Pochi ne avranno sentito parlare e ancora meno l’avranno mai frequentata. Probabilmente a causa della sua posizione angusta vicino all’Ospedale Maggiore, nella zona del Lazzaretto. O forse perchè non offre nulla in più rispetto ad un aula studio convenzionale, anzi semmai fino a poco tempo mancava addirittura del mobilio base. Però vi posso assicurare che per un tipo particolare di studente, quell’aula studio è importante quanto la madre, addirittura la venderebbe pur di avere un posto assicurato la mattina quando arriva.

Sto parlando dell’ingegnere. Brutta razza… Famosi per essere dei gran studiosi di materie noiosissime che nessuno vorrebbe mai avere nel proprio piano di studi, l’ingegnere è generalmente una creatura asociale, con poco tempo libero e con una breve lista di battute “nerd” che può comprendere solo lui e una stretta cerchia di suoi pari. Ebbene nell’aula studio principale della sede del Lazzaretto succede qualcosa di inspiegabile: l’ingegnere socializza (e anche troppo).

So che siete folgorati da ciò che avete appena letto, ma è la verità; nell’Acquario, così viene chiamata la sala, probabilmente a causa dell’eccessiva quantità di vetrate che la circondano, lo studio viene messo in secondo piano per favorire l’aggregazione interpersonale.

 

Lazzaretto

L’Acquario visto da fuori

Capirete adesso come sia lo scopo di ogni giorno e di ogni povero ingegnere riuscire a trovare un posto per “studiare” in questo luogo idilliaco.

Ricercando invece le cause di tale paradosso, ne posso elencare due. Quando la facoltà del Lazzaretto fu inaugurata, l’Acquario era stato preposto come luogo per le attività di gruppo, quindi era accettabile un certo brusio per favorire lo svolgimento di progetti o esercizi o … insomma quello che gli ingegneri fanno. Con un punto di partenza simile, ovviamente le cose non sono rimaste sotto controllo a lungo, visto che spesso si possono notare libri aperti e impolverati con i proprietari felicemente in piedi in gruppetti a discutere e far comunella, disturbando i più nobili che veramente stanno cercando di studiare.

D’altro canto un’altra ragione per spiegare il fenomeno si potrebbe trovare nel fatto che in quella sede non ci vanno tutti i millemila tipi diversi di ingegneri. Ovvero solo i chimici, i gestionali e gli ambientali hanno lezioni lì e frequentano più o meno assiduamente l’edificio, a dir il vero alle altre tipologie non interessa nulla di questa struttura.

Quindi sono tentato di dire che la sala studio è vissuta dai corsi di ingegneria più fortunati nella presenza di parte femminile. Per questo motivo ricorre abitualmente il detto, e cito, “andiamo a rifarci gli occhi in aula studio?”. E sempre per questo motivo con divertimento si possono notare esemplari di ingegneri completamente inebriati alla vista dello sconosciuto sesso opposto.

Tutto sommato l’Acquario è una bella sala studio, la struttura è nuova, i tavoli sono spaziosi e muniti di prese, recentemente hanno aggiunto ulteriori posti a sedere. Alla fine a parte i gruppetti di studenti che, spesso e volentieri alzano troppo la voce e se ne infischiano delle norme di comportamento , e l’incapacità di rientrare dopo che si fuma una sigaretta perchè da fuori le maniglie sono bloccate o rotte, è una sala studio che consiglierei di provare.

 

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