I Pezzi dei Piccoli Paradossali

Caldo. Questo caldo che ammazza. Questo caldo che più di tutto ci rende coscienti del peso del corpo. Ogni azione, ogni minimo movimento è più calcolato e più morbido. Ogni oncia di sudore che cola sulla nuca è un avvertimento, un ricordo che ci dice: “Esisto“. Esisto e sono qui. Faccio parte di questo mondo. Occupo spazio e silenzio con volontà, con violenza.

Il nostro quarto tema è “Parti del corpo“, perché adesso il corpo è prepotente, si impone. Sotto al sole o alla luce della luna.

Il momento in cui i nostri corpi escono, sperimentano le diverse luci e l’aria, anche l’aria diversa. In cui si muovono, rincorrendosi, o si schiacciano, sotto l’assenza di peso.
In cui noi, adesso, vi mostriamo la nostra, di fisicità.

 

thumbnail_IMG_9669Nel ventre d’Essa

Tremore d’archi
e d’impeto l’infante,
-in un singulto-
vibra alla luce della vita.

Rifugge le parole,
la macchina e l’idea.
Nel ventre d’Essa
erano soli
piccoli tremori,
quanto basta.

P.B.

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Parole nascoste
Che non vogliono uscire
Come animali in gabbia
Svezzati dalla nascita
Eppur tutto quello che vorresti dire
È infondo alla tua bocca
Nel pozzo più profondo
Non risale l’acqua chiara
Il fondo è prosciugato
E ti strozzano i verbi
Fino a che non hai più fiato
E vomiti un vomito
Privo di alcun significato
Bile nera a testimoniare
La melanconia dei giorni miei
Forse con due dita gola
Riuscirei a dirti quel che penso
Per ora lascio che siano i fremiti delle mie labbra
A dire quel ch’io non ho coraggio
Spero tu impari presto
A capire il mio linguaggio
Perché pesa sullo stomaco
Quest’ulcera dolente
E non so ancora quanti giorni
Mi restano da essere morente

P.H.T.

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Corpi che cadono
Senza crollare
Aspetto le mani tese
Senza guardare
Perché so che le nostre mani
Sono troppo giovani per cercarsi
Troppo piccole per bastarsi
Troppo stupide per non amarsi.

S.D.

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Mano a mano
Alla mano si accosta,
Mi prende per mano.
Un foglio.
Mano a mano
Batti le mani
Arriverà qualcuno,
Stringi le mani
Non arriverà nessuno.
Sbiadite occhiaie,
A riempire
Il tuo foglio
Solchi
Incisi, da novantanove nomi
Macchie d’inchiostro
Simulano ricordi.
Poi, una mano lava l’altra
Il foglio torna bianco
La parola manca.
L’abbiamo resa noi
Sbiadita
In un solco.

F.F.

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Alcuni respiri rimangono nei polmoni per anni

Tutti ti soffiano dentro per un attimo risalendo l’alveolo alla radice

poi nel vortice del sangue

e poi la carne perdendosi

nell’infinità fibrosità

dei tessuti sospendendo

l’asfissia dei visceri eppure

alcuni respiri restano nei polmoni per anni.

M.M.

Fotografia: Maria Contegreco

Illustrazioni: Elena Della Casa

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