R (rag-rav)

ragaglia s.f. raucedine alla gola; “dov’è lo sciroppo che ho un po’ di ragaglia?” ♦ dal dialetto ragâja s.f. (=). Vedi anche raschino

raigaBOCinter.impr. basta; “oh cinno, raiga eh!” ♦ dal dialetto raiga s.f., inter.impr 1 riga 2 basta. Vedi anche bona

raminaBOCs.f. schiumarola, mestolo bucherellato; “dov’è la ramina che devo girare la pasta?” ♦ dal dialetto raménna s.f. (=)

ranaBOCs.f. miseria, povertà; “c’è della gran rana dai Maccaferri” N.V.P. ♦ dal dialetto rèna s.f. 1 (=) 2 rana

randa (a) loc.avv. velocità elevata; “mi togliete sta roba a randa” cit. Freak Antoni in Cavedagne, film di Bernardo Bolognesi e Francesco Merini

ranza s.f. striscia di cocaina; “si è fatto due ranze prima di imbussarsi”

raspa s.f. 1 tirchio “neanche l’euro per il caffè? Sei davvero una raspa2 atto della masturbazione maschile “vatti a tirare due raspe che è meglio” ♦ dal dialetto râspa s.f. 1 lima per sgrossare 2 (=) 3 strumento di ferro usato per assottigliare e pulire il legno 4 ladro. Vedi anche ebreo, griccio, lima, plumone, rabbino, scrigno

ravaldone /a/ s.m. catorcio, oggetto vecchio e rovinato; “buttalo ben via quel ravaldone” ♦ dal dialetto ravaldån s.m. (=)

ravanareBOCv. frugare, cercare qualcosa usando le mani; “smettila di ravanare nel mio cassetto!”

 

Elenco simboli e abbreviazioni

agg. ………………….aggettivo/aggettivale
avv. ………………….avverbio/avverbiale
BOC ………………….Bolognesità d’Origine Controllata
f. ………………………femminile
Ga………………………gergo degli ambulanti
Gl………………………..gergo dei ladri
Gm……………………. gergo dei muratori
inter. ………………..interiezione
inter. impr. ………..interiezione impropria
loc. ……..……………locuzione
m. ..………………….maschile
prep. ………………..preposizione/preposizionale
pron. ………………..pronominale
s. ……………………..sostantivo
top. ……...………….toponimo
v. ……………………..verbo/verbale
(=) ……………………di uguale significato
/n/ sta per nipoti e indica i lemmi coniati o utilizzati prevalentemente dai nati nel decennio’90-2000.
/a/ sta per antenati e indica i lemmi in dialetto o più vicini al dialetto, usati dai nonni e a volte dai nipoti.

I lemmi non seguiti dai simboli /n/ e /a/ non è stato possibile iscriverli in una categoria ben definita, per mancanza di dati certi sulle loro origini, o per il loro uso trasversale da parte degli appartenenti a tutte le generazioni, compresa quella di mezzo, cioè quella dei nostri genitori. La sigla N.V.P. (non verificato personalmente) identifica i lemmi per cui non abbiamo riscontro diretto, ma in uso in tempi o ambienti diversi da noi non vissuti o frequentati.

Per quanto riguarda l’ortografia dei lemmi è stato utilizzato l’OLM (Ortografia Lessicografica Moderna) del dizionario Bolognese – Italiano di Luigi Lepri e Daniele Vitali. All’occorrenza, abbiamo consultato il Dizionario Slang di Fernando Pellerano, il Vocabolario del Dialetto Bolognese di Gaspare Ungarelli e il volume edito dalla CARISBO Benéssum, alla ricerca dello stupure perduto errando fra dialetto e gergo a Bologna e dintorni di Andrea Mingardi. La fonte principe resta comunque l’esperienza personale.

 

 

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