince le partite. Poi nel tempo le contaminazioni hanno colpito tutti. Noi siamo diventati più aggressivi e più attenti all’attacco e loro hanno visto che, sporcandosi le mani in difesa, le cose dall’altra parte diventavano più agevoli. Ma insomma, il DNA non mente: loro attaccano e noi difendiamo, e sarà così fino alla fine del mondo (o almeno lo supponiamo).

Non importa che loro nel calcio non ci battano con più di un goal di scarto da un’amichevole del 2000, né che noi nel basket abbiamo vinto il nostro primo alloro europeo sopravanzandoli 105-96 (per chi non fosse avvezzo ai punteggi cestistici è uno score alto), con annesso cronista tricolore che afferma che i campioni della difesa hanno raccolto tanto contro quelli dell’attacco. Ci abbiamo provato! Noi a essere funambolici e pirotecnici, loro avveduti e cautelati! Quelle volte è andata sempre male.

Italia-Spagna non è una partita come le altre. Si sta come i tifosi, domenica, allo stadio.

Se per caso qualcuno voglia puntualizzare che chi scrive si è dimenticato la finale dello scorso campionato continentale, legga di seguito. Quell’incontro fu disputato con una sola squadra in campo, e solo nei documenti ufficiali ne risultano due. Per chi scrive, la finale di Euro 2012 deve ancora essere giocata.

Luigi Ercolani

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