Spider-Man: Un nuovo giorno

È una delle icone della Marvel, Spider-Man. Anzi, ancora meglio: è l’icona per eccellenza della Casa delle Idee.

È quello che sintetizza tutta la filosofia marveliana nelle grandi responsabilità che derivano da grandi poteri. Ecco perché “Spider-Man: Homecoming” è uno dei film più attesi dell’anno.

Strappato con diplomazia un accordo alla Sony, il suo esordio solitario nell’universo cinematografico Marvel è stato accolto alla stregua del ritorno del figliol prodigo.

Dopo la Guerra Civile

Nel cinefumetto che esce il 6 luglio, Peter Parker farà ritorno nel suo quartiere dove è amichevole Uomo Ragno.

Ha fatto una breve comparsata in “Captain America: Civil War”, dove è stato reclutato da Tony Stark/Iron Man per fronteggiare Steve Rogers e i suoi ribelli.

In Spider-Man: Homecoming, invece, verrà presentata la sua realtà di adolescente dotato di super-poteri, con tutte le problematiche che questa condizione comporta (avventatezza, voglia di mettersi in mostra ecc.).

Quello che era inizialmente sulle pagine dei fumetti, insomma, e lontano dallo spirito tragico della trilogia di Sam Raimi o da quello cinico degli “Amazing Spider-Man”.

Una voglia di riprendere l’Arrampicamuri delle origini che ricorda molto quello che avvenne, a livello di arte sequenziale, dopo Civil War.

Turn back the clock, and gimme some time…

Sembra di sentirla ancora nella testa, la “Brand new day” intro della serie tv Lie to me.

“Gira indietro l’orologio e dammi tempo”: quello che, né più né meno, è successo nel mondo a fumetti principale della Marvel.

Breve riepilogo: durante “Civil War” Spider-man si schiera a favore dell’Atto di Registrazione, per poi accorgersi dell’errore e rinnegare Tony Stark, a un certo punto diventato suo mentore.

Il suo essersi smascherato in diretta tv fa sì che un vecchio nemico assoldi un sicario per toglierlo di mezzo, ma che finisca per colpire zia May.

Con la zia fin di vita, Peter Parker decide di stringere un patto con il demone Mefisto: questi otterrà il suo matrimonio con M.J. Watson e la sua identità pubblica, insomma, la sua storia recente, in cambio della salvezza di zia May.

Quello di “Un nuovo giorno” (Brand new day in originale, da qui il riferimento) è un ciclo crudo, intenso, primordiale nel senso di ritorno alle origini o quasi.

Peter Parker fa il giornalista, è single, perennemente in bolletta, la sfortuna gli sorride e come sempre sul chi vive per la sua famiglia.

Gli spidermanologi Bob Gale, Zeb Wells e Dan Slott tratteggiano un eroe dal volto (mascherato) umano, portato allo stremo dagli avversari e dalla vita, circondato da altri eroi a cui rivolgersi a seconda del bisogno.

Un ciclo caustico e malinconico, il migliore per gustarsi il viceversa adolescenziale “Spider-Man: Homecoming” al cinema.

Sapendo che entrambi guardano al Tessiragnatele originale come modello, ma ne traggono ispirazione diversa.

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