NOTTE OSCAR: MIGLIORI EFFETTI SPECIALI

Tra le categorie tecniche più importanti e apprezzate (e apprezzabili) c’è sicuramente quella di migliori effetti speciali, dominanti dall’era del digitale cinematografico. I film candidati quest’anno sono film d’azione e fantascienza, con l’eccezione (mica tanto eccezione!) di Revenant, che aspira a essere, almeno a livello tecnico, uno dei film più ambiziosi di sempre. Il nostro pronostico è che vinca Star Wars, ma noi speriamo se lo aggiudichi il buon Mad Max: Fury Road, entrambi molto quotati dai pronostici ufficiali. Ma veniamo ai film.

  • Mark Williams Ardington, Sara Bennett, Paul Norris e Andrew Whitehurst per Ex Machina (diretto da Alex Garland)
"Statico come i ricordi, dinamico come i pensieri"
“Statico come i ricordi, dinamico come i pensieri”

Se vi è piaciuto Her, allora Ex Machina vi sembrerà il nuovo 2001: Odissea nello spazio. Il film d’esordio dello scrittore Alex Garland è infatti qualcosa di classico e innovativo al tempo stesso. Visivamente eccezionale, esso tratta la storia di un programmatore che viene invitato dal capo miliardario dell’azienda per cui lavora (un motore di ricerca) a testare la prima intelligenza artificiale. Ma qualcosa ovviamente andrà storto. Il film è bello perché alterna sofisticate analisi sulla singolarità alla rappresentazione dei sentimenti complessi degli umani per le macchine, passando con nonchalance attraverso il problema della riflessività mimetica dei motori di ricerca e del loro problema di isolamento culturale dell’individuo. Il finale è un tocco di classe. Da un punto di vista iconografico, il film è altamente sofisticato, complice anche la qualità della scenografia, delle interpretazioni e soprattutto degli effetti speciali, legati all’immaginazione della macchina bionica e senziente. Insomma, Ex Machina è davvero una piccola perla importante.

  • Andrew Jackson, Dan Oliver, Andy Williams e Tom Wood per Mad Max: Fury Road (diretto da George Miller)

Il quarto capitolo di Mad Max, si sa, ha diviso il pubblico, ha creato confusione, ha spezzato in due la critica, tra chi come Gianni Canova lo ha applaudito, e chi, come Mereghetti, lo ha (un po’ banalmente) lo ha demolito. E secondo me questo è un privilegio che hanno solo i grandi film. Per questo voto Mad Max e per questo lo reputo un piccolo, grande film. Denso di simbologia, di personaggi strani e meravigliosi, di una qualità tecnica che, pur facendolo sembrare un b-movie (come a sua volta aveva fatto un film come Machete, ma meno bene), lo colloca tranquillamente tra i film di serie A, con buona pace delle metafore calcistiche. Per farvi un’idea:

https://www.youtube.com/watch?v=1DcqnkzGEFQ

Non so voi, ma io davanti a cose del genere impazzisco. E non è solo da fan del dieselpunk, è un film per tutti quelli che si sono visti Ken Shiro, con quella splendida cavalcata nel fuoco della betoniera guidata da Charlize Theron oppure il fantasmagorico notturno nebbioso ed elettrificato a metà film. Per me la sua vitt0ria dovrebbe essere indiscutibile.

  • Anders Langlands, Chris Lawrence, Richard Stammers e Steven Warner per Sopravvissuto – The Martian (The Martian, diretto da Ridley Scott)

Per capire cosa significa ricreare così precisamente l’ambiente di Marte basterà questo video

Ma bisogna ammettere che la godibilità del film ne risulta un po’ intaccata, complice l’eccessiva durata del film. Nonostante questa stroncatura epocale, il film ha come unico punto debole una debolezza di fruibilità laddove si descrivono con gli effetti e la mdp le operazioni di salvataggio di Mark Watney, nella parte finale. Teoricamente dovrebbero essere le parti più interessanti e avvincenti, e invece risultano le più fiappe. Il film finisce per interessare di più quando Watney si adopera a sopravvivere su Marte, coltivando patate e muovendosi per il Pianeta Rosso con l’ausilio di una eccezionale conoscenza scientifica. The Martian è un’operazione scottiana interessante, che commistiona almeno dieci generi diversi, ma l’impostazione visiva del film è piuttosto classica, e quindi, come dicevo, colpiscono di più altre cose.

  • Richard McBride, Matt Shumway, Jason Smith e Cameron Waldbauer per Revenant – Redivivo (The Revenant, diretto da Alejandro González Iñárritu)

Il film è talmente importante che vale la pena dare un occhi ai retroscena:

Alcuni giorni fa Will Poulter, uno degli attori del film, ha detto che sono in molti a chiedergli se l’orso che attacca DiCaprio nel film è un vero orso. No, non lo è: però lo sembra. L’orso è stato fatto in CGI (la Computer Generated Imagery, la tecnologia che permette di sfruttare la computer grafica per creare immagini digitali) ma tutti quei momenti in cui DiCaprio viene preso, scosso, lanciato e sballottato in giro sono veri. Sono successi davvero e anche se a causarli non è stato un orso non devono comunque essere stati piacevoli.

Direi che è più che sufficiente a garantire l’elevata qualità visiva degli effetti speciali di questo grandissimo film.

  • Chris Corbould, Roger Guyett, Paul Kavanagh e Neal Scanlan per Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens, diretto da J. J. Abrams)

Sull’ultimo, attesissimo capitolo di Guerre Stellari è stato detto di tutto, ma veramente di tutto, però nessuno ha osato contestarne davvero il magistero tecnico. Salvo la grafica vagamente fumettistica di Snoke, il film cattura e appassiona come tutti gli altri, a suon di effetti speciali di inseguimenti in navicella (indimenticabile Finn quando grida a Poe Dameron “DID-YOU-SEE-IT?!) e di combattimenti tra (aspiranti) Jedi. Inoltre, come già abbiamo sottolineato, una candidatura era quasi d’obbligo, in segno di ossequio verso la grande saga. Nel video che mettiamo in chiusura emerge un aspetto interessante: il voler rimanere, da parte dei creatori dell’ultimo episodio, in un spirito a metà tra l’epoca pre-digitale e ormai pienamente digitale.

Chi vincerà secondo voi? Scrivetelo nei commenti!!

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