“SLANG BOLOGNESE”: tutte le parole che un non bolognese deve conoscere con la lettera G

Tutte le parole che un non bolognese deve conoscere con la lettera “G”.

Stefano Cavallini

Una piccola guida ragionata che ci aiuta a comprendere il dialetto bolognese e le sue origini.

Una piccola guida ragionata che ci aiuta a comprendere il dialetto bolognese e le sue origini.

G (ultima parte)

goldoneBOC s.m. detti anche goldons, sono i profilattici; “oh portati il goldone”. Alcuni fanno derivare questo nome da quello del bolognese Franco Goldoni, fondatore della fabbrica di profilattici Hatù (che sta per habemus tutorem) a Casalecchio di Reno, ma è più probabile che il termine provenga dal nome della dita produttrice dei profilattici in uso alle forze armate statunitensi che liberarono Bologna il 21 aprile: la Gold One. Goldone si usa anche in Veneto, mentre in Liguria il profilattico è chiamato Gondone. Questo sembrerebbe escludere i localismi dall’origine del lemma e rafforzare l’ipotesi Gold One ♦ dal dialetto guldan s.m. (=). Vedi anche gommino

gomitoBOC /a/ s.m. vomito. A Bologna, nei bar popolari, si vomitava con la “g” davanti; “mi vien da gomitare”. Vedi anche gommare

gommare /n/ v. sinonimo di gomitare

gommino s.m. sinonimo di goldone

gonfio agg. palestrato, culturista; “ma quanto ti sei pompato? Sei gonfissimo!”

gonfia agg. ragazza incinta. Decisamente poco elegante. Scomparso dal gergo cittadino, almeno da quello dei giovani, che fino al duemila ne facevano invece uso esclusivo

gran agg. espressione enfatica con funzione di rafforzativo che conferisce maggiore espressività a parole e locuzioni; “Gigi è un gran manico”

grassa agg. (nella loc.) andare grassa situazione favorevole (dai chiari rimandi gastronomici) creatasi in un contesto sfavorevole o avverso; “oggi è andata grassa, il regionale non è in ritardo”

grasûBOC /a/ s.m. pl. ciccioli di maiale; “compriamo due grasû per l’antipasto?”. I ciccioli, che possono essere secchi o freschi, si ottengono facendo cuocere a fuoco lento pezzetti di grasso di maiale finché non ottengono un colore giallastro. Dopodiché vengono versati in canovaccio, pressati, spremuti e insaporiti con aromi quali pepe, noce moscata, chiodi di garofano. Il liquido risultante dalla spremitura è lo strutto. Non sono leggeri

gremare /n/ v. scaldare il fumo per renderlo più morbido e mescolarlo meglio al tabacco; “chi ha un appiccio per gremare?” ♦ forse dal dialetto gramèr v. sminuzzare gli steli di canapa e lino

grezzaBOC /n/ s.f. figuraccia; “hai fatto una grezza micidiale”

griccioBOC  s.m. tirchio, avaro; “sei un griccio figlio di genovesi”. Vedi anche piumone, scrigno, lima

guazzaBOC  s.f. rugiada, brina, ma anche aria pesante, umida; “stasera c’è una guazza bestiale”. Vedi anche galaverna ♦ dal dialetto guâza s.f. (=)

gubbiareBOC //n/ v. dormire pesantemente; “dopo mangiato mi faccio una gubbiatina

guzzareBOC v. 1 rubare; “mi hanno guzzato la macchina” 2 (volg.) scopare; “le ho tirato una guzzata che non cammina più” ♦ dal dialetto guzèr v. (=) in 1 e 2, affilare


Elenco simboli e abbreviazioni

agg.                   aggettivo/aggettivale
avv.                    avverbio/avverbiale
BOC                  Bolognesità d’Origine Controllata
f.                        femminile
inter.                  interiezione
inter. impr.         interiezione impropria
loc.                    locuzione
m.                      maschile
prep.                  preposizione/preposizionale
pron.                  pronominale
s.                        sostantivo
top.                    Toponimo
v.                        verbo/verbale
(=)                     di uguale significato
/n/                     sta per nipoti e indica i lemmi coniati o utilizzati prevalentemente dai nati nel decennio’90-2000.
/a/                      sta per antenati e indica i lemmi in dialetto o vicini al dialetto, usati dai nonni e a  volte dai nipoti.

I lemmi non seguiti dai simboli /n/ e /a/ non è stato possibile iscriverli in una categoria ben definita, per mancanza di dati certi sulle loro origini, o per il loro uso trasversale da parte degli appartenenti a tutte le generazioni, compresa quella di mezzo, cioè quella dei nostri genitori.

Per quanto riguarda l’ortografia dei lemmi è stato utilizzato l’OLM (Ortografia Lessicografica Moderna) del dizionario Bolognese – Italiano di Luigi Lepri e Daniele Vitali e, all’occorrenza, il Dizionario Slang di Fernando Pellerano e il Vocabolario del Dialetto Bolognese di Gaspare Ungarelli. Fondamentale è l’esperienza personale.


 

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