NON ESSERE CATTIVO, di Claudio Caligari

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Il compianto Claudio Caligari, morto purtroppo a maggio dell’anno corrente, ci ha letteralmente colpito con un ultimo film, postumo: Non Essere Cattivo. Cresciuto tra un mondo senza speranza e le Brigate Rosse, Caligari porta sullo schermo gli spettri di un ambiente nocivo, quello degli ultimi, i perdenti, i tossicodipendenti. Lo ricorderete per il famoso AMORE TOSSICO, suo primo lungometraggio, uscito nel 1983, firmandone sia la sceneggiatura che la regia. Un film che parla dell’abuso di eroina tra i giovani tossici delle spiagge di Ostia. Il nostro regista di stampo decisamente pasoliniano espresse il desiderio di non lavorare con attori professionisti, ma di proiettare sullo schermo gente “di strada”, gente che non avrebbe dovuto né improvvisare né recitare, solo continuare a vivere. In modo giustamente grottesco, senza uscire fuori dai margini, ha dipinto un paesaggio reale, mischiando colori caldi e freddi. Lo stesso, nel 2005, dice:

“Quando incontrai Guido Blumir (sociologo che mi aiutò nella stesura della sceneggiatura del film), che aveva appena scritto un best seller intitolato “Eroina”, gli proposi di fare un film partendo da una domanda semplice: perché mai tanta gente si faceva? La risposta la trovavo in un fatto altrettanto semplice: perché è piacevole! Cercammo anche, proprio in questa prospettiva, di mostrare i lati “comici” o grotteschi del consumo della sostanza, pur nella drammaticità delle situazioni.”

Non Essere Cattivo

L’8 settembre 2015 entra nelle sale cinematografiche il “sequel” di Amore Tossico, NON ESSERE CATTIVO. Un ambiente familiare, Ostia. Un’amicizia in declino, davanti le porte dell’inferno. Droghe sintetiche. Rapine. Dopo poco meno di 10 anni sembra non essere cambiato assolutamente niente. Gli stessi protagonisti non sono altro che una proiezione di quelli del passato. La droga ti porta via tutto, a partire dalla dignità. Ti fa compiere gesti estremi, facendoti credere che in realtà non ci sia niente di strano. Ed è quando trovi un aiuto che sei davanti al bivio più ostico: uscirne o tirarci dentro l’aiuto. Purtroppo la droga è una guerra contro se stessi, e chi vince ha l’orrido compito di contare le vittime. Luca Marinelli, che recita la parte di Cesare (uno dei due protagonisti), esibisce un uomo ripudiato dalla vita, aggrappato ad una speranza che non esiste. Ci prova Cesare, insieme a Vittorio, suo amico da una vita, a resistere durante il conto alla rovescia, ma l’attesa di un giorno migliore è piena di trappole e tentazioni.

Bene, Caligari conosceva molto bene il mondo delle droghe. Ancor prima dei lungometraggi, era un documentarista e afferma egli stesso di aver conosciuto la piaga della tossicodipendenza in diverse occasioni. Nonostante la trama non sia per niente diversa, Caligari ha superato se stesso. Come se “Amore Tossico” fosse un padre e “Non Essere Cattivo” un figlio. Il filo che collega questi due lavori è fatto di dedizione, miglioramento, accorgimenti ed entusiasmo. Dopo una lunga pausa, il regista torna in pista con una sorta di tradizione rinvigorita. C’è un Caligari che mette alla prova le proprie capacità, invecchiate e malate. Un film protetto da un grande senso di rivalsa, ma privo di questa. Un’amicizia destinata a morire, ma a sopravvivere nel tempo, come quella tra il nostro Claudio e Valerio Mastandrea. È un film di addio, ma di speranza. È un contenitore di emozioni uguali ed opposte.

Il 28 settembre 2015 il film viene emulato come rappresentante del cinema italiano nella sezione per il miglior film in lingua straniera agli Oscar 2016. È stato presentato anche alla 72ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia ed ha ottenuto il Premio Pasinetti per miglior film.

“Muoio come uno stronzo. E ho fatto solo due film.”

La quota non è salita di molto, siamo a tre. Ma spero sia spirato con la consapevolezza di essere l’unico regista che ci ha regalato il cinema che meritiamo, che ci regalato un po’ di verità senza filtri. Sarebbe un peccato se Mastandrea non glielo avesse detto.

claudio caligari