Carlotta Gambarini_Photographer“ZONA DELEGHISTIZZATA”, via Zamboni. PH_ Carlotta Gambarini

Matteo Salvini, deputato ed europarlamentare, segretario federale della Lega Nord, impegnato da anni in una politica contro l’immigrazione clandestina, contro il premier Renzi, contro l’“europirla”…torna in città!

Salvini, in un’isola come Bologna che, per molto tempo, è stata l’emblema dell’accoglienza, della solidarietà e dei diritti sociali di ogni essere umano, è già approdato. E’ sbarcato sulle rive di una terra ostile, con il suo grande veliero “verde Padania”, portando una ventata di tensione, megalomania, xenofobia e razzismo. A difendere la città da un pirata così malvagio sono accorse milizie di vario genere, sotto lo stendardo di un forte disappunto comune.

L’8 novembre 2014 un gruppo di giovani anti-leghisti del collettivo Hobo ha attaccato la vettura del nemico, che, accompagnato dalla sua scorta, era intento a saccheggiare le anime degli abitanti di un tranquillo campo nomadi. Il nostro deputato, ahimè, è rimasto senza “carroccio”. Ma, dopo aver recitato in modo eccellente la parte della vittima, Salvini ha scoccato denunce per violenza privata e per danneggiamento fingendosi il Robin Hood degli Italiani.

Il gentile segretario del partito del Nord, dopo aver dichiarato di voler radere al suolo tutti i campi rom presenti nella penisola, essendo il diritto all’abitare una legenda metropolitana e/o una diceria infondata, non poteva immaginare che una parte della popolazione pensante potesse accoglierlo con tanta malvagità. Ha ragione, non è venuto a bordo della sua ruspa cabrio verde brillante! Del resto, per poter attuare i suoi malefici piani, l’europarlamentare ha bisogno di un potere che non ha, come quel pezzaccio di carta che si suole definire “laurea”.

Dopo le peripezie dello scorso anno, ecco che torna ad approdare sulle rive dell’isola bolognese. L’8 novembre 2015, in piazza Maggiore alle ore 12, Matteo Salvini ci delizierà con un nuovo aitante comizio imbevuto degli stessi sprezzanti valori passati. Il deputato, quest’anno, sarà accompagnato da una serie di rinforzi, tra cui Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni: una bella scampagnata di vecchi amici antirenziani e destroidi.

In un odierno clima tempestoso e “confuso”, come lo stesso sindaco di Bologna Virginio Merola recita, il nuovo benvenuto sarà sicuramente leggendario: preparatevi, saranno fuochi d’artificio per tutti. Bologna, una città che si è macchiata (e continuerà) di una serie di sgomberi antisociali, ledendo i diritti di uomini, donne e bambini, si sta preparando ad accogliere (forse il termine più appropriato sarebbe/sarà “raccogliere”) il vecchio equipaggio leghista.

Volano già per la città volantini di reclutamento ed i muri e le colonne sono le bacheche di messaggi antileghisti di ogni tipo. Salvini risponde con un “liberiamoci e ripartiamo”: anche lo slogan di quest’anno è la maschera dietro cui si nascondono i deturpatori della civiltà italiana, del buonsenso e dell’umanità. Benchè la politica del segretario della Lega Nord sia coerentemente una lotta continua (priva di un programma) contro il premier Renzi, accusato di umiliare il Nostro Paese ogni giorno, sembra che i collettivi studenteschi e non, non siano disposti a dimenticare i rancori passati.

La popolazione cittadina, residente e non, come reagirà all’incombente secondo approdo del partito del Carroccio? È decisamente lampante quanto, a distanza di un anno perfetto, la storia si stia per ripetere. Dietro le quinte, più o meno in silenzio, c’è un motore alimentato da valori opposti, da spiegazioni apparentemente lecite, da prove forse schiaccianti, che pare autorizzino entrambe le parti ad odiarsi senza bisogno di confronto. La speranza, però, è l’ultima a morire, e speriamo che ambedue le parti ritrovino la civiltà latente in loro repressa.

BBU, fazioni permettendo, presenzierà all’incontro per raccontarvi la giornata dell’8 novembre 2015, una data che ha ormai un suono tetro e rassegnato. Vi chiediamo di restare attraccati alla nostra nave, perchè tenteremo di rimanere a galla per vedere se anche in questa occasione qualcuno affonda.

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