Diceva il filosofo rivoluzionario russo Nikolaj Gavrilovič Černyševskij che non c’è pienezza di felicità senza pienezza d’indipendenza. Forse è proprio questo sentimento che ha mosso un gruppo di giovani uniti dall’interesse per il fumetto indipendente ad associarsi e a dare vita ad Inuit.

La storia

Inuit prende corpo fattivamente nella primavera del 2011, anche se la nascita dell’idea, come spesso accade, va fatta risalire all’anno prima.

È un’associazione culturale che si dedica al fumetto e all’illustrazione di origine straniera, almeno inizialmente. I membri decidono di fare da tramite e promuovere materiale straniero culturalmente interessante che in Italia non trovava spazio.

A questo lavoro che può essere definito prometeico si aggiunge ben presto l’autoproduzione, grazie anche ai materiali di stampa reperiti in Toscana.

Ecco quindi che Inuit comincia a diversificare le proprie attività: l’organizzazione di mostre; l’editoria propria e altrui, quest’ultima il tiratura limitata in accordo con l’autore; la vendita attraverso la libreria aperta nel novembre del 2011; la presenza in festival italiani e stranieri; i workshop di illustrazione e stampa.

La libreria

In pieno centro storico a Bologna, in via Petroni 22/a, la libreria Inuit propone una vasta gamma di case editrici straniere come la francese Magnanì, l’inglese Nobrow, la spagnola Planeta-Tangerina, la portoghese Patologico, la lettone Kus.

Ci sono però anche titoli nostrani, ad esempio quelli di Canicola o FRK. Un assortimento ampio, insomma, che ne testimonia la versatilità e la volontà di offrire spazio a chi magari è lontano dai giri più grossi.

Le attività

Inuit si muove, come detto, in moltissime direzioni. È presente alla Fiera del Libro per ragazzi di Bologna, a BilBolBul e al festival di Angouléme, la massima kermesse europea dell’arte sequenziale.

Inoltre, come detto, organizza workshop si sono espansi fino a toccare una tappa ragguardevole, lo IED di Torino.

A riprova del loro valore, e che sono volti tanto a fornire una competenza quanto a offrire a un potenziale lettore un approccio diverso con cui avvicinarsi allo scritto.

Indipendenza vuol dire felicità, no?

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