“SLANG BOLOGNESE”: tutte le parole che un non bolognese deve conoscere con la lettera F

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slang bolognese lettera f, fittone

Tutte le parole che un non bolognese deve conoscere con la lettera “F”.

Stefano Cavallini

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Una piccola guida ragionata che ci aiuta a comprendere il dialetto bolognese e le sue origini. Lettera F: “ieri mi sono imbussato contro un fittone”. Il fittone è il simbolo della Goliardia bolognese, per saperne di più clicca qui. Foto presa da Unibo Magazine.

F (ultima parte)

fiacchisia /n/ s. f. sensazione di astenia, stanchezza, spossatezza; “soccia c’ho una gran fiacchisia addosso”. Vedi anche stufisia

(fa la sua) figura loc. riferito a un oggetto o a una persona che fa bella mostra di sé; “la radio del nonno è vecchia ma fa ancora la sua figura” ♦ dal dialetto figûra loc. (=)

filarinoBOC /a/ s. m. fidanzato, ragazzo, colui che fa il filo; “allora, ma il filarino l’hai trovato o no?” cit. qualunque nonna bolognese♦ dal dialetto filarén s. m. filatoio domestico, corteggiatore, spasimante. Vedi anche moroso

fiocco s. m. bacio con la lingua; “quei due cinni è ore che fioccanodal dialetto fiòc s. m. fiocco, bacio nel gergo dei ladri

fioppa /n/ s. f. nel gioco del calcio, tiro fortissimo; “che fioppa ha tirato lui lì?” ♦ dal dialetto fiòpa s. f. pioppo. Vedi anche ferla, mina

fittoneBOC  /a/ s. m. paracarro, palo che delimita aree pedonali; “ieri mi sono imbussato contro un fittone”. Famoso quello dei goliardi in via Zamboni sotto il portico di Palazzo Poggi, che l’hanno eletto a proprio simbolo per l’evidente forma fallica ♦ dal dialetto fitaͦn s. m. (=)

flippare v. impazzire, comportarsi come il flipper quando va in tilt; “ieri ho flippato di brutto al concerto degli Skiantos”. Vedi anche sbarellare, sbalinare, strippare

flobero/flobertBOC s. m. omosessuale; “quello è un flobero di prima”dal dialetto flòber s. m. (=) nel gergo dei ladri. Vedi anche busone, chira, felpa, fulasca

fontaniereBOC /a/ s. m. semplicemente l’idraulico. Denominazione singolare, visto che a Bologna ci sono pochissime fontane; “c’è da chiamare il fonataniere che il rubinetto perde” ♦ dal dialetto funtanîr s. m. (=)

formaBOC parmigiano grattuggiato; “mettici un po’ di forma sulle tagliatelle che è il suo”

fotta /n/ s. f. voglia, carica (anche sessuale); “c’ho una fotta di giocare…” ♦ dal dialetto fòtta s. f. stizza, errore, bugia, motto salace, capriccio

fracco agg. tanto, molto; “ho preso un fracco di botte”. Vedi anche fottio, sbanderno, totale

franco s. m. moneta in nichel da una lira. Diecimila franchi erano diecimila lire. Usatissimo prima dell’avvento dell’euro; “mi presti diecimila franchi?” ♦ dal dialetto franc  s. m. (=)

fruttinoBOC  s. m. succo di frutta in cartone con cannuccia, detto anche succhino; “hai bevuto il succhino a scuola?”

fuga/fughinoBOC  s. m. marinare la scuola; “ieri ho fatto fughino

fughinaro s. m. chi fa fuga

fulasca s. f. omosessuale attempato, colto, elegante e dai modi affettati; esempio non pervenuto. Vedi anche busone, chira, felpa, flobero

funzia v. contrazione di funzionare; “questo cellulare non funzia


Elenco simboli e abbreviazioni

agg.                   aggettivo/aggettivale
avv.                    avverbio/avverbiale
BOC                  Bolognesità d’Origine Controllata
f.                        femminile
inter.                  interiezione
inter. impr.         interiezione impropria
loc.                    locuzione
m.                      maschile
prep.                  preposizione/preposizionale
pron.                  pronominale
s.                        sostantivo
top.                    Toponimo
v.                        verbo/verbale
(=)                     di uguale significato
/n                   sta per nipoti e indica i lemmi coniati o utilizzati prevalentemente dai nati nel decennio’90-2000.
/a/                      sta per antenati e indica i lemmi in dialetto o vicini al dialetto, usati dai nonni e a volte dai nipoti.

I lemmi non seguiti dai simboli /n/ e /a/ non è stato possibile iscriverli in una categoria ben definita, per mancanza di dati certi sulle loro origini, o per il loro uso trasversale da parte degli appartenenti a tutte le generazioni, compresa quella di mezzo, cioè quella dei nostri genitori.

Per quanto riguarda l’ortografia dei lemmi è stato utilizzato l’OLM (Ortografia Lessicografica Moderna) del dizionario Bolognese – Italiano di Luigi Lepri e Daniele Vitali e, all’occorrenza, il Dizionario Slang di Fernando Pellerano e il Vocabolario del Dialetto Bolognese di Gaspare Ungarelli. Fondamentale è l’esperienza personale.