SPECIALE NOTTE OSCAR: MIGLIOR MONTAGGIO

Abbiamo cominciato con gli attori protagonisti e non protagonisti, ora continuiamo con il montaggio, l’arte di mettere una parola (nel cinema, un’immagine) una dopo l’altra, creando effetti inediti oppure spettacolari, a seconda del film.

  • Hank Corwin per La Grande Scommessa (The Big Short, diretto da Adam McKay)
I quattro attori protagonisti,  su cui eccelle Steve Carrell
I quattro attori protagonisti, su cui eccelle Steve Carrell

Il montaggio di questo film è nervoso, spezzato, sussultorio, esattamente come il mondo e la storia che vuole descrivere: quella di un gruppo eterogeneo di operatori di borsa e banchieri che, intuendo la marcescenza del capitalismo finanziario legato all’erogazione di mutui per il mercato immobiliare americano, si diedero a una spregiudicata operazione di scommessa contro il sistema, unici a comprare lotti di mutui vincolati ad un premio assicurativo altissimo in caso di fallimento, tra le risatine generali dell’intero mondo di Wall Street. Pur in un andamento frenetico, caratterizzato da ritmo sincopato e violento (sonoristicamente rappresentato dalla batteria trash metal di Christian Bale), il film è assai intelligibile e a un certo punto il vortice diventa quasi piacevole, una forma di adesione alla cosmica follia di questo universo speculativo. Voto: 9

Un buon articolo che spiega un po’ di cose contenute nel film

  • Margaret Sixel per Mad Max: Fury Road (diretto da George Miller)
Tom Hardy nei panni di Max in una celebre scena di inseguimento
Tom Hardy nei panni di Max in una celebre scena di inseguimento

Considerato dai critici di mezzo mondo come uno dei film di azione più belli e significativi degli ultimi dieci anni, il merito va a un sublime mix di sonoro, effetti speciali e un montaggio ineccepibile, che tortura l’andamento ritmico con sincopi vertiginose e scorci arditi. Il film si caratterizza per quello che è: la storia di una follia, rappresentata dallo slogan Who killed the world?, che viene ripresa e strutturata da un lavoro di montaggio davvero imponente (si parla di 470 ore di riprese x 6000 di montaggio). La Sixel è moglie del celebre regista della saga. Voto: 8

 

 

  • Stephen Mirrione per Revenant (diretto da Alejandro González Iñárritu)
Di Caprio ha regalato al cinema un'interpretazione estrema e pericolosa persino per la sua incolumità fisica
Di Caprio ha regalato al cinema un’interpretazione estrema e pericolosa persino per la sua incolumità fisica

Esempio mistico di proto-western, un genere non ancora codificato del tutto che esplora il rapporto tra i primi Europei-Americani e la terra desolata del Nuovo Mondo, il film è candidato non solo agli oscar, ma anche a essere uno dei film tecnicamente più ambiziosi della storia del cinema. Il montaggio non è da meno, con sequenze giustapposte che sono piccoli film a se stanti, come se a ogni sguardo equivalesse una sua storia. Dal canto suo, Mirrione è alla sua terza candidatura, ed è un fedelissimo del grande regista messicano. Voto: 8,5

 

 

 

  • Tom McArdle per Il Caso Spotlight (Spotlight, diretto da Tom McCarthy)
Un cast eccezionale per uno dei film più importanti degli ultimi anni
Un cast eccezionale per uno dei film più importanti degli ultimi anni

Quella del regista indipendente McCarthy è una storia dolorosa e coraggiosa, che ha rilanciato splendidamente il cinema d’inchiesta americano, e il montaggio ne segue l’impronta, con un’eleganza classica e sapiente che ricorda il pluricitato cinema di Pakula (Tutti gli uomini del Presidente). Gli oggetti del giornalismo, la giustapposizione di ogni sequenza, con alternanze tecniche ed emotive (in base alla scena presentata, se dialoghi con le vittime o analisi documentarie) sono fatti propri dal montaggio di McArdle, da lungo nel team del già grande McCarthy.

  • Maryann Brandon e Mary Jo Markey per Star Wars: il Risveglio della Forza (The Force Awakens, diretto da J.J. Abrams)

Una volta passata di mano, la creatura leggendaria di George Lucas ha rinnovato anche il cast tecnico, e il team di Abrams lo ha seguito in questa impresa epocale e culturalmente importantissima. Se il film in sé forse non vale la statura dei suoi antenati, l’aspetto tecnico, in primis del montaggio d’azione, rimane qualitativamente inalterato e ci restituisce lo spettacolo che questa grande saga ha sempre garantito per tutti. Voto: 7,5

Kylo Ren il nuovo villain di Guerre Stellari in una delle scene iniziali
Kylo Ren il nuovo villain di Guerre Stellari in una delle scene iniziali

Nel complesso, è difficile valutare la migliore bontà di questo o quel film in relazione al montaggio. Come si nota dai voti, tutti i film mi sono piaciuti, e molto. Ogni pellicola presenta coerenza di tecnica e contenuto e, non essendo un espertone, non so cogliere le differenze minute che solo una persona competente in materia potrebbe notare. Quindi mi mantengo su un giudizio di pancia pronosticando la vittoria di Mad Max e preferendogli, seppur di poco, l’ottimo The Big Short.

E voi? Cosa preferite? Ditecelo nei commenti!

 

 

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