Mi rende lieto poter parlare oggi di donne. Argomento, di certo, non originale, questo, per un blog ma, forse, interessante potrebbe essere rovesciare la medaglia e curiosare nei meandri dell’universo femminile nell’ottica di un uomo che si trova a doversi dare molte spiegazioni a riguardo. Ecco, questo sarebbe interessante.

Per molti uomini la donna è, a dir poco, un intrigo, un mistero irrisolvibile. Eppure, con ogni probabilità, cercano qualcosa di molto semplice ma altrettanto difficile da reperire in circolazione: attenzione. Questa sembrerà ai lettori la miglior frase fatta della storia, ma entriamo nel merito. Cosa vuol dire dare attenzione? Shopping? sì. Tempo da dedicare? Sì. Sesso? Sì, non siamo ipocriti. Cenetta? sì. E, fin qui, rimaniamo nel mondo del romanticismo retorico che tanto fa male, a mio avviso, ai nostri rapporti.

Ma pazientate. Cosa hanno in comune le smancerie sopra elencate? Una cosa fondamentale: la comunicazione. Ed eccoci arrivati al punto primo del discorso. Una donna ha bisogno di ascoltare e di essere ascoltata. Adesso, si può essere i migliori Brad Pitt della situazione, ma se non si sa comunicare nulla di speciale, le donne scappano dopo poco.23446_388756587471_267048937471_3833753_4584493_n1

Essere ascoltate. Le esigenze possono essere tante e specifiche in questo senso. Per questo una donna deve poter sentirsi libera di comunicare tutto al proprio uomo: preoccupazioni, ansie, desideri, auspici. Tutto ciò non deve mai assumere una forma passiva. Le donne non amano il compagno accondiscendente. L’uomo deve essere e dimostrarsi tale e, quindi, deve avere la forza d’animo e la capacità di reggere il confronto con la partner. L’errore più frequente che ho notato in diverse coppie di amici è proprio questo: l’uomo puntualmente si adagia nella situazione sentimentale e appiattisce gli stimoli comunicativi. Per non perdere di mano una situazione, a lui decisamente favorevole, inizia ad essere accondiscendente su tutto, risultando noioso e, decisamente, poco attraente.

Ancora una cosa sulla comunicazione: non può essere ristretta alle parole, chiaramente. Abbiamo, prima, citato piccoli gesti, come il preparare una cenetta, che hanno un valore comunicativo immenso per le donne. Altre cose sono fondamentali, in primis saper comprendere le emozioni e il linguaggio del corpo. Non tutti gli uomini riusciti in amore sono logorroici! Ma cosa bisogna comunicare? Sicurezza, certamente. L’uomo sicuro dei suoi mezzi è, spesso, privilegiato rispetto al belloccio immaturo. Ma la sicurezza si riscontra soprattutto nell’intimità. Il maschio sicuro è desiderabile intellettualmente e fisicamente. E’ rispettato, e questo permette alla donna di concedersi molto più volentieri.

Altro aspetto fondamentale: la passione, punto cardine ricercato dalle donne. Senza voler scadere nell’osceno, per le donne è importante trovare un partner che sia “sessualmente compatibile” il che, secondo molti pareri, sarebbe addirittura una rarità. E’ importante vivere il sesso senza ansietà, impedimenti vari o frustrazioni. Quanti uomini, oggi, possono dire di dedicare il giusto tempo all’intimità con la propria donna? Pochi, specialmente quando l’età e gli impegni avanzano. Sembra un paradosso: forse non esiste cosa più bella al mondo dell’amore concretizzato nel sesso, eppure per molti sembra quasi un impegno contrattuale di lavoro. Lo faccio perché devo farlo, perché così va il mondo, perché devo togliermi uno sfizio. La vita offre tante cose belle, ma queste perdono di valore se non vengono vissute con la giusta spontaneità e, in merito a questa concezione, le donne sono anni luce avanti agli uomini, artefici e vittime di una società fallocratica.

Questo articolo è quasi uno sfogo per chi scrive. Sarà l’avvicinarsi dell’8 marzo, sarà l’avvento della primavera (che, qui a Bologna, sembra ancora un ricordo del 2015), sarà che amo davvero tanto il gentil sesso, ma mi sono sentito di dire qualcosa a questi maschietti superficiali che dimenticano di essere uomini. Chissà, forse c’è anche un po’ di autocritica. Concluderò, in tal caso, usando la prima persona plurale. Cari amici, ci è stato dato un compito importante nei confronti delle nostre signore/signorine: Amiamole, rispettiamole e viviamole.

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