MY NATURE – Esiste un posto per me nel mondo?

“La mia scelta del corpo, con le operazioni sento che è una prima tappa. Io non mi sono mai accarezzato il corpo. Quando ci siamo visti la prima volta tu mi hai detto “accarezzati le cicatrici”. Ci vuole tanto coraggio. È una grande sfida. È molto più facile soffrire che guarire. L’operazione è solo il primo passo.” (Simone)

My Nature è il documentario firmato Gianluca Loffredo e Massimiliano Ferraina, presentato al Festival Internazionale del Documentario nel 2016. Entra quest’anno nelle sale cinematografiche, innocente e introverso dal titolo, un’esplosione di emozioni per 75 minuti.

Il documentario racconta un passo della vita di Simone, all’anagrafe del suo paese d’origine in provincia di Caserta Simona. Dopo aver completato il difficile viaggio di transizione per ricongiungere il proprio aspetto al proprio io interiore, Simone ha 40 anni e si è rifugiato in Umbria, into the wild.

Dopo il cambio di sesso, inizia il viaggio alla ricerca di se stesso. Ciò che possiamo ammirare, senza alcun filtro, non è solo la fragilità di una persona transgender. Simone è sempre stato un uomo, nato però nel corpo di una donna. L’inadeguatezza che lo ha inseguito per tanti anni, che lo ha accompagnato anche nell’uso di eroina, è la rappresentazione sincera delle fragilità umane, che non hanno sesso, piuttosto sfumature, intensità.

Ad un certo punto della propria vita Simone decide di fermarsi, di farsi quelle domande personali che l’euforia e la voglia del cambio (estetico) di sesso non gli hanno permesso di porsi. Si accorge dei conti in sospeso della sua vita, della sua Caserta, degli amici che ha lasciato. Scopre nella natura un ottimo terapeuta e si circonda soltanto di amici e amori anch’essi profondamente curativi.

“E loro mi amavano così com’ero. Ero io che trovavo i difetti. Prima dell’intervento che non ho il corpo da uomo come dovrebbe essere. Dopo l’intervento ho le cicatrici, ho quest’altro.”

Simone - My Nature

Simone – My Nature

La natura è sicuramente il compagno migliore. Ogni stagione corrisponde ad una consapevolezza maggiore: alla nascita, al letargo, alla morte, all’equilibrio. La connessione con i fenomeni naturali, come la pioggia, la neve, il tramonto, è propedeutica per lo spettatore. È inevitabile avvertire quella piccola stretta nel petto che ci ricordi di affrontare le nostre paure, le nostre debolezze, che ci aiuti a convertirle in energia per vivere.

Simone ci racconta la strada che ha scelto per ritrovare nuovamente se stesso, il valore che da alla vita e tutto ciò di cui è composta. È un uomo che, postosi di fronte agli ostacoli della propria esistenza, ci da una bella dimostrazione di come superarli. Dimenticherete Simona fino a quando il recupero dell’atto di nascita non diventerà una tappa fondamentale di questo viaggio, in qualche modo, in salita.

Si tratta di un documentario lento, quasi come per definizione, ma 75 minuti non bastano. Quando Simone scopre le sue potenzialità di guaritore per gli animi tormentati siamo ai saluti. Mi rimangono solo gli sguardi increduli ed emozionati degli altri spettatori, in sala con me. Ho incontrato gli occhi lucidi ed emozionati di chi forse non guardava dentro se da tanto tempo.

Ho parlato di fragilità, debolezze, paure. È la prima volta che di fronte ad un film rimango senza parole, perciò vi lascio di fronte ai sinonimi dell’aggettivo “fragile” che spero aiutino (in positivo, ovviamente) anche voi a riflettere.

Sinonimo di fragile: delicato, friabile, frangibile, debole, delicato, gracile, esile, malaticcio, cagionevole, insicuro, impressionabile, corruttibile, inconsistente, transitorio, fugace, effimero.

 

Eugenia Liberato

Eugenia Liberato

Fuorisede di origini abruzzesi, vivo e studio a Bologna presso la facoltà di Lettere e Beni culturali. I miei interessi, per (s)fortuna, sono molti e molto diversi tra loro: la convivenza, infatti, è sempre sull’orlo della crisi. BBU è la mia passione, è il contenitore dei miei capricci e dei miei doveri. Recensisco film per passione, perchè oltre quella non ho altro. La cronaca sociale è il mio secondo ambito di interesse, ma ci sto lavorando.

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