SmoKings di Michele Fornasero

Venerdì 27 Marzo, presso il Cinema Teatro Galliera, ho avuto la fortuna di avere un posto in sala riservato per la visione di un docufilm indipendente davvero interessante: SmoKings, scritto e diretto da Michele Fornasero, prodotto da Simone Catania. A fine proiezione, regista e produttore hanno risposto ad alcune domande del pubblico spiegando in modo dettagliato i retroscena del loro film.

SmoKings è, appunto, un documentario che racconta la storia di due fratelli che hanno deciso (inconsciamente e implicitamente) di intraprendere una battaglia contro le grandi multinazionali produttrici di sigarette. La loro azienda, la Yesmoke, sita in un paese vicino Torino, produceva sigarette in proprio senza additivi chimici e le vendeva sul mercato internazionale e nazionale a prezzi concorrenziali, poiché esentasse. Il Monopolio dello Stato e le grandi multinazionali come la Philip Morris hanno reagito esattamente come i grandi capitalisti della storia, accusando i due piccoli produttori di evasione fiscale e contrabbando, tentando in ogni modo attraverso blitz e denunce di fai chiudere l’azienda. I fratelli Messina, Carlo e Gianpaolo, sono stati vittime di diverse sconfitte, ma sono riusciti a portare a casa qualche soddisfazione: l’abolizione del prezzo minimo delle sigarette e l’eliminazione dell’autodefinizione di prodotto italiano da parte di concorrenti produttori all’estero. L’esempio eclatante è quello della sigarette della Diana Blu, prodotte dalla Philip Morris, ma contrassegnate (sul pacchetto) come prodotto italiano.

Carlo e Gianpaolo Messina

I fratelli Messina, già da qualche anno, avevano intrapreso la vendita di sigarette attraverso le ordinazioni presso il loro sito Yesmoke.com. Mentre successivamente la Yesmoke è diventata un brand, all’inizio i fratelli vendevano sigarette di altre “marche” recuperate attraverso i mercati paralleli. Ovviamente, esentasse, le loro sigarette erano richieste più di quanto loro stessi avrebbero potuto immaginare.

Non ho mai guardato volentieri un documentario perché, probabilmente, National Geographic Channel mi aveva abituato a dei servizi soporiferi. Da giovane fumatrice che di imprenditoria ne capisce quanto un neonato, la visione è stata di particolare ispirazione. Innanzitutto, l’essere riusciti a girare un docufilm su un prodotto già altamente discusso per le sue proprietà “dilanianti” e, l’esserci riusciti talmente tanto da far dimenticare agli spettatori che “IL FUMO UCCIDE TE E CHI TI STA INTORNO” è degno di lode. Regista e produttore sono stati perspicaci ed attenti, talmente tanto da non superare quella linea sottile che separa la semplice informazione dalle denunce per diffamazione. Dalla storia dei fratelli Messina si evince quanto lo Stato promuova la crescita dei grandi imprenditori, distruggendo a colpi di accuse i piccoli imprenditori. Le stesse grandi multinazionali, da grandi che sono, dimostrano poco carattere e poca determinazione, talmente pochi da spaventarsi di una piccola azienda piemontese.

Carlo e Gianpaolo Messina

I protagonisti, Carlo e Gianpaolo Messina, sono i personaggi più strambi che abbia mai visto sullo schermo. Oltretutto, a differenza dei protagonisti di un film di Lynch, loro esistono davvero. Sono due fratelli forti del loro legame, ogni tanto in leggera competizione, con due personalità completamente diverse e totalmente compatibili. Sono due figure malinconiche e a tratti tristi, disilluse, provocatorie. Sono due fratelli che vivono in slow motion, che si preoccupano l’uno dell’altro rimproverandosi e schernendosi. E’ difficile immaginarli separati, credo che nella loro vita non avrebbero potuto fare altrimenti. Sono stati cresciuti da una madre insegnante umanista, con un animo shakespeariano e un aspetto docile e rilassato, una madre che li accoglie sempre, ma che non li approva mai; hanno perso il padre per un tumore sconosciuto quando erano piccoli: loro stessi durante il film evidenziano quanto nella loro vita sia mancata la presenza maschile. E questa mancanza è sicuramente la base del loro rapporto. La loro situazione surreale lascia gli spettatori a bocca aperta e, in modo forse un po’ cinico, sembra che se la siano cercata. Nonostante la loro apparente tranquillità e stabilità emotiva, sono due personaggi ambigui, a tratti cinici, ma forse troppo controllati.

Essendo entrambi corridori professionisti, il documentario segue proprio passo passo la loro corsa verso il traguardo, verso l’attesa e sperata vittoria. E’ impossibile schierarsi a favore o contro i fratelli Messina, ma la loro guerra per danneggiare finanziariamente le multinazionali del tabacco a favore della salute pubblica, disegna i contorni di un tipico carattere italiano, astuto, ingegnoso, disertore, giustiziero, strafottente, ironico e anche un po’ autolesionista.

Portatore di una regia pulita e senza fronzoli, dinamica e diretta, con un montaggio costruito severamente su ogni dettaglio, con un accompagnamento musicale inaspettato e perfetto (di Giorgio Giampà), il docufilm SmoKings ha vinto (meritatissimo) il premio Cinemaitaliano Home Video al Festival dei Popoli. E’ il primo caso, per quanto mi riguarda, in cui il cinema “indipendente” batte le grandi case cinematografiche senza alcuna possibilità di tornare palla al centro.

Si ringrazia il Cinema Teatro Galliera senza il quale questa recensione non sarebbe stata possibile.

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