In occasione della recente uscita di Lilium, il suo creatore, il musicista e cantautore Riccardo Mazzy Masetti, già abbastanza conosciuto nel circuito musicale bolognese, ci parla del disco e della sua carriera artistica

 

 

 

Ciao Riccardo, piacere di conoscerti.
Appena ho letto il tuo nome d’arte credevo fossi un fumettista, è un nome davvero curioso e non convenzionale per un cantautore.

 

Piacere mio. Beh, in effetti lo è. Mi tocca esordire partendo proprio da questo, cioè che il mio nome d’arte Mazzy deriva da un mostro che avevo nel libro di inglese di nome Muzzy, che poi ho fuso con l’inizio del mio cognome, Masetti. Un nome che ho creato e adottato quando ho iniziato a suonare, ormai parecchi anni con amici in una band, con cui eseguivamo prettamente cover punk rock. Solo nel 2007 decisi di iniziare a comporre brani inediti in inglese, con quell’inglese di un bolognese che aveva 7 a scuola, soltanto perché era più facile da rendere melodico.
Crescendo però ti rendi conto che se vuoi esprimere emozioni, cosi come le vivi, la tua lingua è sempre quella con cui comunicare al meglio. Anche il mostro Muzzy mi ha suggerito così”

 

E poi da lì è cambiato qualcosa, suppongo.

Esatto, inizio a scrivere il mio primo pezzo in italiano intitolato ‘Se vuoi andare vai’, che porto tuttora live, e da lì nascono i Mazzy&Freaks, nuova formazione con i miei attuali compagni di viaggio Davide, Mattia e Lorenzo.
Il vero momento di svolta però è nell’aprile del 2015 quando, insieme ai membri della band, si decide definitivamente di separare per bene. Da allora sono nati i
Dernier con il quale siamo al lavoro col nostro primo disco, in cui facciamo dell’ alternative rock in italiano bello incazzato. E poi sono nato di nuovo io, Riccardo Mazzy Masetti. Da quel momento riesco ad esprimere davvero il mio contenuto, le mie emozioni nascoste e sono riuscito a capire il concetto del cantautore che voglio essere. È stato un passo naturale ma necessario, quasi complementare a tutto ciò che c’è stato prima e che continua ad esserci”

 

Si può dire che da lì in poi è iniziato un processo di raccoglimento artistico e una nuova fase creativa?


“Senza dubbio. Infatti è proprio in questa mia nuova fase che nasce uno dei pezzi miei a cui sono più legato, dal titolo
‘Basta poi poco’, che è anche tipica espressione bolognese. In seguito comincio a comporre roba nuova fino a quando, il 17 gennaio 2016, faccio uscire il mio primo disco Ancora, un album che parla di rinascita, del concetto secondo cui tutto ciò che esiste si muove in maniera ciclica”

 

Immagino che nel tuo universo musicale ci siano nomi importanti.

Direi proprio di sì. Tra quelli che mi hanno ispirato di più nella vita e in quello che faccio come lavoro metto senza dubbio i Green Day, Johnny Cash e Jeff Buckley, mentre tra gli italiani ci sono Lucio Dalla, Renato Zero e De Gregori con le loro ballad”

 

 

 

Sarebbe bello poter condividere il palco con qualcuno di loro, vero?

Naturalmente con tutti loro mi piacerebbe o mi sarebbe piaciuto condividere il palco, fare musica in qualche modo. Ma anche con qualcuno di più contemporaneo come i Fast Animals and Slow Kids e il grande Ligabue. Oppure Fabrizio Moro, che apprezzo molto per la scrittura dei pezzi”.

 

 

A proposito di palco, c’è un posto in particolare dove ti piacerebbe esibirti?

Qui a Bologna ho già suonato live in diversi posti bellissimi e su palchi calcati da artisti nazionali e internazionali, come quello del Bravo Caffè o della Zona Roveri, ma anche al Millenium Club, al Macondo, al Cortile Cafè, al MEI di Faenza e in altre realtà musicali locali. Tra i posti in cui mi suonerei con mega gioia, sicuramente l’Estragon a Bologna o l’Alcatraz a Milano. Oppure in festival fighi come il Mi Ami.
Mi piacerebbe anche poter fare un tour nei teatri d’Italia un giorno. E perché no, toccare anche l’Arena di Verona… magari un giorno accade davvero, ma per ora mi accontento, dài”.

 

 

Concludiamo parlando del tuo ultimo album, Lilium.

Intanto ti dico che è album che mi piace da morire ed a cui tengo tantissimo.
Lilium iniziai a scriverlo durante una vacanza, tra Sirmione e Bologna. È allora che di fatto è nato e il 16 ottobre 2018 è finalmente uscito, distribuito da SKPMZ Label – e a proposito, ringrazio Giacomo come al solito.
I modelli di Lilium sono Grace di Jeff Buckley e American V di Johnny Cash e il filo conduttore dell’album è il tempo. All’interno racconto però il mio di tempo, ricordando il passato, gustandomi il presente e sognando il futuro. Credo che sia necessario oggi soffermarsi su immagini, ricordi, particolari, perché non c’è niente di identico. Qualcosa di simile, ma mai uguale. Proprio come i fiori.

A breve lo porterò live un po’ in giro per farvelo conoscere meglio e mi direte che ve ne pare.
Attualmente sto lavorando a roba nuova e con calma, solo quando sarà davvero tutto pronto, solo quando tutto sarà l’erede di Lilium, uscirà”.

 

 

Ascolta Lilium su Spotify: https://open.spotify.com/album/73wjh5oTgKFoPnMQ1lzdnT

e su iTunes: https://itunes.apple.com/it/album/lilium/id1279886935?app=music&ign-mpt=uo%3D4

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