Mario Polletti: uno, nessuno e centomila

Mario in Sala Borsa

Mario in Sala Borsa

Nel giro di un paio di mesi ha spopolato sui social facendosi amare per la buffa faccia da fumetto e per la simpatia travolgente. Sto parlando di Mario Polletti, ovviamente, la matricola fuori sede del DAMS che ha incuriosito tutto l’Ateneo e ha fatto parlare di sé.

Chi é Mario? In molti se lo sono chiesti e in molti l’hanno domandato pubblicamente: troviamo il suo nasone nei bagni delle facoltà e su alcuni volantini avvistati in zona universitaria. Tutti siamo stati vittime del caso Mario Polletti, o meglio del progetto Bologna Indegna di cui il personaggio è protagonista.

Per chiarirmi e chiarire le idee ho contattato il profilo facebook dedicato al giovane studente. Mi hanno risposto due dei sette autori, e si sono subito resi disponibili per una chiacchierata a tu-per-tu.

Mario in via Zamboni

Mario in via Zamboni

Antonio Mirizzi e Chiara Mastrangelo (rispettivamente sceneggiatura e comunicazione) mi spiegano che Bologna Indegna è un libro supportato da un piano di crowdfunding sulla piattaforma Ginger. Lo scorso novembre i collaboratori di Ginger hanno organizzato un workshop al Camplus, collegio poco fuori le mura dove vivono gli autori. Lo scopo era quello di far conoscere le potenzialità del crowdfunding e indire un concorso per sponsorizzare il progetto più valido. Nasce così Mario, o meglio la sua storia: “Mario è uno sfigatello che arriva a Bologna da un paesino di provincia. Non conosce nessuno e si ritrova catapultato nella frenesia di questa città, spesso facendosi influenzare negativamente”. E ancora: “Inizialmente a lavorarci eravamo solo Simona Calà, vignettista che si occupa di animazione, ed io (Antonio). Il progetto si è però rivelato subito troppo ambizioso e abbiamo deciso di coinvolgere altri amici.” Samuele Brutti, Alessandra di Vanna, Thea Pellegrini, Cassandra Mevio Gibert e Chiara.

Inutile dire che Ginger ha scelto Mario per il proprio esperimento, ben presto diventato virale. “Sappiamo che la nostra campagna di promozione ha avuto come protagonista il nostro personaggio, ma è importante ricordare che Bologna Indegna nella sua organicità è il punto di partenza e quello finale. L’idea originale è il fulcro del nostro lavoro”.

Per dar vita all’unicità del progetto, infatti, i sette autori hanno presto cominciato a scrivere e disegnare gli otto capitoli del libro. Ognuna di queste parti sarà divisa a metà: fumetto da un lato e racconto dall’altro. “Tutti gli episodi fanno parte di una storia continua ma si possono anche leggere autonomamente. Sono punti di una parabola narrativa ed emotiva del protagonista nel suo primo anno da universitario” continua Antonio. “Siamo in tanti e questo ci apre a moltissime possibilità. Ci piace considerarci narrastorie con stili diversi, dunque amiamo sperimentare collaborazioni fra di noi”. Mi spiegano allora che da questi confronti è nata la divisione interna dei capitoli. “La parte a fumetto è più ironica e umoristica e racconta la vita di Mario in maniera oggettiva; l’introspezione è invece lasciata ai racconti. Entrambe le parti sono i due volti della stessa medaglia, del mood particolare che abbiamo deciso di assegnare a quel preciso capitolo”.

Bologna Indegna

Bologna Indegna

Si tratta di un progetto corposo e completo e non poteva che trovarsi la strada spianata. Da quando è partita la raccolta fondi il 5 maggio, il progetto ha ottenuto ancora più notorietà e consenso, ampliando la rete di contatti sulle due pagine facebook, quella personale di Mario e l’altra di Bologna Indegna. “I nostri obiettivi inizialmente erano molto limitati. Ma dato il successo e l’altissima possibilità di raggiungere il budget entro fine luglio, non ci sentiamo di escludere nessuna possibilità di sviluppo per il libro”. Continuano: “Abbiamo già diversi contatti con distributori per le librerie e il vignettista di Bonelli Editore, Andrea Borgioli, realizzerà la copertina”.

Un progetto in evoluzione, così come il suo protagonista e le ambizioni dei suoi autori “Amiamo Mario perché è possibile identificarsi con lui. Mario siamo tutti noi” mi dice Chiara salutando.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *