Tutte le parole che un non bolognese deve conoscere con la lettera “G”.

Stefano Cavallini

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Una piccola guida ragionata che ci aiuta a comprendere il dialetto bolognese e le sue origini. Lettera G, “giolla”: spinello.

G (seconda parte)

ghignosoBOCagg. 1 antipatico, fastidioso; “Marco è proprio ghignoso” oppure 2 difficile da svolgere, aggiustare, portare a termine; “questo esame è ghignoso da morire” ♦ dal dialetto ghignauṡ agg. antipatico, fastidioso. Su youtube trovate tutto il repertorio canoro del Coro dei Ghignosi

giandone s.m. appellattivo affettuoso per persona alta e sgraziata, ottusa e maldestra; “il tuo amico è un po’ un giandone” ♦ dal dialetto giandån s.m. (=). Vedi anche giambardone, sabadone

giaroneBOCs.m. sasso di notevoli dimensioni; “mi è caduto un giarone sul piede” ♦ dal dialetto giarån s.f., m. 1 allodola, probabilmente per il suo verso gior, gior, gior 2 (=), accr. di gèra s.f. ghiaia prelevata dai birrocciai sulle sponde del fiume Reno

giazzo s.m. ghiaccio, ma anche freddo intenso in generale; “fuori c’è un giazzo del ’32” ♦ dal dialetto giâz s.m. ghiaccio. Vedi anche polo, zagno

gigiaBOC agg. (nella loc.) gamba gigia gamba infortunata, menomata; “non correre che ho la gamba gigia

giolla /n/ s.f. spinello; “facciam su una giolla?”. Vedi anche brasa, baiano, binello, cacis, carciofo, carmelo, cuduro, giobba, giunco, lainz, lapis, minion, kamanzo, joint, Werder, paglia, pixis, pioppo, pino, porra, razzo, rollo, schiumix, tapis, tabbione, torcia, tronca

giù di squadro (essere) loc. 1 si dice di un oggetto disposto storto, in posizione inclinata; “guarda che quel quadro è giù di squadro2 quando si è giù di morale; “oggi sono un po’ giù di squadro”. Vedi anche bolla (essere in)

giudizio /a/ s.m. prudenza, saggezza; “fai con giudizio, amarcmand eh” ♦ dal dialetto giudézzi s.m. (=)

gnasca s.f. organo sessuale femminile, belle ragazza; “che bel gnaschino lei lì”. Raro. Vedi anche gnocca, penna

gniccareBOCv. 1 raramente col significato di morire; “règaz è gniccato Bowie” 2 gemere, ma molto più spesso cigolare, scricchiolare, riferito ad oggetti; “c’è il letto che gnicca” ♦ dal dialetto gnichèr v. (=)

gnicco s.m. gemito, scricchiolio, delitto. Omicidio nel gergo dei ladri. Raro

gnìnta /a/ avv., pron. (nella loc.) bån da gnìnta buono a nulla; “t’i un ban da gnìnta” ♦ dal dialetto gnìnta avv., pron. niente, nulla

gnocco s.m. 1 gnocco, pasta fritta simile al pane (a Bologna è la crescentina, “gnocco” si dice a Modena); ci mangiamo uno gnocco all’Albinelli?” 2 scontro automobilistico, collisione. Raro 3 gol; “ma che gnocco ha fatto Viviani?” ♦ dal dialetto gnòc s.m. (=) in 1e 2. Per 2 vedi anche busso, per 3 vedi anche pera

gnola s.f. lagna, piagnucolio tipico dei bambini; “bona far la gnola!” ♦ dal dialetto gnôla s.f. (=)

golare /n/ v. bere tutto d’un fiato; “mi son golato una birra alla goccia”


Elenco simboli e abbreviazioni

agg.                   aggettivo/aggettivale
avv.                    avverbio/avverbiale
BOC                  Bolognesità d’Origine Controllata
f.                        femminile
inter.                  interiezione
inter. impr.         interiezione impropria
loc.                    locuzione
m.                      maschile
prep.                  preposizione/preposizionale
pron.                  pronominale
s.                        sostantivo
top.                    Toponimo
v.                        verbo/verbale
(=)                     di uguale significato
/n/                     sta per nipoti e indica i lemmi coniati o utilizzati prevalentemente dai nati nel decennio’90-2000.
/a/                      sta per antenati e indica i lemmi in dialetto o vicini al dialetto, usati dai nonni e a  volte dai nipoti.

I lemmi non seguiti dai simboli /n/ e /a/ non è stato possibile iscriverli in una categoria ben definita, per mancanza di dati certi sulle loro origini, o per il loro uso trasversale da parte degli appartenenti a tutte le generazioni, compresa quella di mezzo, cioè quella dei nostri genitori.

Per quanto riguarda l’ortografia dei lemmi è stato utilizzato l’OLM (Ortografia Lessicografica Moderna) del dizionario Bolognese – Italiano di Luigi Lepri e Daniele Vitali e, all’occorrenza, il Dizionario Slang di Fernando Pellerano e il Vocabolario del Dialetto Bolognese di Gaspare Ungarelli. Fondamentale è l’esperienza personale.


 

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