Snarky Puppy in concerto a Bologna. E tutto fu jazz.

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La band americana degli Snarky Puppy si è esibita lunedì 24 aprile all’Estragon Club di Bologna, in un live strepitoso e un’incredibile empatia con il pubblico.

 

“Snarky Puppy isn’t exactly a jazz band. It’s not a fusion band, and it’s definitely not a jam band. It’s probably best to take Nate Chinen of the New York Times’ advice, as stated in an online discussion about the group, to “take them for what they are, rather than judge them for what they’re not”.

 

 

Bologna, Estragon Club. 24 aprile 2017

 

Riprendendo e modificando le parole di un vecchio spot pubblicitario, verrebbe da dire che un concerto è per sempre.

Suonerà un po’ troppo ridondante, è innegabile, ma se stiamo parlando di uno dei migliori ensemble in circolazione le buone parole in proposito non sono mai troppe né troppo poco azzeccate. E gli Snarky Puppy non fanno assolutamente eccezione a ciò.

 

Nell’ambito della 18esima edizione del Crossroads, festival musicale messo in piedi da Jazz Network e dall’Assessorato alla Cultura dell’Emilia Romagna, l’ormai arcinota band di Brooklyn, un collettivo di abilissimi musicisti formatosi nel 2004 e vincitore di 3 Grammy Awards, porta in tour sotto le due torri il suo inconfondibile quanto strepitoso stile, cocktail musicale in cui jazz, soul e funky si sposano con il blues, il rock, la world music e il pop. Con loro sul palco i ritmi dell’America della black music più pura, un groove graffiante che scorre e serpeggia potente nei fiati come nei bassi, così come nelle chitarre e nelle percussioni, in strepitosi passaggi di ritmo che gettano sul pubblico in venerazione un caleidoscopio di suoni, che quasi incitano a pensare che tutto ciò a cui si sta assistendo sia un non plus ultra.
Quello che la band americana regala al pubblico bolognese è un concerto ad alti livelli, atteso quanto riuscitissimo, di quelli che in giro ormai si vedono non troppo spesso: onesto, limpido e privo di filtri, che offre il massimo senza sforzi, destreggiandosi magistralmente in un continuo quanto ipnotico rimaneggiare e allontanarsi da un genere all’altro. I musicisti sono i loro strumenti, dialogano tra loro in frequenti quanto strepitose inversioni di sound giocando a rincorrersi in mezzo a synth, bassi, chitarre e un’armata di strumenti a loro disposizione.

Ad aprire la tappa bolognese degli Snarky Puppy e a scaldare il pubblico in sala, poco prima del vero inizio del live, ci pensa qualche pezzo di Lucy Woodward, strepitosa voce jazz e soul che collabora con loro ormai da anni e che è la “traduzione in voce” di quello che gli Snarky Puppy fanno a livello strumentale, in una connessione empatica degna di nota. A esibirsi non sono i circa 40 musicisti della formazione ma solo degli “ambasciatori”, quali il carismatico bassista nonché leader della band Michael League, che sfoggia una t-shirt del Barça accompagnato dal suo basso elettrico, assieme alla tromba di Mike Maher e al sax di Chris Bullock e Bob Reynolds, con Justin Stanton alle tastiere e alla tromba, Marcelo Woloski alle percussioni, Bill Laurance alle tastiere, alla chitarra Chris McQueen e Larnell Lewis alla batteria (quest’ultimo ha deliziato tutti con una sua magnifica quanto energica performance).

 

 

Con una performance di pezzi di repertorio alternati ad altri pescati dall’ultimo album fresco d’uscita, Culcha Vulcha, schizzato subito in cima alle classifiche e vincitore di un Grammy, sul palco ogni cosa era al suo posto e tutto ciò che doveva esserci c’era: incredibile destrezza musicale, abilità, sperimentazione, generi che sfociano in altri, eclettismo, empatia col pubblico, sintonia tra i musicisti, energia e tutto ciò che serve per creare un concerto con tutti i crismi, senza lasciare spazio al silenzio.

 

Non è mancato neanche il momento da foto di famiglia. Infatti, mentre il pubblico intona un coro degno delle migliori feste tra parenti, quasi verso fine concerto si materializzano sul palco torta e candeline per il trentatreesimo compleanno di Michael. Alla fine, come ogni giusto tributo del pubblico a grandi artisti, gli Snarky Puppy sono richiamati sul palco e concedono un bis a quell’immensa platea, accorsa a Bologna da tutta Italia, che fatica a realizzare che quel concerto sta per avviarsi alla fine.

Di fatto, quello che si è svolto all’Estragon Club di Bologna è il live di un gruppo che è senza ombra di dubbio il degno erede dei nomi della grande musica americana del ‘900, con il quale si ha però l’impressione di poter prendere una birra in compagnia in un qualsiasi pub di Brooklyn.

 

 

Ph_ Juan Pérez

Salvo Bruno

Salvo Bruno

Emigrato della East Coast calabrese, spesso una combo di immaginazione, passione e un pizzico di autostima mi invoglia a buttare su carta qualche racconto. Se mi va, ne schizzo anche un fumetto. In veste di universitario, studio le lingue. Amo Internet, il sushi, la buona musica e gli eventi live tanto quanto odio il fumo e l’ignoranza.

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