“SLANG BOLOGNESE”: tutte le parole che un non bolognese deve conoscere con la lettera “P”

tutte le parole che un non bolognese deve conoscere con la lettera “P”

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P (quarta parte, per-pic)

personal /n/ s.m. spinello per consumo strettamente personale, che non si smezza: “faccio su un personal e poi in branda”

pèsca /a/ s.f. nella loc. prendere a mano una ∼, problema, incoveniente; “Marco ha preso a mano una pesca che lo farà brigare un bel po’” ♦ dal dialettoṡga s.f. (=), nella loc. èser una brótta ∼, essere un bel problema; “l’é una bróttaṡga

pèsche /a/ s.f. essere nelle ∼, essere nei guai; “sei un po’ nelle pesche con questi esami eh?” ♦ vedi la voce pèsca. Vedi anche non saltarci fuori

peso agg. 1 persona di salde convinzioni dal cartone pronto, che se irritato slega; “attento che lui lì è uno peso2 situazione pesante, pericolosa, in cui è meglio agire con cautela “è una storia pesa règaz” 3 rompiscatole, seccatore; “Madonna se è peso il tuo amico”

pesissimo /n/ agg. superlativo assoluto di peso, ha un ruolo tutt’al più enfatico per esprimere sorpresa, caricanza, empatia, supporto; “sai che a Luca è venuto il cancro?” “ah pesissimo vez…” oppure “oh stasera ci sono i DSA Commando al Làbas!” “cazzo pesissimo!”

pezza s.f. discorso molto lungo e noioso; “mi ha attaccato un pezza del ’32”. Vedi anche chioda, tomella

pezza s.f, nella loc. mettere una ∼, risolvere problemi; “con Marta va da schifo, non vivo più” “o la molli o ci metti una pezza” ♦ dal dialetto pèza s.f. (=) nella loc. méttri una ∼, (=)

pezza s.f. nella loc. non esserci ∼, impossibilità di agire altrimenti; “con Marta va da schifo, non vivo più” “devi mollarla, non c’è pezza

pezzato /n/ s.m. track hip hop; “oh senti ‘sto pezzato

piazza s.f. Piazza Maggiore; “ci vediamo alle nove in Piazza” ♦ dal dialetto piâza s.f. (=)

Piazza Ravegnana /a/ s.f. nel modo di dire sembrare ∼, si usa per indicare una coppia in cui un partner è alto (Asinelli) e l’altro basso (Garisenda); “tu e Luca sembrate Piazza Ravegnana“. N.V.P.

Piazzola s.f. per Piazzola si intende lo storico mercato cittadino che si tiene ogni venerdì della settimana in Piazza Otto Agosto, anticamente adibita a foro boario e mercato del bestiame; “facciamo un salto in Piazzola?”

pica /a/ s.f. spossatezza psicologica; “oggi ho una gran pica“. N.V.P.

picaglio /a/ s.m. persona di chi si ha scarsa considerazione; “Giorgio è un picaglio

piccaglio s.m. 1 sporgenza poco pronunciata, sottile, uncinata; “appendi la giacca a quel piccaglio lì” 2 coso, oggetto generico; “cos’è quel piccaglio lì?

 

Elenco simboli e abbreviazioni

agg. ………………….aggettivo/aggettivale
avv. ………………….avverbio/avverbiale
BOC ………………….Bolognesità d’Origine Controllata
f. ………………………femminile
Ga………………………gergo degli ambulanti
Gl………………………..gergo dei ladri
Gm……………………. gergo dei muratori
inter. ………………..interiezione
inter. impr. ………..interiezione impropria
loc. ……..……………locuzione
m. ..………………….maschile
prep. ………………..preposizione/preposizionale
pron. ………………..pronominale
s. ……………………..sostantivo
top. ……...………….toponimo
v. ……………………..verbo/verbale
(=) ……………………di uguale significato
/n/ sta per nipoti e indica i lemmi coniati o utilizzati prevalentemente dai nati nel decennio’90-2000.
/a/ sta per antenati e indica i lemmi in dialetto o più vicini al dialetto, usati dai nonni e a volte dai nipoti.

I lemmi non seguiti dai simboli /n/ e /a/ non è stato possibile iscriverli in una categoria ben definita, per mancanza di dati certi sulle loro origini, o per il loro uso trasversale da parte degli appartenenti a tutte le generazioni, compresa quella di mezzo, cioè quella dei nostri genitori. La sigla N.V.P. (non verificato personalmente) identifica i lemmi per cui non abbiamo riscontro diretto, ma in uso in tempi o ambienti diversi da noi non vissuti o frequentati.

Per quanto riguarda l’ortografia dei lemmi è stato utilizzato l’OLM (Ortografia Lessicografica Moderna) del dizionario Bolognese – Italiano di Luigi Lepri e Daniele Vitali. All’occorrenza, abbiamo consultato il Dizionario Slang di Fernando Pellerano, il Vocabolario del Dialetto Bolognese di Gaspare Ungarelli e il volume edito dalla CARISBO Benéssum, alla ricerca dello stupure perduto errando fra dialetto e gergo a Bologna e dintorni di Andrea Mingardi. La fonte principe resta comunque l’esperienza personale.

 

 

 

 

 

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