tutte le parole che un non bolognese deve conoscere con la lettera “P”

P (quinta parte, pic-pis)

picchiarsi il bambino loc. masturbarsi; N.V.P.

pietro /a/ s.m. così si chiamava il cappotto; N.V.P.

pigliare bene/male loc. fare stare bene/male; “è solo hip hop e piglia bene un tot” cit. DedaMD in Sangue Misto – La parola chiave. Vedi anche prendere bene/male

pilastrino s.m. abitante del quartiere Pilastro, nel passato, insieme al quartiere Barca, reputato luogo molto poco raccomandabile; “occhio che lui lì è un pilastrino dei peggiori”

pillaBOCs.f. soldi (in abbondanza); “tira fora la pélla, tira fora la pélla, Ubaldo ti pròpri un plumàun” cit. Mingardi in Ciao rágaz – Ubaldo. Vedi anche baiocchi, bling-bling, carte, cash, copeco, dindi, fleuri, ghello pleuri, sacchi

piluccare v. 1 leccare; “mi fai dare una piluccatina al gelato?” 2 assaggiare, mangiare a piccole dosi; “mi fai piluccare dal tuo piatto?” ♦ dal dialetto pluchèr v. (=), adulare, essere servile

pilucco s.m. 1 ciuffo ribelle che sembra, appunto, piluccato da una mucca; “ho un pilucco che non vuole star giù” 2 filamento di polvere o di altro materiale, è una corruzione del vocabolo pelucco, che significa letteralmente piccolo pelo. Raro; “hai un pilucco sul vestito che non capisco bene cos’è”

piomba s.f. colpo di sonno post-prandiale; “vado sul divano che ho una piomba micidiale”. vedi anche abbiocco

pioppino s.m. seme del pioppo circondato da una bambagia di consistena simile al cotone; “pioppini di merda”

pirullo s.m. sporgenza cilindrica di dimensioni ridotte, che è possibile far ruotare su sè stessa, alzare o abbassare; “tira su il pirullo della portiera che non si apre”

pisarola s.f. bisogno di urinare spesso e con urgenza. Vocabolo usato quasi esclusivamente dalle donne; “fermati che ho la pisarola!” ♦ dal dialetto pisârola s.f. (=)

pisquanoBOCs.m. tonto, sempliciotto; “avevo fatto la figura del pisquano, ma a quattordici anni ero consapevole di esserlo in pieno” cit. Enrico Brizzi in La vita quotidiana a Bologna ai tempi di Vasco. Vedi anche pistola, pistolone

pistola /a/ s.m. persona ingenua, naïf; maldestra “ma sei un pistola! chiedele di uscire!” ♦ dal dialetto pistålla s.m. (=). Vedi anche pisquano, pistolone

pistolare v. maneggiare, modificare, trafficare, fare nel suo senso più ampio; “cosa stai pistolando con quel martello?” ♦ dal dialetto pistulér v. (=), avere rapporti sessuali

pistolone s.m. accr. di pistola ♦ dal dialetto pistulån s.m. (=). Vedi anche pisquano

pitonato agg. di chi vorrebbe essere elegante e invece risulta solo di cattivo gusto, o meglio, borazzo. Di solito lo sono le milf; “ma quant’è pitonata la mamma di Cecchi?”

 

 

Elenco simboli e abbreviazioni

agg. ………………….aggettivo/aggettivale
avv. ………………….avverbio/avverbiale
BOC ………………….Bolognesità d’Origine Controllata
f. ………………………femminile
Ga………………………gergo degli ambulanti
Gl………………………..gergo dei ladri
Gm……………………. gergo dei muratori
inter. ………………..interiezione
inter. impr. ………..interiezione impropria
loc. ……..……………locuzione
m. ..………………….maschile
prep. ………………..preposizione/preposizionale
pron. ………………..pronominale
s. ……………………..sostantivo
top. ……...………….toponimo
v. ……………………..verbo/verbale
(=) ……………………di uguale significato
/n/ sta per nipoti e indica i lemmi coniati o utilizzati prevalentemente dai nati nel decennio’90-2000.
/a/ sta per antenati e indica i lemmi in dialetto o più vicini al dialetto, usati dai nonni e a volte dai nipoti.

I lemmi non seguiti dai simboli /n/ e /a/ non è stato possibile iscriverli in una categoria ben definita, per mancanza di dati certi sulle loro origini, o per il loro uso trasversale da parte degli appartenenti a tutte le generazioni, compresa quella di mezzo, cioè quella dei nostri genitori. La sigla N.V.P. (non verificato personalmente) identifica i lemmi per cui non abbiamo riscontro diretto, ma in uso in tempi o ambienti diversi da noi non vissuti o frequentati.

Per quanto riguarda l’ortografia dei lemmi è stato utilizzato l’OLM (Ortografia Lessicografica Moderna) del dizionario Bolognese – Italiano di Luigi Lepri e Daniele Vitali. All’occorrenza, abbiamo consultato il Dizionario Slang di Fernando Pellerano, il Vocabolario del Dialetto Bolognese di Gaspare Ungarelli e il volume edito dalla CARISBO Benéssum, alla ricerca dello stupure perduto errando fra dialetto e gergo a Bologna e dintorni di Andrea Mingardi. La fonte principe resta comunque l’esperienza personale.

 

 

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