“Parlate con lo schermo, parlateci spesso.”

Federico Micali è un regista fiorentino al primo esordio cinematografico. La sua carriera è una costellazione di documentari e cortometraggi che riguardano soprattutto la globalizzazione e la città di Firenze.

L'universale, federico micali

L’Universale, titolo del film, è il nome di un celeberrimo cinema fiorentino, famoso per essere completamente anarchico e fuori dagli schemi. Un cinema di quartiere che negli anni ‘70 raccoglieva da strada i personaggi più disparati e li metteva a sedere in un’unica sala. Una sala burrascosa e chiassosa, decisamente anticonformista. Siamo abituati a collezionare “ssshhh” e “silenzio” quando il nostro tono di voce supera quello consono, ma nell’Universale le battute ridondanti, volgari e – a volte – sagaci, sono il pane quotidiano.

Tommaso cresce lì, insieme al padre che lavora come proiezionista. Cresce assieme ai suoi amici Alice e Tommaso: lei è figlia di uno dei personaggi più introversi del cinema, con la battuta sempre pronta; lui è figlio di un burbero compagno che si commuove John Wayne sullo schermo. Tommaso è un bravo ragazzo, insicuro, il ventolin in tasca, spaventato e per questo molto più giudizioso dei suoi compagni. Alice prenderà la via della droga, inseguendo il sogno del successo, rimanendo vittima della libertà tanto inseguita. Tommaso, vicino alla politica, compagno militante e latitante, sarà travolto dall’onda sanguinosa delle Brigate Rosse.

l'universale, tommaso

Tommaso, tra qualche esame di lettere e il lavoro da proiezionista, rimane sempre all’Universale, dov’è cresciuto, dove conserva stretta l’ironia che i suoi amici hanno perso. Il cinema vive anni di grande successo, segue l’onda della lotta proletaria del ’77, coinvolge i giovani politicizzati, i “sessantottini” spiriti liberi, sfida la censura, sfida ogni convenzione e si dipinge come anticonformista a tutti gli effetti. Lo spaccio di fumo e il poter fumare in sala sono stati sicuramente due valori aggiunti. Ma quando Tommaso, in seguito ad una serie di sfortunati eventi e alla laurea in Lettere, decide di lasciare l’ovile per cercare la propria strada (trovando anche l’amore, dopo una grande delusione), nel 1989 il cinema Universale spegne per sempre il proiettore e chiude la serranda.

Il film si apre con un Tommaso moderno, barbuto, seduto sulla poltroncina rossa di una sala cinematografica, cresciuto, ma con il volto sempre giovane. Ci racconta la storia del suo cinema, della sua infanzia, adolescenza e maturità vissute tra quelle poltroncine. Addirittura anche di quando è diventato un collezionista di vinili e per pagarli spacciava i rimasugli di fumo trovati in sala sotto le poltroncine.

Si tratta di una commedia fresca, scorrevole, ma allo stesso tempo malinconica. Federico racconta con gli occhi di Tommaso quello che lui stesso vedeva da bambino, abitando vicino all’Universale. Nonostante le peripezie in sala siano un poco romanzate, la storia del cinema passa attraverso argomenti importanti, come la rivoluzione del ’77 e l’entrata dell’eroina nel palcoscenico di quartiere, evidenziando i cambiamenti nei quali il cinema stesso è stato coinvolto. All’interno della sala, infatti, si susseguono generazioni differenti che raccolgono i cambiamenti della società e li portano fino allo schermo. Una commedia che colpisce soprattutto le giovani generazioni (me compresa) dei nostri giorni, abituate alla tecnologia, a seguire sempre meno il cinema sostituendolo con lo streaming. A fine proiezione il desiderio più grande è quello di essere, un giorno, il Tommaso dello schermo, maturo, ma sempre giovane, sempre con l’Universale negli occhi, nelle tasche e nel cuore.

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Eugenia Liberato
Fuorisede di origini abruzzesi, vivo e studio a Bologna presso la facoltà di Lettere e Beni culturali. I miei interessi, per (s)fortuna, sono molti e molto diversi tra loro: la convivenza, infatti, è sempre sull’orlo della crisi. BBU è la mia passione, è il contenitore dei miei capricci e dei miei doveri. Recensisco film per passione, perchè oltre quella non ho altro. La cronaca sociale è il mio secondo ambito di interesse, ma ci sto lavorando.

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