Santino Cardamone torna dopo due anni a parlare in musica attraverso i suoi ritmi in Mondocervello’, registrato nel Bunker Studio di Rubiera insieme al produttore Andrea Rovacchi e uscito per Manita Dischi lo scorso 1 dicembre

 

 

 

 

Jovanotti pensava positivo in una sua canzone che lo ha consacrato al successo.
Se lui ha espresso il concetto con un singolo pezzo, l’artista in questione lo riprende dilatandolo ed estraendo da esso un disco e l’intera carriera della sua persona-personaggio,
condividendo curiosamente con Jova solo la data di uscita del recente Oh, vita!.
C
i accingiamo a parlare di uno di quei nomi e di quelle personalità che non possono non rimanere impressi in chi lo conosce e lo apprezza come artista e come persona. Oltre ad essersi accaparrato la simpatia dei giudici di X Factor, il personaggio in questione ha conquistato in particolare Elio, che lo ha voluto come ospite nell’ edizione in corso di Extra Factor.
Sì, stiamo parlando di Santino Cardamone, il folkman calabrese da baffo e coppola che ricorda un po’ Modugno.


Mentre nell’ immaginario collettivo rimane cristallizzato nella figura del cantante di Amsterdam nella sua fortunata esibizione nel talent show di Sky del 2015, da allora – ma già da prima – Santino di strada ne ha fatta. E pure parecchia. Anzi, è proprio il caso di dire che su quella esibizione ha costruito la sua fortuna e la sua maturità come artista, seppur senza grosse velleità, con quel modo scanzonato e con quella immancabile chiarezza e semplicità. Un modo con cui esibisce la sua visione della musica e la innesta a tematiche importanti, tutto filtrato con la stessa sensibilità che punta all’essere positivo, proprio come fa in Mondocervello. Un album limpido e senza maschere, sincero, che si muove dall’ affrontare l’anoressia, il femminicidio e l’HIV e arriva fino a temi più solari, come una storia d’amore, tipici del suo universo musicale.
Nell’ ultimo lavoro discografico, Santino presenta i brani composti nei due anni che la separano dal precedente Uomini Ribelli e ci trasporta nel suo cervello-mondo, in una sorta di viaggio nei suoi pensieri guidati dal suo modo di sentire, con i testi che dimostrano di essere andati a scuola dai grandi della musica italiana ma che si fanno portatori di uno stile personale e riconoscibile.

 

Inizialmente l’album avrebbe dovuto chiamarsi ‘Vedo, Parlo, Sento’, poi ho cambiato idea perché Mondocervello è il mio album più autobiografico, è come se fosse una raccolta del mio mondo immaginario. Il nome suona bene, perché i brani sono tutti racchiusi lì, nel cervello, che è quindi il loro mondo ci spiega Santino.
Delle canzoni che ho scritto nell’ ultimo periodo ho dovuto toglierne qualcuna perché si distanziava molto dallo spirito del disco. L’unica che ho salvato è ‘L’amore ai tempi di Facebook’, la più deandreiana di tutte, che è nata a disco già chiuso ma che ho voluto registrare e inserire ugualmente”.


Continua: I cantautori sono sempre presenti nei miei testi e nelle corde, quindi oltre a Faber nell’album non potevo non omaggiare altri due giganti della nostra musica quali De Gregori e Guccini, e l’ho fatto con ‘Cuore di marmo’ e Chitarra Blu ”.

 

Ci parla degli ultimi due anni, di Bologna e del suo rapporto con la scrittura.

“Pur vivendo a Bologna da anni, anche se inizialmente credevo che sarei riuscito a scrivere, qui non riesco. Mi trovo benissimo e trovo sì un sacco di ispirazioni, ma raramente riesco a comporre. Il momento ideale per comporre è la notte fonda, dopo le 2, ma lo faccio solo in Calabria. Preferisco la mia terra e la campagna al condominio in città, e lì ho anche la grande fortuna di viverci. La mia creatività trova linfa prevalentemente laggiù”.

 

Riguardo a X Factor, “Per me è stata un’esperienza grandiosa! Ci tornerei volentieri, sia per la gentilezza e la disponibilità dello staff e della redazione, sia perché mi ha dato molto a livello di visibilità. Ho ottenuto quello che cercavo, cioè far conoscere la mia musica e me attraverso essa. Non pretendevo di certo di arrivare alla vittoria, anche perché è un talent non per cantautori, ma nel quale per vincere è necessario avere una buona ugola. Che, diciamolo, io propriamente non ho”

 

Come vede Santino la scena musicale in Italia oggi?

“Bah, guarda, tutto sommato sono ottimista, nonostante adesso vada molto di moda l’indie, vero o presunto. Non dico questo a caso, perché essere o sembrare indie oggi è una moda vera e propria. Credo sia qualcosa che poi in fondo non esiste. Più che i cantautori che se ne fanno promotori, molti dei quali sono comunque molto bravi a scrivere e stimo come artisti, detesto l’approccio , diciamo “commerciale”, che molto pubblico tra i 19 e i 25 anni ha verso questo tipo di musica, verso questo genere-non-genere che dilaga. Sono loro ad averlo reso una moda”.

 

 

 

 

Continua pacatamente.
“A parte questo, il cantautorato italiano resta in ottima forma. Sono ottimista perché circolano per fortuna grandi cantautori come Dente, che reputo il Battisti moderno. Lo apprezzo molto per il suo modo di scrivere e di intendere la musica.
Tra i miei preferiti c’è anche Claudio Lolli, un cantautore bolognese lanciato a suo tempo da Guccini. Meriterebbe di sicuro più successo e più visibilità. Ecco, con questi due cantautori mi piacerebbe un sacco lavorare. Chissà, magari un giorno accadrà!”.

 

Senza risparmiarsi troppo, dopo la chiacchierata si spende ancora un po’, e tra battute e numerosi omaggi al dio Bacco ci fa ascoltare in acustico qualche brano dell’ album, parlandoci anche delle mille avventure insieme al batterista Francesco Praino con il quale fa coppia fissa in tour e che lo accompagna alla batteria su e giù per l’Italia.


Detto senza troppi complimenti, nella scena musicale italiana Santino Cardamone e le sue canzoni sono fuori dai gusti musicali mainstream dell’ascoltatore medio, continuando ad andare in direzione ostinata e contraria, e perché no, anche un po’ “anacronistica” se vogliamo.  E per fortuna sa farlo bene, perché fa centro, sa arrivare subito dritto al punto e alla gente piace così; a riprova di ciò, il successo riscosso data dopo data in ogni tour, su qualunque palco, dalla festa nel paesino sperduto al luminosissimo palco di X Factor, fino al Primo Maggio di Roma nel 2016, sempre con la stessa freschezza e lo stesso approccio, senza distinzione alcuna e senza troppe pretese. Il suo è un divertirsi facendo musica, cosa non troppo scontata per un artista oggi, rimanendo con i piedi per terra e guardando al passato alla ricerca del suo essere (non troppo) al passo con i tempi.

Piaccia o meno, lui è così e non lo nega.
E come ammette in una canzone , “mi accontento, brindo e canto”.

 

 

Ascolta Mondocervello su Spotify:

 

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