La risposta alla crisi dell’editoria: Fruit exhibition

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Soluzioni intelligenti per l’autopubblicazione

Che l’editoria in Italia viva un periodo crisi non v’è dubbio alcuno, e se anche ve ne fossero ogni tanto qualche ricerca apposita si premura di ricordarcelo. Vita dura, e in realtà lo era da ben prima che qualche alta sfera ci ricordasse che da queste parti con la cultura non si mangia. Assioma tutto da dimostrare, peraltro.

Come rispondere, dunque, a questi momenti di magra? “Fruit Exhibition”, manifestazione sul tema dell’autopubblicazione svoltasi da Bologna dal 27 al 29 gennaio, ha provato a dare una risposta, fornendo svariati spunti interessanti.

Per dire: Francesco D’Erminio, fumettista meglio noto con il nome di Ratigher ha concepito un metodo alquanto originale, chiamato “Prima o mai”. Per evitare di avere materiale in magazzino, che comporta inevitabilmente costi, ha realizzato un sito di acquisti online basato su prevendite a tempo. Una volta scaduta la finestra prefissata, la vendita viene chiusa e le opere vengono realizzate solo nel numero effettivamente ordinato.

Questa iniziativa serve a rispondere a un problema specifico, ovvero la distribuzione classica, che da strumento di diffusione imprescindibile è divenuto fattore di perdita a causa dei costi che sono cresciuti, a fronte dei ritorni, viceversa calati verticalmente.

“Prima o mai” è innovativo anche per le dinamiche che lo caratterizzano: accompagna ogni prodotto tramite pubblicità sui social network, è in aggiornamento costante, coinvolge gli inserzionisti pubblicitari nel progetto e garantisce una decisiva presenza sul territorio.

Sempre nell’ambito della tiratura limitata rientra “Pssst pssst”, progetto editoriale ideato da Angelika Burtscher, Daniele Lupo, Agnese e Cecilia Canziani per realizzare libri per bambini senza parole, rigorosamente in quantità standard. Gli editor sono affiancati da artisti, designer, architetti che non si sono mai misurati prima con l’editoria per l’infanzia. La mancanza della lingua significa più fruibilità e comodità, prima di tutto concettuale, ma anche pratica, in funzione della pubblicazione in altri paesi e della diffusione del libro.

Altra proposta interessante è quella di “Self Publish, Be Happy”, piattaforma digitale che similmente a quella precedente mette a disposizione determinati prodotti editoriali. Il processo è ancora più semplice: il portale di Bruno Ceschel consente infatti a chiunque di inviare schede tecniche e foto di materiale da pubblicare, che sarà poi venduto attraverso il sito. Qui chi decide di comprare acquista direttamente. I ricavi di SPBH, ha soggiunto il creatore, vengono solo dalle pubblicazioni della casa editrice, senza costi aggiuntivi per chi propone le proprie opere.

Nel complesso, dal festival è emerso che la digitalizzazione ha portato cambiamenti senza danneggiare, ma semmai mutandola, l’editoria. Quella di nicchia grazie alle nuove possibilità tecnologiche pian piano si sta affiancando quella tradizionale, e al contempo i metodi utilizzati non sono definitivi, e potranno essere a loro volta sviluppati a loro volta in futuro. Magari da quelle case editrici di piccole dimensioni che ora vi si appoggiano per ammortizzare le spese.

In conclusione, si ringraziano l’organizzazione di Fruit Exhibition, in particolare nella persona di Christian Battiferro, per la disponibilità ad aprirci le proprie porte, e Stefano Cavallini, che ha coperto l’evento insieme a chi scrive.