In questi giorni Bologna si è prestata ad ospitare dei politici capeggiati dal tanto ormai famoso Matteo Salvini. Dopo aver rilasciato affermazioni poco felici sulla “città rossa” , durante il comizio politico tenutosi l’8 Novembre in piazza Maggiore ha tentato di raccogliere consensi in una città molto distante dai suoi ideali. In quella data, Salvini, ha “aperto i cantieri” del nuovo partito di centro-destra, sciogliendo quasi definitivamente l’ormai banale ed adultero partito di Lega-Nord. Il fine, sarebbe quello di inglobare il più alto numero di membri di destra per creare una fazione anti PD. Nel capoluogo emiliano nella stessa giornata si sono tenute manifestazioni, anche sfociate nella violenza, per sottolineare il non allineamento con la politica nazionalista e xenofoba del leghista e dei suoi affiliati. Non sarebbe stato meglio organizzare un evento festivo e aggregativo mirato ad evitare l’incontro diretto con i rappresentanti politici e le forze dell’ordine? D’altronde già si verifica in settimana nei vari centri solciali! Attenzione però, il silenzio non va inteso come assenso, ma come forma di politica che vada oltre le solite fazioni.

 Probabilmente una domanda che in molti si son fatti è “perché proprio a Bologna che da sempre è caratterizzata da tolleranza e varietà?”. Una delle possibili risposte potrebbe coincidere con il bisogno di visibilità di Salvini. Pensandoci, ci sta riuscendo! La maggior parte delle testate giornalistiche ne parlano ; i social network sono colmi di “pubblicazioni” che in qualche modo toccano il tema. In questi tempi ,le televisioni che di norma devono garantire un’informazione esatta e precisa, sembrano avere il monopolio su cos’è giusto e cos’è sbagliato ,senza poter escludere che le notizie riportate siano alterate. Hanno cercato di trasmetterci l’odio verso le “diversità”( che per fortuna non esistono).

Ogni politico, essendo tale, sa come attirare attenzione . Sa che soprattutto i gesti eclatanti e le frasi offensive sono grandi calamite di pubblico. Ce l’ha dimostrato il caso del deputato Bonanno, che in diretta tv ha mostrato di possedere una pistola, acquisita sentendosi in pericolo dall’ ”Italia che accoglie”. Questa azione, apparentemente stupida e folle, ha garantito alla lega pagine e pagine di giornali e altrettanti servizi televisivi. Anche Salvini sembra saper benissimo che ad ogni persona che lo insulta ce n’è una che lo vota. Personalmente credo che, essendo un provocatore ben formato come appunto ha dimostrato domenica, egli vada semplicemente ignorato: nessuna resistenza e nessun opposizione fisica andrebbe tentata. Scommette proprio su questo!

Una frase di Luigi XIV fa capire ciò che sta accadendo e i giochi del potere:<< quando il popolo si ribella, non dategli niente, ma quando il popolo è in silenzio, dategli il pane poiché proprio nel silenzio che ha origine la vera rivoluzione>>. E allora perché dargli quello che vuole? Perché fare il gioco di una persona che parla di integrazione culturale intendendola come un piegarsi alla nostra cultura? Integrazione non vuol dire sottomettere un uomo ai propri capricci culturali: questa è violenza, è mancanza di rispetto umano. Più semplicemente , credo che il vero senso di questa parola sia rendere consapevoli le persone circa l’uguaglianza di tutti noi.

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