I Pezzi dei Piccoli Paradossali

La riva del fiume è sempre stata lì ferma, immobile accanto alla caotica e insormontabile legge dF1020022ella Natura. Perchè il caos ha bisogno per forza di un ostacolo fisso. Una distrazione. Un elemento di disturbo contro il quale si scaglia, e in un certo senso si realizza. Il fiume non scardina gli argini, ci passa sopra. Ecco perchè ci rilassa tanto, nelle giornate di cielo azzurro, sdraiarci sulla sua schiena. E’ come essere una sardina che segue la balena per non essere mangiata. Illusione di stabilità, dicevano.

 

 

 

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Lascivo
scorre la pazienza
insieme ai rimasugli del mio buon umore
e le parti scoperte
al sole
e i rimasugli di erba
dietro alle ciocche dei tuoi capelli.

Stesa su giochi di luce
penso e rifletto
come tu rifletti me
e calmo mi sussurri
che va tutto come deve andare.

S.D.

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Cerco una riva sconosciuta
Srotolo e arrotolo sentieri,
scorciatoie abbozzate
deviano le intermittenze.
Scavo nella terra
le mani umide
nel fiume di fango
pare la mia fossa;
è solo la cina, dice mio padre
è solo la cina.
Saltello su e giù, pregando
di inciampare su un trampolino
solo acqua sporca e caldognola.
Minuti dopo altri minuti
nuoto e affogo
non ricordo come galleggiare.
Cerco una riva inaffondabile,
ma la corrente è troppo forte.

B.G.

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Lampo di luce azzurra
piega e ripiega panni sporchi
lava musi e ferite leggere
rimbomba nei miei occhi scuri
e il suono delle gocce sui sassi
scatena la tempesta
nelle mie orecchie aperte
e non ti ascolto più
come una volta.

S.D. & B.G.

Fotografia: Leonardo Bonato; Marika Caliumi

 

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