Tutte le parole che un non bolognese deve conoscere con la lettera “G”.

Stefano Cavallini

Una piccola guida ragionata che ci aiuta a comprendere il dialetto bolognese e le sue origini.
Una piccola guida ragionata che ci aiuta a comprendere il dialetto bolognese e le sue origini. Lettera G: Shezan il Ragio, Garden’s Abitudinieri

G (prima parte)

gabanella s.f. pennichella post-prandiale; “mi faccio una gabanella di mezz’ora poi studio” ♦ dal dialetto gabanèla s.f. (=)

gabanino s.m. giacchetta leggera; “metti il gabanino che è freddo” ♦ dal dialetto gabanén s.m. (=)

gâberBOC /a/ s.m. impermeabile; molto raro, esempio non pervenuto ♦ dal dialetto gâber s.m. (=) nel gergo dei ladri

gag /n/ s.m. scherzo; “ha fatto la gag oh!”. Usato anche l’accr. gaggona. Vedi anche presa

gaggia s.f. mento pronunciato, all’infuori; “che gaggia lui lì!” ♦ dal dialetto gâgia s.f. (=)

gagnare v. probabilmente dal francese gagner. Significa 1 vincere; “ho gagnato cinque euro a bestia” 2 rubare; “gli ho gagnato la sella del motorino”. Vedi anche guzzare

galaverna s.f. strato di brina osservabile sull’erba e le foglie nelle prime ore dei mattini invernali. Sino a una decina di anni fa era un fenomeno molto comune, i prati si coprivano d’argento e la nebbia saliva dal terreno scaldato dal primo sole. Guardavi e sentivi amore per la pianura, mentre l’erba croccava sotto i piedi. Oggi si verifica sempre più di rado, o forse sono solo io che mi alzo tardi; “hai visto Stefano la galaverna?” cit. mia nonna ♦ dal dialetto galavêrna s.f. (=)

gamare /n/ v. cogliere in flagrante; “ti ho gamato in pieno vez”. È la versione moderna di sgamare

gamba /a/ s.f. le vecchie centomila lire; “mi devi ancora una gamba” ♦ dal dialetto ganba s.f. gamba, banconota da centomila lire nel gergo dei ladri e degli ambulanti

gardensBOC /n/ s.m. Per i (giovani) bolognesi sono i Giardini Margherita; “chi è carico per un match a frisbee ai gardens?”. Consigliamo l’ascolto dei “gardens abitudinèri” (gli abitué dei gardens) la crew del decano dei rapper bolognesi Shezan il Ragio

gattiBOC s.m. agglomerati di polvere, peli e capelli che si accumulano sotto il letto o i mobili; “ma gli dai da mangiare a ‘sti gatti? Quant’è che non spazzi?”

geppoBOC s.m. rimbambito, ebete; “occhi su se ci sei, occhi giù se sei geppo” cit. Joe Cassano – flow to flow. Era anche il titolo del famoso fumetto di Giulio Chierchini, pubblicato dalle Edizioni Bianconi

ghega s.m. 1 pugno, cazzotto; “gli ho tirato una ghega che l’ho ribaltato” 2 nel gioco del calcio, tiro fortissimo; “ho tirato una ghega da sfondare la porta” ♦ dal dialetto ghêga s.f. botta, pugno. Vedi anche ferla, fioppa

ghelloBOC  /n/  s.m. soldi, denaro; “vez non ho un ghello”. Vedi anche baiocchi, bling-bling, carte, cash, copeco, dindi, fleuri, pilla, pleuri, sacchi

ghigna s.f. viso, volto; “c’hai poco da ghignartela con quella ghigna lì”. Al plurale, ghigne, significa risate; “ci siam fatti delle gran ghigne”. Da qui il verbo ghignare, cioé ridere di gusto


Elenco simboli e abbreviazioni

agg.                   aggettivo/aggettivale
avv.                    avverbio/avverbiale
BOC                  Bolognesità d’Origine Controllata
f.                        femminile
inter.                  interiezione
inter. impr.         interiezione impropria
loc.                    locuzione
m.                      maschile
prep.                  preposizione/preposizionale
pron.                  pronominale
s.                        sostantivo
top.                    Toponimo
v.                        verbo/verbale
(=)                     di uguale significato
/n/                     sta per nipoti e indica i lemmi coniati o utilizzati prevalentemente dai nati nel decennio’90-2000.
/a/                      sta per antenati e indica i lemmi in dialetto o vicini al dialetto, usati dai nonni e a  volte dai nipoti.

I lemmi non seguiti dai simboli /n/ e /a/ non è stato possibile iscriverli in una categoria ben definita, per mancanza di dati certi sulle loro origini, o per il loro uso trasversale da parte degli appartenenti a tutte le generazioni, compresa quella di mezzo, cioè quella dei nostri genitori.

Per quanto riguarda l’ortografia dei lemmi è stato utilizzato l’OLM (Ortografia Lessicografica Moderna) del dizionario Bolognese – Italiano di Luigi Lepri e Daniele Vitali e, all’occorrenza, il Dizionario Slang di Fernando Pellerano e il Vocabolario del Dialetto Bolognese di Gaspare Ungarelli. Fondamentale è l’esperienza personale.


 

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