“SLANG BOLOGNESE”: tutte le parole che un non bolognese deve conoscere con la lettera L

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saltare i fossi per la lunga

Tutte le parole che un non bolognese deve conoscere con la lettera “L”

saltare i fossi per la lunga, slang bolognese

L (seconda e ultima parte, lof-luz)

loffio agg., s.m. 1 scadente, noioso, di scarsa qualità; ” è stato il concerto più loffio di sempre” 2 persona poco attiva, apatica, noiosa; “Marco è un loffio di prima” ♦ dal gergo dialettale dei ladri, dei muratori e degli ambulanti lòfi agg., s.m. (=), poi passato al bol. comune. Per vedi anche scrauso. Per 2 vedi anche bleso, lesso

lopezBOCs.m. colpo improvviso e dolorosissimo sferrato col ginocchio contro la parte esterna della coscia, tra il Vasto laterale e il Bicipite femorale; “il 10 mi ha tirato un lopez della Madonna, ma nel secondo tempo gli spezzo le gambe”. Usato anche in Romagna e a Padova. Nessuno ne ha mai saputo fornire un’etimologia convincente

ludroBOC s.m. ghiottone, persona dagli insaziabili appetiti; “Luca sei davvero un ludro” ♦ dal dialetto lûder agg., s.m. (=)

ludrataBOC /n/ s.f. grandiosa abbuffata; “siamo andati da Amedeo e abbiamo cacciato una ludrata devastante”

luminoBOC  falistra salivare, sputo, sputacchino; “scusate mi è partito un lumino” ♦ dal dialetto lumén s.m. lumicino, lumino, (=)

lunga (fare la) /a/ loc. fare after; “stasera ho fatto la lunga“. Vedi anche drittone

lunga (tirarla in) loc. insistere, essere prolissi; “ho capito, smettila di tirarla in lunga

lunga (saltare i fossi per la) loc. iperbole. Essere in ottima salute, fisica e mentale. Detto dai nonni quando vogliono sottolineare le scarse prestazioni fisiche di un nipote; “io alla tua età saltavo i fossi per la lunga

lu-là, lu-léBOC/a/ pron. quello-là, quello-lì; “…lu-là l è Lee?” “lì? indóvv?” “no lì, là!” “ah, lu-lé!” cit. Ergio Maneschi – Un cinese a Bologna dalla raccolta fila liscia o fila strocca?

luzzo s.m. caduta rovinosa, spesso in seguito a una sguillata; “Ho fatto un luzzo del ’32”. Vedi anche cristo

 


 

Elenco simboli e abbreviazioni

agg. ………………….aggettivo/aggettivale
avv. ………………….avverbio/avverbiale
BOC ………………….Bolognesità d’Origine Controllata
f. ………………………femminile
inter. ………………..interiezione
inter. impr. ………..interiezione impropria
loc. ……..……………locuzione
m. ..………………….maschile
prep. ………………..preposizione/preposizionale
pron. ………………..pronominale
s. ……………………..sostantivo
top. ……...………….toponimo
v. ……………………..verbo/verbale
(=) ……………………di uguale significato
/n/ sta per nipoti e indica i lemmi coniati o utilizzati prevalentemente dai nati nel decennio’90-2000.
/a/ sta per antenati e indica i lemmi in dialetto o più vicini al dialetto, usati dai nonni e a volte dai nipoti.

I lemmi non seguiti dai simboli /n/ e /a/ non è stato possibile iscriverli in una categoria ben definita, per mancanza di dati certi sulle loro origini, o per il loro uso trasversale da parte degli appartenenti a tutte le generazioni, compresa quella di mezzo, cioè quella dei nostri genitori. La sigla N.V.P. (non verificato personalmente) identifica i lemmi per cui non abbiamo riscontro diretto, ma in uso in tempi o ambienti diversi da noi non vissuti o frequentati.

Per quanto riguarda l’ortografia dei lemmi è stato utilizzato l’OLM (Ortografia Lessicografica Moderna) del dizionario Bolognese – Italiano di Luigi Lepri e Daniele Vitali. All’occorrenza, abbiamo consultato il Dizionario Slang di Fernando Pellerano, il Vocabolario del Dialetto Bolognese di Gaspare Ungarelli e il volume edito dalla CARISBO Benéssum, alla ricerca dello stupure perduto errando fra dialetto e gergo a Bologna e dintorni di Andrea Mingardi. La fonte principe resta comunque l’esperienza personale.