This is not a reportage#1, Maria Antonietta@Covo Club, Bologna, Ott. 2014

Maria Antonietta@Covo Club, Bologna, Ott. 2014 <br/> Fotografia di Manuela De Rosa

Maria Antonietta@Covo Club, Bologna, Ott. 2014
Fotografia di Manuela De Rosa

Maria Antonietta@Covo Club, Bologna, Ott. 2014
Fotografia di Manuela De Rosa

Have you ever been to electric ladyland?”

(Jimi Hendrix)

Mi passa accanto e sembra una bambola, Maria Antonietta. Non so perché, ma mi infonde una certa calma. Sarà che sono passati alcuni anni da quando ebbi modo di ascoltarla e farle alcuni scatti durante un Live a Pisa. Il medium mi faceva da filtro allora come oggi. O forse da “occhio”. A sé. Autonomo. Automatico. Ancora non so. Questa volta attraverso lo specchio passano le luci del Covo di Bologna, e io sono lì sotto al palco. Penultima data del suo tour “Abbracci”.

L’apertura de “Le Ceneri e i Monomi” converge in un turbinìo di cavi, strumenti, pedaliere, scatole di cui ignoro il significato e che continuano a riflettere bagliori, mentre cerco di mantenere il mio corpo attaccato al palco. Non scatto senza autofocus senza un minimo di terra sotto ai piedi. Spessori di gomma ingombrano lo spazio, passano di mano in mano, celeri, in fondo poi perché? Ogni cosa ha il suo tempo. La cassa spia sobbalza, ma il tempo sembra rallentare di colpo, senza che me ne renda conto, quando la sento passarmi accanto salendo la scaletta. Necessito una verifica. Non so, forse il pallore irreale, la camicetta leggera, le calze scure. Una calma quasi apparente.

Domande mi affollano la mente, mentre tutto sembra convergere in una forma incoattiva. Tutto sta per…accadere o riaccadere. E’ un riconoscimento: il timbro vocale, l’energia, una “tempesta elettrica”. Forse racchiusa in uno schema, in un certo senso anch’esso identificabile nell’ipnosi che porta alla fine, alla conclusione di un’esperienza, ancora costellata di un divenire, imprevedibile.

Attendo, ora che la tempesta elettrica sta per tramutarsi. Ansiosa. Attendo.

ManuelaGiorgia

ManuelaGiorgia

Romana di nascita e nomade per indole, agli studi in Lingue ho accostato la recitazione teatrale, lo studio del pianoforte e la fotografia di eventi live. La ricerca sugli aspetti performativi dell’immagine prosegue e si evolve grazie agli studi presso il Dams di Bologna, città nella quale vivo e lavoro. Ho pubblicato per Arcana, e alcune webzines di arte contemporanea.

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