“Un’epifania che può durare secoli, mesi, o una manciata di secondi.
In ciascun caso é la rivelazione di una morte avvenuta decine di miliardi di anni fa.
Lo scienziato, pertanto, non fa altro che dialogare con ciò che non esiste più”.

giuseppe tornatore
La Corrispondenza, Giuseppe Tornatore

Giuseppe Tornatore lo conosciamo tutti. Tra i diversi premi ricevuti, spiccano i quattro David di Donatello per “miglior regista italiano”. È uno dei registi più apprezzati al mondo per il “classicismo” delle sue pellicole. Un regista e sceneggiatore d’altri tempi: la cura maniacale e dettagliata dei suoi personaggi e dei loro dialoghi lo trascina in un’epoca che non è quella di appartenenza. In ognuno dei suoi film, infatti, c’è un operoso lavoro di scrittura che non lascia nulla al caso. Nessuna delle sue opere (perché di grandi opere si tratta), in qualche modo, risente di questi toni grigi. Uno dei principali motivi, probabilmente, è l’amore ch’egli prova nei confronti del mondo del cinema, che proietta ogni volta nei rapporti sentimentali tra i personaggi dei suoi film. Di fatto, passando in rassegna la sua carriera, di grandi storie d’amore ce ne sono davvero tante. Basti pensare a Nuovo Cinema Paradiso (il classico dei classici), La legenda del pianista sull’oceano, Malèna (con Monica Bellucci più bella che mai), Baarìa ecc. Un plauso e un riconoscimento vanno fatti nei confronti del regista per essersi spesso servito delle musiche di Ennio Morricone per emozionare il pubblico. Questo, infatti, non è un caso diverso.

La Corrispondenza, Giuseppe Tornatore
La Corrispondenza, Giuseppe Tornatore

Nell’ultimo film, sempre più dettagliato e scrupoloso, Tornatore porta in scena una storia d’amore molto matura e profonda, sentimentalmente intellettuale, tra una giovane studentessa e un professore astrofisico. L’uomo, apparentemente molto più grande della ragazza, estremamente affascinante, un uomo di cultura e spessore che ha dedicato una vita intera al Cosmo e alle stelle, intraprende una relazione fortemente passionale con questa giovane studentessa, un po’ distratta, fuoricorso, che si presta alla realizzazione di scene fisicamente pericolose durante le riprese di alcuni film, per espiare una colpa per la quale si sente indelebilmente responsabile (che scoprirete). Lui, lo stregone, e lei, la kamikaze, non si vedono molto spesso a causa degli impegni di lavoro del professore, ma la loro relazione virtuale è comunque forte, sincera ed indistruttibile. L’unica ragione per cui il loro amore potesse finire alla fine giunge: la morte. Il professore, malato, decide di non informare la sua bella amante delle sue condizioni di salute, decide di non informarla nemmeno del decesso, ma passa gli ultimi 3 mesi della sua vita a Borgo Ventoso, nel nido del loro amore, a scrivere lettere e registrare video che accompagnino la sua compagna anche dopo la sua dipartita.

borgo ventoso
La Corrispondenza, Giuseppe Tornatore

Inevitabilmente il film si muove intorno alle vite intrecciate dei due amanti. Anzi, è il loro indescrivibile amore ad essere il fulcro (in)discusso, e anche loro, insieme alle altre comparse, fungono da contorno sullo sfondo meraviglioso dell’isola piemontese di San Giulio (rinominata nel film Borgo Ventoso), piegato ogni tanto dai grigiori e dalla notte della città di Edimburgo. Il professore, una volta spirato, continua ad essere presente anche nelle vite degli spettatori. I video e le lettere ch’egli manda alla giovane studentessa sono talmente impregnati di sentimento che l’insofferenza per la perdita si insinua anche nella sala. Questo sta a significare, semplicemente, che per Tornatore il protagonista è uno: il professore astrofisico. La sua capacità di modificare l’andamento della vita e degli umori delle persone a lui vicine, anche dopo il suo congedo, è il motore dell’intera vicenda, poiché ad essere traumatizzati dalla sua morte sono in molti. L’ostinato amore che prova nei confronti della ragazza lo porta, ad ogni modo, a sedurre facilmente anche i complici che lo aiuteranno nel corso del tempo a distribuire tutti i pacchetti. Dopo 6 anni d’amore intenso, il professore sente di dover dedicare le ultime forze alla donna della sua vita, nel tentativo di affievolire la disperazione e di ricordarle quanto la sua presenza non la abbandonerà mai. Proprio perché questa “presenza”, scevra dall’essere un fantasma del passato, è il grande sentimento che lo ha accompagnato fino all’ultimo respiro.

La Corrispondenza, Giuseppe Tornatore
La Corrispondenza, Giuseppe Tornatore

Irons Jeremy è l’affascinante professore astrofisico, smagliante, brillante, affascinante ed interessante. Ogni donna meriterebbe di essere amata da un uomo così. La fortunata è una bellissima Olga Kurylenko, che interpreta una studentessa ormai schiava del cellulare, unica corrispondenza con l’uomo della sua vita che non c’è più, e incapace di vedersi senza. Il personaggio di Jeremy è particolarmente intellettuale, Tornatore lo porta a fare discorsi di astronomia mischiati all’amore, in un continuo gioco di epifanie. Di fatti, durante il film, più personaggi, quale l’avvocato, il medico, la figlia del professore (soprattutto), ribadiranno alla donna quanto lui avesse trascurato la sua vita familiare per dedicarsi completamente a lei. Inevitabile è che la giovane si chieda, ad un certo punto, quanto sia in realtà meritevole di tanto affetto e di tanta importanza. Ma la risposta a questa domanda è sempre e comunque lo stesso identico e immortale sentimento che anche lei prova nei confronti di lui, la sua anima. La figlia del defunto professore, durante un incontro con l’amante che le portò via le attenzioni del padre, si pone una domanda, purtroppo retorica, che rivolgo anche a voi: troveremo mai una persona capace di amarci allo stesso modo?

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